Premio Città di Torino – Simone Bertelli e la capacità di saltare come “Mondo” Duplantis

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Simone Bertelli

Eleganza, potenza e una naturale leggerezza che ricorda i grandi campioni: Simone Bertelli è uno dei giovani talenti più brillanti dell’atletica italiana. Specialista del salto con l’asta, nato a Torino il 25 ottobre 2004, ha iniziato a muovere i primi passi con la Safatletica Piemonte per poi approdare al prestigioso gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. È qui che ha trovato il sostegno ideale per crescere, migliorarsi e immaginare un futuro da protagonista.

La routine di un atleta di alto livello richiede disciplina, ma per Bertelli la chiave è mantenere un equilibrio mentale. Prima di una gara, racconta, l’ansia non manca, ma sa come gestirla. «Un rituale? No – ha confidato l’atleta che lo scorso 15 novembre ha ricevuto il Premio Città di Torino. Più che altro perché non voglio condizionarmi durante le gare. Penso magari che se non lo faccio prima di un appuntamento, poi va male… no.»

Un approccio semplice ma efficace, basato sulla visualizzazione e sul contatto umano.

«Devo visualizzare i salti e basta – ha sottolineato Bertelli -. Poi certo, parlo con i miei compagni, ma più che un rito è un modo per restare tranquillo. Con gli amici e anche con gli avversari ci si diverte e ci si scarica, soprattutto considerando che nel salto con l’asta le gare possono durare anche tre ore.»

 

Bertelli Simone, salto con l'asta

Simone Bertelli e il suo pilastro

Ogni atleta ha un pilastro nella propria storia. Per Simone, quel pilastro è Riccardo Frati, suo allenatore da quasi otto anni. Un rapporto che va oltre la semplice preparazione tecnica.

«Abbiamo un bellissimo rapporto – ha ammesso il ventunenne -. È quasi un rapporto padre-figlio: infatti mi rimprovera se torno tardi la sera o se esco troppo. Secondo me è anche grazie a questo rapporto che sto ottenendo risultati importanti.»

È stato proprio Frati a intuire il talento di Simone e a guidarlo verso il salto con l’asta, disciplina che inizialmente non rientrava nei suoi piani.

«Quasi mi ha scoperto lui – ha aggiunto -. Nei campionati di società bisogna coprire tutte le discipline e di solito, per l’asta, scelgono un atleta che è bravo nel lungo. Così mi hanno detto di provare e subito mi è piaciuto. All’inizio preferivo divertirmi con gli amici, ma Riccardo ha insistito, e così ho iniziato a saltare seriamente.»

Nel 2024, l’approdo nelle Fiamme Gialle segna una svolta nella carriera del giovane astista. Un contesto professionale, un sostegno concreto e un ambiente ideale per continuare a crescere.

«Le Fiamme Gialle sono una cosa in più per lo sport – ha specificato il giovane Campione di salto con l’asta -. Aiutano a coprire spese importanti, come le aste – che costano quasi 1000 euro l’una – e gli spostamenti ai campi di allenamento.»

 Pur tra impegni serrati e viaggi continui, Bertelli non ha dubbi: «Ti dà una certa stabilità e mi permette di continuare a crescere. Sono contentissimo di far parte di questo gruppo, secondo me il più prestigioso in Italia.»

 Tra asta, amicizia e il “Mondo” di riferimento

Il mondo del salto con l’asta è piccolo, e tra i giovani si crea un clima di amicizia e competizione sana. «Con Greta Nnachi – ha confidato Bertelli – ci conosciamo praticamente da quando ho iniziato. Lei è una super atleta, e secondo me farà grandi cose. Con Gabriele Velardi ho interagito solo una volta in gara, ma anche lui ha un grande talento. Se curato nel modo giusto, può ottenere risultati importanti.»

Le ambizioni non mancano: il primo traguardo a breve termine è il record italiano Under 23 (5,75 m), che il premiato punta a raggiungere già nella stagione indoor.

«Poi, per la stagione all’aperto –  ha svelato a risorse.news -, ci sono i Campionati Europei assoluti a Birmingham. L’obiettivo è arrivare in finale e giocarsela, dato che il livello in Europa è davvero molto alto.»

Tra i modelli di riferimento spicca Armand Duplantis, leggenda vivente della specialità.

«Ovviamente c’è Duplantis, che è il punto di riferimento per tutti. Io però cerco di fare le mie cose e prendo spunto da lui per alcuni esercizi tecnici, senza imitare completamente.»

Una mentalità vincente, ma equilibrata. «Sì, voglio vincere, ma non in modo estremo – ha ammesso Bertelli -. Credo sia importante pensare alla competizione nel modo giusto, come fanno tutti gli atleti di alto livello.»

La parabola sportiva di Simone Bertelli racconta come passione, dedizione e determinazione possano trasformare una semplice intuizione — o un “provino” per coprire una disciplina — in un percorso di alto profilo. Tra allenamenti, gare e sogni sempre più grandi, Simone continua a crescere, sostenuto da famiglia, allenatori e compagni.

E mentre lavora per superare nuovi record e affermarsi anche a livello europeo, una cosa appare chiara: il salto più importante è quello che deve ancora fare.

Testo a cura di Filippo Buselli, Volontario SCU OPES Piemonte

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