Verso una piena inclusione: il ruolo strategico del Disability Manager nel contesto regionale e nazionale

Negli ultimi anni, i temi dell’inclusione e della valorizzazione della diversità hanno assunto un ruolo centrale nelle politiche pubbliche, nelle organizzazioni e nel mondo del lavoro. Nel percorso verso una società pienamente inclusiva, la figura del Disability Manager si sta affermando come una risorsa strategica per garantire l’accessibilità, la partecipazione e l’autonomia delle persone con disabilità.

In Italia, l’esperienza (l’ultima in ordine cronologico, n.d.r.) della Regione Marche rappresenta uno dei modelli più avanzati e coerenti nell’applicazione di questa figura professionale, dimostrando come il Disability Manager possa incidere concretamente sulle politiche pubbliche e sull’organizzazione dei servizi.

L’esperienza della Regione Marche rappresenta un laboratorio avanzato e virtuoso, da cui partire per un’analisi più ampia dello scenario nazionale.

Disability Manager: una figura professionare innovativa e anomala

Il Disability Manager è un professionista specializzato nella promozione dell’inclusione delle persone con disabilità nei diversi contesti della vita: lavoro, istruzione, mobilità, sanità, cultura. Un professionista che opera in contesti pubblici, privati e del terzo settore, con il compito di individuare, rimuovere e prevenire barriere fisiche, sensoriali, organizzative e culturali che ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità. Non è un assistente sociale né uno psicologo, ma una figura trasversale, con competenze giuridiche, progettuali e organizzative, capace di leggere i bisogni e tradurli in azioni concrete, piani individualizzati e strategie inclusive.

Il suo lavoro si basa su competenze multidisciplinari: dalla conoscenza della normativa nazionale e internazionale all’esperienza nella gestione delle risorse umane, dalla progettazione di ambienti accessibili alla capacità di dialogo con istituzioni, famiglie e associazioni. Non esiste, tuttavia, una definizione univoca del ruolo e delle funzioni del Disability Manager a livello nazionale, il che rende nodale osservare le buone pratiche territoriali.

L’esperienza della Regione Marche

Nel 2023, la Regione Marche ha formalizzato la presenza del Disability Manager all’interno della struttura organizzativa dell’ente, diventando una delle prime realtà regionali in Italia a dotarsi stabilmente di questa figura. La decisione è arrivata in risposta al bisogno crescente di una governance capace di rendere realmente accessibili i servizi, partendo dall’ascolto e dalla co-progettazione con le persone con disabilità e le loro famiglie.

Già dal 2017, la Regione ha promosso iniziative per favorire la presenza di questa figura nei propri enti, con il coinvolgimento di professionisti provenienti da diversi settori: sanità, amministrazione pubblica, formazione e associazionismo. L’obiettivo dichiarato è stato quello di rendere strutturale e non occasionale la presa in carico delle esigenze delle persone con disabilità, puntando su una regia coordinata anziché su interventi frammentari.

Il Disability Manager delle Marche ha avuto un ruolo attivo nell’adeguamento degli uffici regionali agli standard di accessibilità, nella revisione dei bandi di finanziamento per le persone con disabilità e nel coordinamento con le aziende sanitarie locali per l’attuazione del Progetto di Vita Individuale, previsto dalla Legge 112/2016 (dopo di noi). Le Marche hanno sperimentato un modello fondato sulla collaborazione tra Disability Manager, Ufficio per la Disabilità regionale e le associazioni del territorio. Sono stati avviati progetti pilota per la mappatura delle barriere architettoniche, l’implementazione di percorsi di accompagnamento al lavoro e la consulenza alle aziende che desiderano promuovere l’inclusione.

Un aspetto particolarmente innovativo è stato l’inserimento del Disability Manager nei tavoli tecnici intersettoriali, affinché ogni politica pubblica – dai trasporti al turismo – venga letta anche in una chiave di inclusività.

Il panorama italiano: un mosaico a più velocità

Sebbene il concetto di Disability Management sia stato introdotto in Italia sin dagli anni 2000, il suo riconoscimento formale è ancora parziale. A livello nazionale, il Disability Manager si sta affermando come figura chiave per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009. Tuttavia, la diffusione di questa figura è ancora disomogenea: alcune regioni e grandi città hanno istituito formalmente il Disability Manager, mentre in altri contesti la presenza è più sporadica, legata a iniziative isolate o alla sensibilità di singoli enti e amministrazioni.

A livello nazionale, non esiste un albo professionale né un profilo normato in modo univoco, anche se varie università (come l’Università Cattolica di Milano, l’Università degli Studi di Firenze o l’Università di Roma La Sapienza) offrono master e corsi di alta formazione in Disability Management.

Alcune grandi città, come Milano, Bologna, Torino e Napoli, hanno nominato Disability Manager comunali con il compito di valutare e migliorare l’accessibilità urbana e dei servizi pubblici. In altri territori, la figura è adottata in ambito sanitario (come nelle Aziende Ospedaliere) o scolastico, ma manca ancora un modello diffuso e coordinato.

Un impulso importante potrebbe arrivare dall’attuazione del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevedono azioni per l’inclusione sociale e la vita indipendente. Tuttavia, per rendere strutturale la presenza del Disability Manager, servirebbe una norma quadro nazionale che ne definisca funzioni, competenze, formazione e obbligatorietà in alcuni ambiti (enti pubblici, grandi aziende, sanità, istruzione).

Alcune associazioni e reti professionali, come SIDiMa (Società Italiana Disability Manager), si sono attivate per promuovere la formazione e l’aggiornamento degli operatori, nonché per sensibilizzare enti pubblici e privati sull’importanza di questa figura.

Disability Manager, un attore operativo del cambiamento

In conclusione, il Disability Manager non è una figura simbolica, ma un attore operativo del cambiamento. Un’Italia che guarda al futuro con responsabilità deve investire con decisione in questa professionalità, facendo delle buone pratiche – come quelle delle Marche – un riferimento per tutto il Paese.

L’esperienza della Regione Marche, in fatti, dimostra che investire sul Disability Manager significa non solo abbattere le barriere esistenti, ma anche prevenire la marginalizzazione e favorire un cambiamento culturale profondo. La professionalizzazione di questa figura rappresenta una leva strategica per dare piena attuazione ai diritti delle persone con disabilità e per proiettare la società italiana verso una reale uguaglianza delle opportunità.

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