Torna l’appuntamento capitolino con il futuro, torna la Rome Future Week. Dal 15 al 21 settembre, infatti, l’evento diffuso tornerà a popolare gli spazi di discussione dedicati in tutta la città. Oltre 300 iniziative già in programma (clicca qui per consultarlo); 200 le location attivate in tutta la città; già 500 gli speaker attesi e più di 50 i partner tra istituzioni, media e realtà private.
Insomma è tutto pronto. Il tema di questa particolare edizione è “Mutazioni”; a voler indicare il dinamismo che caratterizza questa epoca. Cambiamenti continui a cui ognuno di noi è chiamato a rispondere con uno spirito di adattamento altrettanto veloce e resiliente. Dalla crisi climatica, all’IA che diventa sempre più preponderante nel lavoro come nella quotidianità, fino alle trasformazioni che riguardano i rapporti sociali e il linguaggio.
Rome Future Week: intenti e obiettivi
Rome Future Week, come infatti racconta l’organizzazione (a cura di Scai Comunicazione SRL), nasce per raccontare in anticipo i molteplici futuri che già abitano Roma. Certo, futuri tecnologici, ma anche culturali, sociali, umani come sottolinea Michele Franzese, fondatore della manifestazione: “Rome Future Week è nata per connettere le opportunità che convivono in questa città: l’innovazione tecnologica, ma anche i cambiamenti culturali, sociali, umani.
[…] Quest’anno puntiamo a rendere tutto ancor più leggibile, coinvolgente e partecipato, con un programma strutturato in hub tematici e un tema forte che ci accompagna ovunque: le mutazioni. Roma, con la sua natura ibrida e viva, è il luogo perfetto per osservare queste trasformazioni come al microscopio. E attraversarle insieme”.
Oltre a rappresentare un’occasione per cittadini e aziende, la manifestazione è un ottimo esempio di come la sinergia tra il pubblico e il privato possa produrre opportunità concrete. Rome Future Week nasce, a tal proposito, da una coprogettazione tra l’Assessorato alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità, all’Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale e Scai Comunicazione.
Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, alle pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti di Roma Capitale ha spiegato: “La Rome Future Week è diventata, in pochi anni, uno spazio concreto dove l’innovazione incontra le persone. Non parliamo di tecnologia come fine a sé stessa, ma come strumento per generare impatto: culturale, sociale, economico”.
Poi ha aggiunto, riferendosi all’impegno quotidiano: “È questo che stiamo costruendo, come amministrazione e come città: con la Casa delle Tecnologie Emergenti abbiamo aperto un luogo dove imprese, università, startup e cittadini e cittadine si incontrano per pensare insieme soluzioni nuove.
E con progetti come Impresa Comune, il trasferimento tecnologico e il lavoro sui territori, stiamo dimostrando che anche una grande capitale può fare innovazione in modo inclusivo e sostenibile, tenendo insieme passato e futuro. E diventando il posto giusto per osservare le mutazioni del presente e provare a orientarle”.
“Mutazioni”: emblemi
Il simbolo dell’edizione 2025 è una farfalla, emblema di trasformazione. Una sua versione tridimensionale sarà realizzata come spilla ufficiale dell’evento, diventando il fulcro della comunicazione visiva. Non solo un elemento grafico, ma un segno che richiama il cambiamento nella sua forma più profonda: un’evoluzione che attraversa i corpi, le abitudini, la società.
Un’altra novità che riguarda l’edizione 2025 è l’introduzione di Future Hub tematici pensati per orientare il pubblico tra i grandi ambiti di cambiamento. Ogni hub racconterà, con linguaggi e format dedicati, una diversa dimensione delle mutazioni in corso:
- Etiopia Lab, a cura di EFI (Ecosistema Formazione Italia), per raccontare la formazione che cambia;
- Casa Futuro, per una riflessione sulle nuove dimensioni dell’abitare, con una mostra ed una giornata intera di talk; Alchemy Maker, presso Industrie Fluviali, una giornata all’insegna dello studio delle intelligenze artificiali;
- Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma Capitale, nella Stazione Tiburtina, già location protagonista delle passate edizioni, ma quest’anno reimmaginata come luogo ideale per conversazioni, hackathon e momenti di codesign del futuro. Insomma, Roma muta e reinventa i propri spazi per metterli a disposizione dell’innovazione.
Spazio ai giovani
Uno dei principali obiettivi della manifestazione è parlare ai giovani, coinvolgerli attivamente. Oltre a essere protagonisti della kermesse come uditori, lo saranno anche come: speaker, volontari, videomaker, ma anche “shadow” all’interno della squadra organizzativa: selezionati tramite un bando, decine di ragazze e ragazzi racconteranno le loro visioni nei momenti clou della settimana.
Anche quest’edizione di Rome Future Week è stata realizzata in collaborazione con ROAD – Rome Advanced District, una rete che aggrega imprese (oltre a Eni, Ferrovie dello Stato, Cisco, Nextchem, Autostrade, Acea e Bridgestone) università, startup, centri di ricerca e istituzioni, con l’obiettivo di creare presso l’area del Gazometro di Roma un polo di innovazione sostenibile.
Assieme a ROAD, tanti i partner e gli sponsor che hanno deciso di sostenere questa nuova edizione e che hanno fatto proprio il tema, costruendo contenuti intorno alle mutazioni, tra cui RINA, Ferrovie dello Stato, Regione Lazio, IUL (Università Telematica degli Studi IUL), Little Genius International, Fondazione MSD, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Istituto Pantheon, SONY Csl, Translated, Telecom, Engel & Volkers, Confcommercio. Sono media partner ufficiali del festival RAI e RDS.
L’iniziativa gode del patrocinio di Regione Lazio, Università Tor Vergata, Convention Bureau Roma e Lazio, Unindustria e del Formez, la cui presenza rappresenta un segnale importante per raccontare la mutazione in atto nella PA.


