Riportare i giovanissimi allo sport: le iniziative nazionali e regionali dedicate

Lo sport è da sempre inteso come emblema di crescita – collettiva e personale-, aggregazione, comunità, ambizione e benessere. È quindi inevitabile pensare che sia una delle attività principali da avviare sin dalla più giovane età.

Sebbene rispetto al 2020, l’anno in cui ha avuto inizio la pandemia da COVID-19, il numero di persone che si dedica alla pratica motoria sia in aumento, è di vitale importanza ancora mettere in campo risorse e idee per consentire sempre una maggiore adesione e per rendere del tutto accessibile il mondo dello sport. Anche fosse solo per seguire pedissequamente quanto enunciato dalle modifiche apportate all’articolo 33 della Costituzione in materia, in cui “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Giovani e sport in numeri

Gli ultimi dati ISTAT sul tema, restituiti dall’istituto lo scorso giugno, raccontano di “un’attività del tempo libero fortemente legata all’età”. Questo si traduce in: “la passione è un tratto distintivo dei più giovani e raggiunge le quote più elevate tra i ragazzi di 11-14 anni (nel 2024 il 75,6%, di cui il 66,7% in modo continuativo e l’8,9% in modo saltuario). 

A partire dai 15 anni l’interesse per la pratica sportiva inizia a diminuire, anche se la quota di praticanti rimane comunque elevata fino ai 24 anni (rispettivamente il 66,1% tra i 15 e i 17 anni e il 53,9% tra i 18 e i 24 anni), per poi diminuire progressivamente nelle età successive”.

Questa analisi induce a riflettere sulla fascia 5-11 anni, che è quella su cui bisogna porre maggiori attenzioni. Dovrebbe rappresentare il clou della partecipazione all’attività motoria, proprio per le peculiarità che questa possiede in termini pedagogici. E invece, nella raccolta dati relativa al 2024 si evidenzia proprio come i più piccini non si avvicinino, né tanto meno vengano coinvolti in maniera appropriata nelle iniziative dedicate all’ambito sportivo. 

Nel caso specifico, oltre agli incentivi e alle possibilità offerte dallo Stato e dalle regioni, va anche considerato l’apporto di realtà come gli Enti di Promozione, che operano al fine colmare delle lacune, ma anche di aprire nuovi scenari e dare un contributo concreto affinché lo sport diventi sempre più centrale nella quotidianità di ognuno. 

Basti pensare, ad esempio, a uno dei progetti di OPES, BenEssere, che mira proprio alla fascia di età presa in esame e individua nella scuola, così come nella famiglia, grandi alleati per consentire un avvicinamento delle bambine e dei bambini al mondo sportivo (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ).

C’è poi un altro fattore che l’ISTAT mette in luce, vale a dire la disomogeneità territoriale. “Il Nord-est – viene spiegato nel rapporto – è la ripartizione geografica con la quota più elevata di praticanti (43,9%), seguito dal Nord-ovest e dal Centro (rispettivamente il 41,7% e il 41,5%). Nelle regioni meridionali e insulari, invece, la pratica sportiva si attesta generalmente su livelli mediamente più bassi (27,9%)”.

A proposito di territori: le iniziative proposte da Campania e Lazio

Uno degli espedienti che consente alle regioni di agire in maniera significativa è l’erogazione di voucher. Sia la Campania, sia il Lazio, ad esempio, si prodigano per rendere accessibile la pratica sportiva ai giovanissimi, mettendo le famiglie in condizione di poterli iscrivere presso le strutture dedicate. 

Il Voucher Sportivo Minori è un’iniziativa promossa dalla Regione Campania, attuata dall’Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport (ARUS), volta a sostenere le famiglie in condizioni di vulnerabilità economica. 

L’obiettivo, si spiega, è fare in modo che venga facilitato l’accesso gratuito dei minori di età compresa tra i 6 e i 15 anni alle attività sportive, contrastando gli effetti negativi della crisi economica e promuovendo l’inclusione sociale e il diritto allo sport per tutti (per consultare i requisiti e la domanda CLICCA QUI). 

Quanto invece alla Regione Lazio, lo scorso 16 luglio sono state pubblicate le graduatorie relative ai Voucher. Ben 19 mila giovani (di età compresa tra i 6 e i 18 anni) usufruiranno del contributo dal valore di 500 euro per dedicarsi all’attività sportiva. 

Con questo intervento concreto – ha spiegato la prima fautrice dell’iniziativa, l’Assessore Regionale allo sport, Elena Palazzo – la Regione Lazio dà un segnale forte e scende in campo a favore della promozione sportiva. Investire nello sport significa investire nei nostri giovani, nella loro salute, nella loro crescita e nel loro futuro”. 

L’intervento dello Stato

Va inoltre segnalato che è stato stanziato un fondo da 30 milioni di euro per il 2025, dedicato a incentivare l’attività motoria e uno stile di vita sano. Questa iniziativa si identifica nel Fondo Dote Famiglia, con cui si intende garantire ai minori in condizioni economico-sociali meno favorevoli di accedere alla pratica sportiva supportando le ASD, SSD, ETS e ONLUS di ambito sportivo con un contributo fino a 300 € per beneficiario.

Lo sport rappresenta una preziosa opportunità educativa ad ampio spettro – ha detto in proposito il Ministro Andrea Abodiun indispensabile strumento di benessere individuale e sociale, e il nostro impegno è quello di garantire a tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro condizione economica, la possibilità di far praticare attività ai propri figli. Su questi presupposti abbiamo configurato una misura nazionale, voluta fortemente dal Presidente Meloni, che aiuterà i nuclei familiari con ISEE inferiore ai 15 mila euro”.

Poi ha aggiunto: “È un ulteriore intervento di questo Governo che contribuirà all’attuazione del comma 7 dell’articolo 33 della Costituzione. Questo è il nostro dovere che cerchiamo di affermare attraverso fatti concreti: riconoscere il valore dello sport, trasformandolo in un diritto accessibile a ogni persona”.

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