Premio Città di Torino – Vittoria Grassi: il presente ed il futuro del ciclismo femminile

Durante la sesta edizione del Premio Città di Torino, organizzata da OPES – Comitato regionale Piemonte, il capoluogo piemontese ha messo in luce il talento delle sue nuove leve sportive. È proprio qui che ho incontrato Vittoria Grassi, ciclista italiana nata a Rivoli il 14 luglio 2005 che corre per la squadra BePink – Imatra – Bongioanni e che è reduce da una stagione piena di risultati che meritano attenzione.

Specializzata nella categoria “Hills” secondo la sua squadra, fa parte di quel gruppo di atlete che miscelano resistenza e scatto, emergendo su percorsi di media durezza e volate ristrette. Nel corso della stagione ha collezionato piazzamenti significativi: ad esempio, al Egmont Cycling Race Women 2025 (Belgio) ha ottenuto un brillante 4º posto, precedendo persino la compagna di squadra Meike Uiterwijk Winkel.

In precedenza, come juniores o nelle categorie emergenti, aveva già dimostrato concrete doti in gare internazionali. Di fatto, uno dei suoi migliori risultati recenti è stato il 6º posto al Grand Prix Surf City 2024.

Cresciuta nel team BFT Burzoni, che lei stessa considera come “una seconda famiglia”, oggi è perfettamente inserita nella dimensione professionistica con BePink- Imatra-Bongioanni, pronta a fare il salto di qualità e consolidarsi nel panorama internazionale.

Determinata, appassionata e con una chiara traiettoria di crescita, la classe 2005 di Rivoli rappresenta al meglio lo spirito dello sport giovanile torinese: talento, dedizione e voglia di migliorarsi ad ogni gara.

Vittoria Grassi
Vittoria Grassi tra il Presidente Nazionale di OPES, Juri Morico, ed il Presidente regionale del Comitato regionale di OPES Piemonte, Walter Palmero.

Gli obiettivi di Vittoria Grassi

Proprio in virtù dei grandi risultati ottenuti negli anni passati, la prima domanda che le ho posto riguardava i suoi obiettivi futuri. Grassi ha risposto così: «Il mio obiettivo principale adesso è rimanere nella massima categoria il più a lungo possibile, soprattutto nelle prossime stagioni, che saranno le più importanti della mia carriera. Questo, naturalmente, comporta una certa pressione, sia per le circostanze in cui mi trovo, sia per le aspettative che mi pongo io stessa.»

Le sue parole arrivano in un momento cruciale non solo per la sua carriera, ma anche per l’intero movimento ciclistico femminile, che negli ultimi anni sta vivendo una crescita mai vista prima. Mentre Vittoria si prepara a consolidarsi nella massima categoria, infatti, il panorama internazionale cambia rapidamente: la UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ha introdotto dal 2025 i nuovi Women’s ProTeams, una categoria intermedia pensata per favorire il passaggio delle giovani atlete verso il professionismo, ampliando al contempo le opportunità di sviluppo.

Parallelamente, il calendario del Women’s WorldTour continua a espandersi (raggiungendo le 28 gare nel 2025) con l’inserimento di appuntamenti prestigiosi come la Milano-Sanremo Donne, ulteriore prova del crescente riconoscimento verso il ciclismo femminile.

A questo si aggiunge il successo internazionale del Tour de France Femmes, rilanciato nel 2022 e divenuto rapidamente un catalizzatore mediatico e commerciale per tutto il movimento.

Nonostante questa forte accelerazione, però, permangono alcune sfide: un’indagine della Cyclists’ Alliance evidenzia che una parte delle atlete dei team minori percepisce stipendi ancora lontani dagli standard professionistici, e in paesi come l’Italia il percorso verso una piena strutturazione rimane complesso.

È all’interno di questo contesto in evoluzione che si inserisce la crescita di Vittoria Grassi, rappresentante di una generazione che si affaccia al professionismo proprio mentre il ciclismo femminile sta cambiando volto.

Vittoria Grassi

Tra trasformazioni e prospettive

Partendo da questa cornice, le ho chiesto come vive da atleta giovane l’espansione e le trasformazioni del ciclismo femminile e quali prospettive vede per il futuro del movimento.

«Si vede un impegno concreto nel portare il ciclismo femminile a numeri e a un’importanza più vicini a quelli del maschile. Questo sta accadendo grazie al lavoro e ai risultati di molte mie colleghe. Il ritorno della Milano-Sanremo femminile ci dà maggiore visibilità: unire le dirette delle gare maschili e femminili permette infatti a noi atlete di raggiungere un pubblico più ampio.»

A quel punto le ho chiesto se, secondo lei, il ciclismo femminile debba necessariamente continuare a procedere sulla scia di quello maschile o se intraveda la possibilità di conquistare uno spazio davvero indipendente.

«In questa fase i progressi del ciclismo femminile – ha continuato Grassi – procedono insieme a quelli del maschile, anche perché è sempre stato uno sport prevalentemente maschile. Però credo che, con il tempo e con la crescita delle squadre e dei loro budget, il movimento femminile potrà ritagliarsi uno spazio davvero suo.»

L’impressione, ascoltandola, è quella di una giovane atleta già pienamente consapevole del momento storico che il suo sport sta vivendo. Non solo corre per costruire la propria carriera, ma si muove in un ambiente che sta cambiando forma, dimensioni e ambizioni.

La sua determinazione, unita a una visione lucida del presente e del futuro, racconta molto più di un semplice percorso sportivo: parla di una generazione che vuole diventare protagonista, portando il ciclismo femminile verso nuove possibilità.

E se il movimento continua a crescere, è anche grazie a ragazze come lei, capaci di spingere sui pedali con la stessa forza con cui immaginano ciò che verrà. Vittoria Grassi, con il suo talento e la sua maturità, sembra avere tutto per essere parte di questo cambiamento.

Testo a cura di Filippo Buselli, Volontario SCU OPES Piemonte

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