Sclerosi multipla: Risorse.news intervista il Prof. Marco Salvetti

Sono 150 mila le persone affette da sclerosi multipla (SM) in Italia, malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). 

È una malattia autoimmune, perché innesca una reazione anomala nel sistema immunitario che attacca alcuni componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli per estranei. Questo processo danneggia la mielina, nella quale, poi, si formano delle cicatrizzazioni chiamate sclerosi.

Inoltre, essendo una malattia cronico-recidivante, non esistono al momento terapie risolutive ma sono disponibili numerosi presidi terapeutici che permettono di modificare il decorso e rallentare la progressione della malattia.

Il Professor Marco Salvetti, direttore del Dipartimento di Neuroscienze, salute mentale e organi di senso (NESMOS) nell’Ospedale Sant’Andrea, ricercatore e professore presso il Dipartimento di Neurologia all’Università La Sapienza, è impegnato nel campo della ricerca e nel trovare una cura per la sclerosi multipla. In occasione della premiazione all’Invictus Day – Mandela from Roma Capitale, evento che si è tenuto lo scorso 18 luglio al Salone d’Onore del CONI, a risorse.news ha rilasciato un’intervista, spiegando il suo percorso personale, la ricerca sulla sclerosi multipla e i nuovi progressi terapeutici esistenti.

 Il Professor Marco Salvetti: diagnosi giovanile e terapie preventive per la sclerosi multipla

Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad interessarsi di sclerosi multipla? 

Dunque, io ero in specializzazione in neurologia, quindi, avevo già un interesse per la neurologia clinica. Però, era un’epoca in cui molte malattie neurologiche non si curavano e quindi mi stavo un po’ stancando, perché fare solo le diagnosi non è gratificante. Il mio capo di allora l’ha capito e quindi mi ha instradato un pochino nella ricerca. Sono andato all’estero e lì ho cominciato a fare ricerca sulla sclerosi multipla. Poi sono tornato, ho portato alcune tecnologie qui in Italia e da lì è partito tutto e continua fino ad ora. 

Quanto è frequente nei giovani? 

È la principale causa di disabilità progressiva nei giovani. In Italia ci sono quasi 150 mila persone affette da questa malattia e nel mondo quasi 3 milioni. Sono tutti giovani che poi portano la malattia per tutta la vita. Quindi non è una malattia acuta, è una malattia cronica che oggi, presa in tempo, riusciamo anche a curare bene. 

Quindi l’età media dell’esordio è principalmente l’età giovanile. Approssimativamente verso che età insorge? 

L’esordio più frequentemente è fra i 20 e i 30 anni ed è più frequente nelle donne rispetto agli uomini; poi può esordire tra i 15 e i 55 anni. Ci sono anche casi eccezionali di esordio in età pediatrica o in età ancora più avanzata dei 55 anni. Però, la fascia d’età più frequente è tra i 20 e i 30 anni.

Quali sono le nuove prospettive terapeutiche a riguardo? 

Abbiamo terapie che, come dicevo prima, funzionano molto bene per chi si ammala oggi, perché con queste cure riusciamo a modulare il sistema immunitario in modo che non continui a fare danni. Sono tutte terapie preventive e, quindi, vanno date per tempo, il prima possibile, usando subito quelle più efficaci. Il problema rimane per le persone che si sono ammalate diversi anni fa e che hanno accumulato una disabilità. In quel caso ancora non riusciamo ad arrestare il progressivo accumulo di disabilità né tanto meno riusciamo a farla tornare indietro. 

E quali sono i servizi garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale per i pazienti? 

Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce una rete di centri dedicati, centri specialistici che funziona, a mio parere, molto bene. Grazie anche al contributo che negli anni ha dato l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) che con la sua fondazione ha contribuito veramente a creare una rete omogenea di centri per qualità, ma anche una rete di centri che hanno una spiccata vocazione a collaborare sia nell’assistenza clinica che per quanto riguarda la ricerca. Quindi, grazie all’Associazione Sclerosi Multipla l’Italia è veramente avanti rispetto a tantissimi altri Paesi nel mondo nell’assistenza e nella ricerca su questa malattia.

sclerosi multipla, risorse.news intervista il Prof. Marco Salvetti
Il Prof. Marco Salvetti in occasione dell’Invictus Day – Mandela from Roma Capitale, evento tenutosi lo scorso 18 luglio al Salone d’Onore del CONI

 

Dunque, una diagnosi tempestiva (ad esempio in un primo attacco, detta sindrome clinicamente isolata) e un trattamento preventivo mirato e personalizzato possono salvare la vita di molti giovani, rallentando la progressione ed evitando un danneggiamento irreversibile del sistema nervoso.

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