Il sipario sul 2025 di OPES è calato con la settima edizione del Gala dello Sport, l’evento istituzionale che ha celebrato i traguardi più significativi della stagione e che ha celebrato quelle best practice capaci di trasformare la pratica atletica in un strumento di innovazione e coesione sociale. Tra le 4 finaliste, c’era anche l’associazione Mediterraneo Sport.
Vent’anni di passione: le radici del successo
Tutto ha inizio nel 2005, quando la S.S.D. Mediterraneo Sport muove i primi passi con una missione chiara: rilanciare il nuoto a Taranto e dare nuova vita a tutte le discipline acquatiche. Da allora, la società ha costruito un’identità forte e stimata, diventando il motore delle attività del Mediterraneo Village.
Il percorso di crescita del sodalizio tarantino è stato rapido: già nel 2007 è arrivata la qualifica di “Scuola Nuoto Federale”, un importantissimo traguardo che ha aperto la strada a una scalata inarrestabile. Oggi, la Mediterraneo Sport trasforma la filosofia del Village in progetti concreti, offrendo programmi che spaziano dai corsi per i più piccoli alla pallanuoto agonistica. A fare la differenza nel panorama pugliese non sono solo i tempi record sul cronometro, ma soprattutto un modo di fare sport moderno, inclusivo e attento alle esigenze di ogni fascia d’età.
Lo staff d’eccellenza dell’S.S.D.
Il segreto di questo successo risiede, in gran parte, nel capitale umano. Il vero motivo d’orgoglio per la dirigenza è infatti lo staff tecnico: un team di istruttori e allenatori che, con dedizione e competenza, rendono possibili le piccole e grandi imprese quotidiane. Ciò ha permesso alla società di non fermarsi alla mera competizione, ma di evolvere verso l’organizzazione di eventi di portata internazionale, come il Mediterraneo Open Water, capace di trasformare il mare in un palcoscenico di valori.
L’innovazione costante e l’aggiornamento metodologico hanno garantito alla Mediterraneo Sport di restare sempre un passo avanti, dimostrando che lo sport può e deve essere uno strumento di rigenerazione urbana e sociale, specialmente in una città complessa ma al contempo affascinante come Taranto.
Le parole di Massimo Donadei: lo sport come eredità culturale
Durante la premiazione del 16 dicembre, il rappresentante dell’associazione, Massimo Donadei, ha espresso profonda soddisfazione per il riconoscimento ricevuto, sottolineando come la sostenibilità e la tutela del territorio siano i pilastri su cui poggia l’intero progetto.
Donadei ha spiegato che, nel corso degli anni, l’associazione ha sviluppato un’attenzione meticolosa nei confronti degli ambienti utilizzati, ponendosi come obiettivo primario la tutela dei luoghi per poi restituirli alla comunità in condizioni migliori. Egli ha altresì evidenziato la natura del Mediterraneo Open Water, definendolo non come una semplice gara sportiva, ma come un vero e proprio evento capace di trasmettere un’eredità culturale alle nuove generazioni.
“Abbiamo generato, insieme ai momenti di gara, anche degli eventi, mettendo al centro il tema del mare e la sua tutela. Il mare di Taranto, per noi, è ‘l’oro blu’ della città. E intorno a questo tavolo hanno collaborato l’università, il CNR, enti di ricerca, proprio perché la gara deve lasciare un’eredità. Questa è la nostra mission, non fine a se stessa ma per la valorizzazione del patrimonio, del mare e della città di Taranto.”
Riflettendo sui vent’anni di attività della società, Donadei ha ribadito con forza il ruolo determinante dello sport nello sviluppo locale. Ha raccontato come l’esperienza maturata sul campo abbia dimostrato che la pratica sportiva sia fondamentale per generare giuste pratiche e per “alzare lo sguardo” delle nuove generazioni verso orizzonti più ampi.
“Lo sport trasforma i luoghi e il Mediterraneo Open Water ne è la testimonianza – ha concluso Donadei -. Tre giorni di gara sono stati tre giorni di festa, di incontro, di scambio. Si è creata una rete solida tra enti pubblici e privati che hanno sostenuto il nostro evento. La sostenibilità è un punto di raggiungimento di stabilità economica, ma significa pure generare spessore e lasciare dei valori alle persone.”


