I giovani chiedono corsi di etica e di pedagogia per tecnici sportivi e aspiranti allenatori: la proposta trova un’apertura

Gli studenti romani provano a riscrivere il ruolo della leadership sportiva, mettendo al centro l’autostima, al di là del risultato. Stiamo parlando della proposta dei ragazzi dell’Istituto Santa Maria di Roma presentata nel Salone d’Onore del Coni durante l’atto conclusivo del progetto Lo Sport in Costituzione: Dialoghi per una Cittadinanza Attiva.

L’idea degli studenti, che ha ricevuto un’importante apertura da parte del presidente del CONI Lazio, Alessandro Cochi, mira all’istituzione di un corso obbligatorio di “Educatore Sportivo” (fascia 3-25 anni) per tutti i tecnici federali.

Il percorso, focalizzato su intelligenza emotiva e comunicazione non competitiva, punta a combattere l’abbandono precoce dell’attività sportiva e di fenomeni sociali ancora presenti, come il bullismo, integrando tirocini gratuiti nei centri sportivi romani per unire pedagogia e pratica sul campo.

Il nuovo “Educatore Sportivo”

L’analisi parte da una criticità evidente nei giorni d’oggi, ovvero l’eccessiva pressione sulla performance sportiva. In molti casi, la premura del risultato ha finito per demolire l’autostima degli atleti più giovani, portandoli persino all’abbandono anticipato della pratica. 

Per invertire questa rotta, il progetto propone l’istituzione di un “Corso Obbligatorio di Educatore Sportivo (3-25 anni)”. Non si tratta di una semplice formalità, ma di un requisito fondamentale per accedere a qualsiasi qualifica tecnica federale.

L’idea è quella di formare tecnici che siano, prima di tutto, esperti di intelligenza emotiva. I contenuti del corso spaziano dalla leadership empatica alla gestione del bullismo, fino alla comunicazione non competitiva. Per garantire che questa rivoluzione sia sostenibile e ben ramificata, la proposta prevede la gratuità del percorso e la possibilità di svolgerlo come tirocinio pratico all’interno dei centri sportivi della Capitale, creando un ponte diretto tra teoria pedagogica e realtà operativa dei club.

Giovani chiedono corsi di etica e di pedagogia per tecnici sportivi e aspiranti allenatori: la proposta trova un’apertura
Giovani chiedono corsi di etica e di pedagogia per tecnici sportivi e aspiranti allenatori: la proposta trova un’apertura

La voce dei protagonisti: l’empatia come motore del successo

Sul palco della Sala, i ragazzi del Santa Maria hanno illustrato la loro idea innovativa, prendendo parte a un confronto faccia a faccia con il presidente del CONI Lazio, Alessandro Cochi

Rispondendo successivamente ai microfoni di Risorse.news su cosa manca oggi nella formazione di un allenatore, gli studenti hanno affermato: 

“Un allenatore dovrebbe imparare a relazionarsi in maniera differente con le varie personalità degli atleti, entrare proprio in empatia con ognuno di essi.

Secondo i giovani intervenuti sul palco del Salone d’Onore del CONI, questo approccio non è un limite all’agonismo, ma il suo acceleratore: “Cercare di relazionarsi al meglio permette all’atleta di ottenere risultati sportivi migliori”.

L’ostacolo più grande da abbattere, dunque, è il silenzio e l’incomprensione. “Bisogna distruggere le barriere di comunicazione che ci sono tra atleti e allenatori”, hanno ribadito i ragazzi. “Questo consentirebbe di dare il massimo delle potenzialità a ogni individuo che compone una squadra, favorendo lo sviluppo tanto dei ragazzi quanto dei mister”.

Il Lazio come laboratorio sperimentale

Ad accompagnare i ragazzi in questa presentazione è stato Alessandro Cochi, Presidente del CONI Lazio, che ha accolto la sfida con entusiasmo, intravedendo la possibilità di rendere la Regione la capofila di questa sperimentazione. “Nel Lazio e a Roma abbiamo tutti gli interlocutori necessari: ministeri, Sport e Salute, il CONI”, ha spiegato Cochi a Risorse.news.

“I nostri tecnici hanno già una preparazione di altissimo livello, ma una rivisitazione e un aggiornamento non guastano mai, specialmente con le nuove generazioni”.

Per Cochi, il valore di una nazione non si misura solo con il medagliere olimpico, che ovviamente regala le sue soddisfazioni, ma con lo stato di salute dei suoi cittadini. Contrastare l’obesità, lo stress e la dipendenza digitale richiede figure nuove. “Oggi si è andati sul concreto”, ha sottolineato il Presidente, “altrimenti l’articolo 33 rimarrebbe solo una bella pagina scritta. Queste proposte il CONI le prenderà in seno”.

La proposta dei ragazzi del Santa Maria non punta solo a formare, ma a certificare l’impegno educativo delle società sportive. Il progetto suggerisce infatti che le Federazioni attribuiscano un punteggio specifico a chi supera il corso etico.

Cochi ha rilanciato questa visione parlando della necessità di una sinergia che vada oltre i confini del mondo sportivo tradizionale: “Serve mettere in campo progetti concreti dove la pratica sia insegnata da tecnici preparati e motivati. L’idea di un ‘bollino di qualità’, che veda protagonisti anche gli enti locali e altri ministeri oltre a quello dello sport, è necessaria nel 2026”, ha concluso il presidente.

l'illustrazione del progetto realizzata della "scriber" della giornata
l’illustrazione del progetto realizzata della “scriber” della giornata

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