Un altro colpo nel segno di una scia vincente che lascia il segno: Sinner è il Maestro tra i Maestri

Un colpo che imprime ad una pallina di gomma una forza centripeta impressionante e devastante. Una scia che si disegna nell’aria per via della rotazione e dell’accelerazione di quella sfera gialla. Un segno che si percepisce appena sulla superficie più veloce del tennis. L’importante è che il viaggio di quella pallina presa a sberle da braccia possenti rimanga all’interno del perimetro di gioco. Anche un millimetro di linea bianca pizzicato con un dritto, un rovescio, un servizio o una voleè fa la differenza. La finale delle ATP Finals tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner è stata un continuo di sequenze di questo tipo e di bordate che hanno impressionato gli addetti ai lavori, il pubblico presente all’Inalpi Arena di Torino e pure gli appassionati e i tifosi che hanno seguito dal divano di casa le gesta del numero 1 e del numero 2 delle classifiche  mondiali.

Lo spagnolo e l’italiano, per l’ennesima volta, hanno dimostrato quanto poco spazio ci sia alle loro spalle. Il loro ritmo ha raggiunto livelli spaziali. Sono assolutamente ingiocabili quando sono all’80% della condizione, figuriamoci se, come successo nell’atto conclusivo di domenica 16 novembre, rasentano la perfezione nella condizione fisica, nella precisione, nella solidità del palleggio da fondo campo e nella tenuta mentale. La distanza tra loro due e gli altri pretendenti al trono di qualsiasi torneo, non solo di quello che chiude l’anno del tennis, sta diventando siderale. 

Alla fine di un braccio di ferro continuo, di una sfida tra i migliori eredi di Federer, Nadal e Djokovic, l’ha spuntata Jannik Sinner, con un 7-6, 7-5 che dimostra quanto sia stata sudata, combattuta ed emotivamente impattante la sedicesima sfida della saga tra il murciano e l’altoatesino. 

2024-2025, il back to back di Sinner

A Torino Jannik Sinner ha battuto un altro colpo, compiendo l’ennesimo back to back della sua giovane e già sfavillante carriera. Dopo il successo dello scorso anno contro Taylor Fritz, il ventiquattrenne di San Candido si è confermato il Maestro dei Maestri proprio di fronte alla sua nemesi sportiva. Nella finale che tutti sognavano, ha avuto ragione lui, dimostrando che sulla superficie veloce indoor, in assenza di variabili incontrollabili, come il vento o il sole, che possono condizionare l’esecuzione di un colpo, non ce n’è per nessuno. Neppure per Carlitos Alcaraz. 

Come nel 2024, ha concluso il torneo finale senza perdere neppure un set. Solo lo spagnolo è riuscito a strappargli il servizio nel primo game del secondo set, dopo che il numero uno italiano aveva conquistato il tie-break del primo set. Ma la tenuta mentale dell’azzurro ormai è un’arma micidiale. Strappato il servizio all’avversario nel sesto game con una palla corta magistrale e riportato il match on-serve, Sinner ha fatto la differenza nel 12° gioco del secondo set. Quando l’epilogo del tie-break sembrava già scritto, l’italiano ha sferrato l’ultimo affondo vincente. 

L’ultima palla di Carlos Alcaraz, terminando il suo viaggio in corridoio, non ha consegnato soltanto il titolo a Sinner, ma ha messo l’italiano in scia della nobilità del tennis.

Sinner come Lendl e sulla scia dei più grandi del cemento indoor

Come Ivan Lendl, soprannominato Terminator per la sua continuità di rendimento, Sinner non ha perso neppure un set in due edizioni consecutive delle Finals. Al ceco l’impresa era riuscita nel 1985 e nel 1986. Dopo la finale del 2023, persa contro Nole Djokovic, l’italiano ha messo tutti in riga. Da quel giorno (19 novembre 2023), ha piazzato una striscia di 31 vittorie consecutive sul cemento indoor. Meglio di lui solo lo stesso Lendl (32), Federer (33), Djokovic (35) e l’inarrivabile McEnroe, The Genius, che ha mantenuto l’imbattibilità per 47 match.

Sinner, osservando l’ultimo dritto di Alcaraz terminare fuori, si è lasciato cadere al suolo. Lì, sul cemento di Torino, ha lasciato un altro segno. Ha impresso tutte le sue fatiche e la sua gioia. Quell’ombra di sudore è espressione visibile del suo sacrificio, del suo talento, della sua forza, della sua capacità di non sottovalutare mai alcun avversario e di giocare a tennis divertendosi, ma con l’obiettivo di migliorarsi sempre.

La vittoria di quest’anno, come ha ribadito lo stesso numero 2 al mondo ai microfoni di media e tv, è stata addirittura migliore rispetto alla prima. Vuoi perché dall’altra parte della rete c’era Alcaraz, vuoi perché era proprio l’italiano a rincorrere, visto che aveva perso la leadership delle classifiche nonostante un 2025 da protagonista. Due slam (Australian OPEN e The Championship a Wimbledon), un Masters 1000 (Parigi), un Atp 500 (Vienna Open), un Six Kings Slam e, come lo scorso anno, un altro torneo dei Maestri, di fronte al calorosissimo pubblico di Torino che lo ha osannato e trascinato nel corso dei 5 incontri disputati, per un totale di 58 successi nell’anno solare su 64 sfide.   

Incide e sposta le masse

Jannik Sinner incide la sua firma negli albi d’oro dei tornei ed incide anche dal punto di vista sociale. Il tennista azzurro ha la straordinaria capacità di spostare gli equilibri, e pure le masse, e di stabilire nuovi record. Le sue imprese hanno avvicinato milioni di italiani al tennis. Se nei circoli si registra il tutto esaurito, anche in televisione le sue partite ormai fanno registrare numeri da capogiro.

La finale di Torino è diventata la partita di tennis più vista nella storia della televisione italiana. Oltre 7 milioni di connazionali, considerati i dati dei due broadcaster che hanno diffuso le immagini, si sono piazzati dinanzi al piccolo schermo per la finale di domenica 16 novembre, disputata alle ore 18:00. Il tennis, grazie all’italiano, si è messo in scia del calcio, lo sport più seguito in tv. La distanza, guardando gli indici di ascolto delle partite della Nazionale, si è assottigliata. Ed il merito è di questo ragazzo dai capelli rossi che incide come nessun altro nell’immaginario collettivo.

Jannis Sinner vince ed ispira sia chi lo osserva sia chi lo ascolta. Per le vittorie, i trofei e le coppe sollevate – siamo a 24 titoli, di cui ben 11 rientrano nella categoria Big Titles (Slam, Masters 1000 e Finals), ma anche per il suo stile sempre pacato e lucido e per il suo modo di approcciarsi alla vita e allo sport, può essere già messo di diritto nel Gotha dello sport nazionale.

Se è il GOAT, il più grande sportivo italiano di tutti i tempi, non sta a noi dirlo. Ognuno ha e avrà la sua opinione. Ma a noi lo stile Sinner piace. E non poco. Per questo, anche se seduti dietro ad una scrivania o su una poltrona, rimaniamo nella scia dei suoi colpi, in attesa di vedere quella pallina imprimere un altro segno vincente su un campo da tennis.

 

Immagine di copertina – ID Shutterstok: 2628807455 | Photographer: ErreRoberto

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