Ambiente, il 2024 un anno da record: l’analisi del Met Office 

Se il 2023 è stato definito l’anno più caldo mai registrato (questo è quanto rilevato dal sistema di monitoraggio dell’UE, il Copernicus Climate Change Service), il 2024 segnerà nuovi record, ancora causati dal “continuo riscaldamento indotto dall’uomo dall’inizio della rivoluzione industriale”, così come ha spiegato il professor dal Adam Scaife del Met Office

Le analisi del rapporto 2023 Global Climate Highlights

Da El Niño, alle concentrazioni di gas serra, fino ad arrivare alle altre variazioni naturali: il 2023 è stato un anno complesso in relazione alla questione ambientale. I governi del mondo hanno ribadito il proprio impegno per arginare gli effetti di determinati fenomeni durante la COP28, ma gli sforzi messi in campo, allo stato dei fatti, non sembrano essere sufficienti. A rilevarlo le numerose indagini condotte nel corso dell’anno. 

Il Copernicus Climate Change Service (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con i finanziamenti dell’UE, ad esempio ha monitorato diversi indicatori climatici chiave nel corso dei 365 giorni del 2023, riportando condizioni da record, come il mese più caldo mai registrato e le medie giornaliere della temperatura globale che superano i livelli preindustriali di oltre 2°C. 

Il C3S riferisce, per l’appunto, che le temperature registrate da giugno in poi hanno portato l’anno appena terminato ad essere il più caldo mai registrato (la temperatura media globale è stata di 14,98°C, 0,17°C in più rispetto al precedente valore annuale più alto del 2016). 

Il rapporto 2023 Global Climate Highlights, che si basa sul set di dati di rianalisi ERA5, sintetizza gli estremi climatici più rilevanti del 2023 e dei principali fattori che li determinano.

Le temperature oceaniche e l’incombenza de El Niño

Le temperature medie globali della superficie del mare (SST), guardando ai dati ricavati, “sono rimaste persistentemente e insolitamente elevate, raggiungendo livelli record per il periodo dell’anno da aprile a dicembre”.

In più, nel 2023 si è registrata la transizione verso El Niño. Nella primavera del 2023, infatti, la Niña si è conclusa e le condizioni di El Niño hanno cominciato a svilupparsi portando a eventi climatici distruttivi, anche in Italia. (Leggi qui per approfondire). 

Record che crollano come tessere del domino

Gli esperti, considerato quanto sta accadendo su scala globale, invitano i governi del mondo ad accelerare la transizione verde e a rispettare gli accordi in materia climatica. 

Mauro Facchini, responsabile dell’Osservazione della Terra presso la Direzione Generale per l’Industria della Difesa e lo Spazio, Commissione Europea, ha riferito sul tema: “Sapevamo grazie al lavoro del programma Copernicus per tutto il 2023 che oggi non avremmo ricevuto buone notizie. Ma i dati annuali qui presentati forniscono un’ulteriore prova del crescente impatto del cambiamento climatico“.

“L’Unione Europea – ha proseguito – in linea con la migliore scienza disponibile, ha concordato una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 – ormai a soli 6 anni di distanza. La sfida è chiara. Il programma Copernicus, gestito dalla Commissione europea, è uno dei migliori strumenti disponibili per guidare le nostre azioni sul clima, mantenerci in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e accelerare la transizione verde”. 

Mentre Samantha Burgess, vicedirettrice del Copernicus Climate Change Service, ha chiarito: “Il 2023 è stato un anno eccezionale con i record climatici che crollano come tessere del domino. Non solo il 2023 è l’anno più caldo mai registrato, ma è anche il primo anno con tutti i giorni superiori a 1°C più caldi del periodo preindustriale. Le temperature durante il 2023 probabilmente supereranno quelle di qualsiasi periodo almeno degli ultimi 100.000 anni” .

E il 2024?

Il nuovo anno, appena entrato, non sembra offrire prospettive più ottimistiche. Infatti le previsioni del Met Office in merito alla temperatura globale indicano che il 2024 sarà il più caldo mai registrato. 

Come informa il Met Office, per l’appunto, si prevede che la temperatura media globale per il 2024 sarà compresa tra 1,34 °C e 1,58 °C (con una stima centrale di 1,46 °C) superiore alla media del periodo preindustriale (1850-1900). Si tratterebbe, dunque, dell’undicesimo anno consecutivo in cui le temperature avranno raggiunto almeno 1,0°C sopra i livelli preindustriali.

Il dottor Nick Dunstone del Met Office, che ha stimato quanto riferito, ha dichiarato: “La previsione è in linea con il trend in corso del riscaldamento globale di 0,2°C per decennio, ed è rafforzata da un significativo evento di El Niño. Quindi, ci aspettiamo due nuovi anni record di temperatura globale consecutivi e, per la prima volta, prevediamo una ragionevole possibilità che un anno superi temporaneamente 1,5 °C”.

Il dottor Dunstone ha poi aggiunto: “È importante riconoscere che un temporaneo superamento di 1,5°C non significherà una violazione dell’Accordo di Parigi. Ma il primo anno sopra gli 1,5°C rappresenterebbe sicuramente una pietra miliare nella storia del clima”.

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