La lotta all’antisemitismo e ad ogni altra forma di discriminazione è una prerogativa del Governo. Alla vigilia della Giornata della Memoria, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Noemi Di Segni, e il Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Pasquale Angelosanto, hanno presentato le iniziative per tenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah e le strategie volte a contrastare una piaga che negli ultimi anni si è autoalimentata, grazie al web e ai social network.
Gli episodi di antisemitismo sono in aumento
I dati non mentono. L’odio e la violenza verso gli ebrei sembrano essere riesplosi. Il numero di episodi ravvisati, come illustrato dal Generale Pasquale Angelosanto, sono sensibilmente aumentati negli ultimi anni: dal 2023 al 2025, le aggressioni fisiche sono passate da 1 a 16. Dopo il 7 ottobre 2023, gli osservatori hanno registrato un’impennata.
La strategia nazionale di lotta all’antisemitesmo, elaborata dal gruppo tecnico di lavoro coordinato dal Generale, si poggia su 5 pilastri. Dall’analisi dello scenario per definire il perimetro di intervento dei decisori politici alla comunicazione, passando per la formazione , la valorizzazione della cultura della memoria, grazie anche all’individuazione di percorsi significativi e commemorazioni, e la garanzia di sicurezza alla comunità ebraica.
“Anticipare la cronaca”, l’obiettivo del Governo annunciato alla vigilia della Giornata della Memoria, con l’intento di contrastare gli episodi di antisemitismo
Lo Stato italiano, come ha riferito nel corso della conferenza il Ministro Abodi, mira ad “anticipare la cronaca”. Odio e violenza si possono fermare. Necessitano dell’attuazione delle direttrici indicate dal coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo e pure di azioni sistemiche, sinergia tra i vari interlocutori, tanto impegno e alfabetizzazione. Ossia, un processo culturale che crei conoscenza e consapevolezza.

Tenere viva la Memoria delle vittime della Shoah, le principali iniziative in vista del 27 gennaio
Anche per questo motivo, alla vigilia della Giornata internazionale della Memoria oltre 10.000 classi italiane hanno partecipato ad un tour virtuale che ha permesso agli studenti di entrare nei campi di sterminio, conoscere la storia e comprendere il termine olocausto: la parola più difficile da spiegare, secondo la presidente Di Segni. Ma questa non è l’unica iniziativa destinata alle future generazioni.
“Quest’anno abbiamo proposto come traccia la scrittura, la memoria scritta – ha spiegato la Presidente UCEI, Noemi Di Segni -. Parte di questo lavoro sulla memoria scritta è proprio quello della narrativa, di come si scrive sulla Shoah. In questi anni sono state sviluppate iniziative volte ad adattare testi e poesie, inerenti agli orrori commessi, proprio per i bambini più piccoli. Se simili concetti, parole e temi molto difficili vengono insegnati già ai più piccoli, allora, quando andranno al Liceo, avranno la capacità di analizzare adeguatamente testi più complessi e strutturati”.

Nel corso della conferenza stampa, è stato presentato anche un after movie del viaggio nella memoria, compiuto dal Ministro Abodi, insieme ad una delegazione di 100 giovani e sportivi, dal 18 al 20 gennaio. Oltre alla consueta trasferta a Cracovia, Auschwitz e Birkenau, altri 26 eventi nazionali collegati al ricordo delle vittime della Shoah hanno ricevuto il patrocinio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il lavoro da svolgere per bloccare sul nascere la violenza, l’odio razziale e ogni forma di discriminazione è ancora molto. Su questo tutti sono concordi. Ma se questo lavoro “si fa insieme“, come sottolineato dalla Presidente Di Segni, “il peso sicuramente sarà molto, molto più sostenibile“.


