La “Revolución” calcistica dell’Apache Tevez parte dallo studio e dalla scuola

È solo con lo studio che si esce dalla miseria”. Firmato: Carlos Tevez, il ragazzo cresciuto nel barrio Nudo 14, conosciuto a Buenos Aires anche con il poco rassicurante apodos (soprannome) di Fuerte Apache, e salvato dalla strada e dal degrado da un pallone. Banale non lo è stato mai. A volte sopra le righe o impudente, sicuramente vero, diretto e per nulla timoroso di attaccare gli intoccabili. Credibile, senza dubbio. Ad ogni modo, fuori e dentro il rettangolo di gioco, Carlos Tevez si è fatto apprezzare ed ascoltare.

Carlos Teves contro analfabetismo e povertà educativa

Dopo aver vestito le gloriose maglie di Boca Juniors, Corinthinas, West Ham, Manchester United, City e Juventus, l’Apache ha intrapreso la carriera di allenatore. Dapprima sedendo sulla panchina delle Los Canallas del Rosario Central, poi assumendo il gravoso incarico di salvare El Rojo, ossia il Club Atletico Independiente.

Pochi giorni fa, intervenuto ai microfoni di “El Nueve”, El Jugador del Pueblo ha svelato che tre dei suoi calciatori, sottoposti ad un esercizio di neuroscienze applicato al gioco del calcio, non sono riusciti a risolvere semplici addizioni o sottrazioni. Le sue dichiarazioni sono state riprese dai media di tutto il mondo ed hanno acceso i riflettori sul tema dell’analfabetismo e sul livello di educazione di alcuni dei suoi ragazzi.

La frase choc dell’Apache rilasciata ai microfoni de “El nueve”

Io e il mio staff abbiamo fatto un esperimento, chiedendo ai nostri calciatori di risolvere semplici addizioni e sottrazioni sotto stress fisico. Al termine di ogni esercizio intenso, ho chiesto di dirmi quanto facesse 2 + 2 e in tre non hanno saputo rispondere. Ecco che cos’è la povertà. Possiamo dare cibo e aiuti materiali, ma è solo con lo studio che si esce dalla miseria. Per vivere dignitosamente – ha proseguito Tevez – e sapersi destreggiare è indispensabile studiare, saper leggere e sapere che cosa si firma”.

La situazione educativa in Argentina

L’Argentina è uno dei Paesi del Sudamericana con il tasso di analfabetismo più basso. Nel 1960, 91 anni dopo la rivoluzione scolastica e culturale voluta dal Presidente Domingo Faustino Sarmiento, gli uomini e le donne che non sapevano né scrivere né leggere erano l’8% della popolazione. La percentuale è andata via via diminuendo, fino a raggiungere quota 1,9% nel 2010 (in Italia, ad esempio, secondo il rapporto dell’Istat stilato nel 2020, gli analfabeti sono lo 0,6% della popolazione).

Il problema della società moderna non è l’analfabetismo totale, ma quello funzionale, rappresentato dall’incapacità di una persona di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti o di compiere operazioni basilari.

Per questo motivo, Tevez ed il club di Buenos Aires stanno per dare vita ad un progetto speciale.

Il progetto dell’Independiente voluto da Tevez e dai dirigenti

Col club – ha aggiunto Tevez ai microfoni de El Nueve – abbiamo deciso di avviare un progetto specifico per garantire un insegnante a ogni ragazzo. Dopo ogni allenamento, chi ne avrà bisogno si fermerà due ore in più per studiare e colmare le lacune”.

La Revolución dell’Apache tra pallone e insegnanti privati

La Revolución dell’Apache è appena iniziata. Parte dai libri e dalla capacità di pensare correttamente e velocemente, per essere poi applicata al gioco del calcio. I primi approcci non convenzionali stanno dando ragione al trentanovenne ex Juventus.

Da quando ha assunto la guida dell’Independiente, i risultati della squadra sono migliorati sensibilmente. I suoi ragazzi occupano la seconda posizione del gruppo A nella Copa de La Liga Profesional e vedono i quarti di finale. Dopo 8 giornate, grazie ad una striscia di 4 successi, 3 pareggi ed 1 sconfitta, si trovano ad un punto dal blasonatissimo River Plate. E pensare che all’inizio gran parte della tifoseria Roja non aveva gradito che l’incarico di guida tecnica venisse affidato ad un ex calciatore con poca esperienza in panchina.

Ma Tevez, come detto, sa farsi apprezzare ed ascoltare. Conosce il degrado, il baratro e la salvezza. Banale, del resto, non lo è stato mai. E mai lo sarà. Grazie ad un pallone.

 

 

 

L’immagine di Carlos Tevez in copertina è stata scattata da Alfonso Jimenez ed è condivisa pubblicamente tramite Creative Commons [info]

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