2025 anno record di solidarietà, raccolte in Italia quasi 920 tonnellate di plasma

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2025 anno record di solidarietà, raccolte in Italia quasi 920 tonnellate di plasma

Quasi 920 tonnellate di plasma raccolte, un trend in costante crescita e una nuova consapevolezza tra i giovani donatori. L’Italia segna un primato storico, ma la sfida per l’autosufficienza dei farmaci salvavita resta aperta. 

Se pensiamo ai “record” italiani, la mente corre spesso allo sport o alla cucina. Eppure, c’è un primato silenzioso e straordinario che si consuma ogni giorno nelle corsie degli ospedali: quello della generosità. I dati definitivi del 2025, diffusi recentemente dal Centro Nazionale Sangue (CNS), parlano chiaro: l’Italia ha raccolto precisamente 919,7 tonnellate di plasma.

Il sistema italiano dimostra di poter andare oltre gli obiettivi programmati”, ha commentato la professoressa Luciana Teofili, direttore generale del CNS, sottolineando come questo traguardo sia merito di milioni di donatori volontari e non remunerati.

Si tratta di un nuovo record assoluto, con un incremento di oltre 11 tonnellate rispetto all’anno precedente (+1,2%). Ma perché questo traguardo è molto più di una semplice statistica sanitaria?

Il plasma: l’oro giallo della medicina

Per capire la portata di questo risultato, bisogna distinguere tra la donazione di sangue intero e quella di plasma (plasmaferesi). Se il sangue è vita, il plasma lo possiamo definire come “oro liquido“. Difatti si presenta come la componente liquida del sangue, ricca di proteine e anticorpi che non possono essere riprodotti in laboratorio. 

La crescita del 2025 è trainata soprattutto dalla donazione in aferesi (+6,4%). Questa procedura, perfetta per chi ha ritmi di vita dinamici, utilizza un separatore cellulare per prelevare solo la parte liquida, restituendo immediatamente globuli rossi e piastrine al donatore.

Tale operazione è rapidissima e permette di donare più frequentemente, fino a una volta ogni 15 giorni. Nel 2025 sono stati così raccolti 15,6 chili di plasma per mille abitanti, un passo decisivo verso il target dei 18 chili necessari per l’indipendenza strategica.

La sfida dell’autosufficienza

Queste 920 tonnellate non finiscono semplicemente in una sacca per trasfusioni d’urgenza. Vengono inviate alla lavorazione industriale per essere trasformate in farmaci conosciuti come plasma-derivati: si tratta di medicinali salvavita per persone con emofilia (malattia congenita ed ereditaria, causata da un deficit di alcune proteine della coagulazione del sangue) , carenze immunitarie o malattie rare. In Italia, questi farmaci sono distribuiti gratuitamente a chi ne ha bisogno, rendendo il sistema trasfusionale un pilastro della sanità italiana.

La spinta della tecnologia: IA e nuovi fondi

Il 2025 è stato altresì l’anno dell’innovazione. Il Centro Nazionale Sangue ha infatti messo in campo investimenti importanti, tra cui un bando da 300mila euro per finanziare progetti legati all’Intelligenza Artificiale applicata alla raccolta del plasma, con il fine ultimo di ottimizzare i processi e sviluppare nuovi dossier per l’approvazione di prodotti sempre più efficaci. Per una generazione abituata alla digitalizzazione, sapere che la propria donazione entra in un ecosistema tecnologicamente all’avanguardia è un valore aggiunto non indifferente.

La solidarietà oltre i confini italiani

C’è un aspetto fondamentale che emerge dai report del CNS: la donazione italiana ha un impatto che va oltre i confini italiani. Quando la raccolta nazionale supera il fabbisogno interno per determinati prodotti, i lotti eccedenti non vanno sprecati, ma vengono donati a paesi in difficoltà attraverso programmi di collaborazione internazionale.

Recentemente, l’Italia ha siglato accordi tecnici con Malta e ha inviato medicinali salvavita in territori in stato di guerra come la Palestina, per aiutare i pazienti affetti da emofilia nella Striscia di Gaza. Ciò significa quindi che donare plasma in un centro Avis a Milano o a Roma può, letteralmente, salvare una vita dall’altra parte del Mediterraneo.

Donazioni di plasma: il Friuli Venezia Giulia è la regione dal cuore d’oro

I dati per regione mostrano un’Italia a diverse velocità, ma con picchi di eccellenza straordinari. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica con 24,6 kg di plasma ogni mille abitanti, seguito da Marche (24,3 kg) ed Emilia-Romagna (24 kg). Anche la Valle d’Aosta e la Toscana mostrano numeri solidi. La sfida per il futuro è portare questa “cultura del dono” in modo omogeneo su tutto il territorio, coinvolgendo sempre più le regioni del Sud.

 

Foto Copertina: Riconoscimento editoriale Shutterstock / ID Foto: 2739397733 / Autore: Hryshchyshen Serhii

 

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