Contrasto all’isolamento e una maggiore inclusione sociale e digitale: il progetto di Caterina Angela Agus

Nel mese di dicembre 2025 è stato presentato “Contrasto alla solitudine e all’invecchiamento attivo”, tesi del master legato al progetto AttivAzione, promosso da OPES, presso l’UNINT di Roma. Questo lavoro è nato per contrastare l’isolamento delle persone più vulnerabili e anziane cercando di diminuire barriere fisiche digitali e territoriali. Il progetto è stato esposto dalla antropologa dott.ssa Caterina Angela Agus la quale ha studiato il territorio di Sacrofano e le persone che ci abitano. 

Risorse.news ha voluto intervistare la dott.ssa Agus per conoscere le caratteristiche di questo progetto, i motivi che l’hanno spinta ad interessarsi al territorio e ai cittadini di Sacrofano e quale approccio ha adottato per lo studio del lavoro.

Intervista a l’antropologa Caterina Angela Agus

Il progetto “Contrasto alla solitudine e all’invecchiamento attivo” dell’antropologa riguarda il combattere e prevenire l’isolamento della popolazione più anziana di Sacrofano che, secondo dati ISTAT 2023 e elaborazioni di TuttItalia (2024), è in crescita. Questo isolamento è dato dalla lontananza tra le abitazioni e i servizi, distanziamento sociale (ad esempio, mancanza del coniuge e/o riduzione della rete familiare), da barriere architettoniche e una digitalizzazione crescente. L’obiettivo del progetto è quello di promuovere e sostenere l’inclusione digitale (tecnologica e sociale), rafforzare le reti, l’autonomia e la partecipazione sociale degli anziani, facilitare l’accesso ai servizi pubblici (digitali e territoriali).

La dott.ssa Agus dopo aver esposto i motivi di interesse per il comune di Sacrofano ha poi introdotto il concetto di “Digital Divide”. Il tema “digitale” pone un distanziamento e un isolamento non solo a livello tecnologico ma anche sociale e questo comporta diverse difficoltà per tutti i cittadini, in particolare per la popolazione più anziana

“Il comune di Sacrofano,- spiega la Agus- secondo dati ISTAT, registra una presenza significativa di over 65. Era ragionevole ipotizzare che questa quota di popolazione potesse essere interessata da questo fenomeno. Quindi, da una parte mi sono concentrata sul cercare di sensibilizzare rispetto all’uso di queste tecnologie; dall’altra ho provato ad abbattere questo fenomeno dell’isolamento, al quale è correlato anche il peggioramento di tutta una serie di funzioni cognitive, di fragilità fisica, ma anche all’aumento di depressione e di conseguenza anche dell’aumento della mortalità”. 

Alcuni dei modelli presentati dalla dottoressa per facilitare l’inclusione sociale e il contrasto all’isolamento prevedono l’attivazione di un servizio civile digitale e due laboratori: “Nonni-digitali” con i ragazzi dell’Istituto Pitocco e attività con il nido comunale “Cerquetta”.

“Il laboratorio Nonni-digitali con gli studenti dell’Istituto Pitocco consiste in laboratori di educazione reciproca fra gli studenti e gli anziani. Quindi, sul principio di uno scambio di competenze e di attività pratiche, che dovrebbero andare a favorire le relazioni intergenerazionali, ma anche aiutare a sviluppare delle competenze trasversali”, afferma l’antropologa Agus. 

Guardando al futuro del progetto  

Alla fine di questo piano di lavoro che ha una durata di 12 mesi, la dottoressa Agus ha pensato ad un “evento di restituzione finale”, -spiega l’antropologa- “per raccontare quello che è stato il progetto, da fare ovviamente attraverso la collaborazione di tutti i partner del progetto, ognuno con il proprio ruolo. Quello che secondo me potrebbe essere molto importante fare, è mantenere questo sportello digitale che si era immaginato di creare all’interno della Biblioteca Comunale ‘Al tempo ritrovato’. Questo perché la Biblioteca Comunale è già stata storicamente un luogo in cui si sono svolte delle attività di questo tipo ed è, inoltre, un luogo molto vivo”.

Sacrofano è solo un punto d’inizio, poiché questo progetto volto a combattere l’isolamento è pensato per essere attuabile anche in altri comuni. La stessa Caterina Angela Agus lo ha definito “un modello replicabile”:

Questo tipo di progetto è stato tarato anche su un budget non altissimo, proprio perché sfrutta moltissime risorse in kind, quindi può essere tranquillamente adattato in altre realtà, magari anche con delle azioni migliorative rispetto a quelle che sono state previste qui”. Infine, la dottoressa afferma che se vengono messe a disposizione vari tipi di risorse (economiche, personale e infrastrutture) dati anche dal volontariato e dalle disponibilità del comune: “Si riesce a mantenere una buona sostenibilità del progetto e appunto questo può essere replicato anche su altri territori senza, secondo me, grossi problemi”, conclude Caterina Angela Agus.  

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