Sinner batte Alcaraz sulla terra di Monte Carlo e ritorna numero 1 del Mondo

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Jannik Sinner trionfa a Monte Carlo e torna numero 1

Jannik Sinner non smette mai di stupirci. Archiviate le fatiche americane con il Sunshine double – vittoria ad Indian Wells e Miami nello stesso anno – senza concedere neppure un set (il primo nella storia), il Signore italiano del tennis mette piede sulla terra rossa europea e aggiunge un ulteriore tassello, il ventisettesimo, nella sua bacheca:  il Monte-Carlo Masters, l’unico Master 1000 che mancava alla sua collezione.

Vincere sul cemento statunitense e confermarsi campione subito dopo sulla superficie più lenta è un’autentica impresa da leggenda. In precedenza, solo Novak Djokovic era riuscito a compierla. Sinner si conferma così come il tennista in circolazione che più somiglia al serbo.

Mano sensibile e forza psicologica, così Sinner ha vinto sulla terra rossa di Monte Carlo

Nella finale che tutti gli appassionati e tifosi di tennis attendevano, l’azzurro dai capelli rossi ha avuto la meglio sul suo storico rivale. Carlos Alcaraz si è dovuto inchinare alla forza dell’italiano e, in un amen, dopo 66 settimane consecutive in testa (le stesse della striscia di Sinner), restituirgli anche lo scettro di numero uno delle classifiche ATP. 

Al di là del punteggio (7-6, 6-3), a lasciare tutti sbalorditi sono state la mentalità di Sinner e la sua varietà di colpi. Palle corte e smorzate sono diventate parte integrante del suo bagaglio tecnico, così come le discese a rete e i serve and volley, mostrati soprattutto nel match dei quarti di finale contro il canadese Auger-Aliassime. Magari non saranno colpi naturali, ma sono la dimostrazione che, grazie al lavoro, alla perseveranza e ai sacrifici, anche un campionissimo può migliorare di quello 0,1% che fa la differenza. E se quello 0,1% diventa un 1%, allora la crescita diventa esponenziale ed il campione si trasforma in fenomeno. Anche sulla superficie su cui non giocherebbe il match della vita.

Se la mano si è dimostrata più sensibile, la testa ha scavato il gap nei momenti cruciali del match. Lo spagnolo, in più di un’occasione, si è rivolto al suo angolo per cercare un modo, un suggerimento o una exit strategy che potesse cambiare il suo destino e le sorti dell’incontro. Ed invece, non c’è stato nulla da fare. Sinner si è preso i punti pesanti del tie-break del primo set e anche quelli del secondo.

Sotto 3-1 e con un break di svantaggio, il classe 2001 di San Candido ha cancellato 5 palle del possibile 4-1, prima di strappare il servizio al murciano. Con il match on serve, l’italiano ha impresso un’accelerata micidiale. Colpi talmente potenti da scoppiare la pallina, servizio efficace, risposte degne di quel Djokovic che a gennaio in Australia gli ha precluso l’accesso alla prima finale del 2026 e controllo completo delle condizioni atmosferiche. Perché a Monte-Carlo Sinner e Alcaraz sono stati costretti ad adattarsi anche alle fastidiose, infide e irregolari folate di vento. Da lì in avanti, Sinner ha letteralmente messo sotto pressione la sua nemesi, facendo impazzire i suoi tifosi e tutti gli italiani presenti sulle tribune del Monte-Carlo Country Club.

Nell’abbraccio finale tra l’italiano e lo spagnolo c’è l’essenza della “Sincaraz”

Dal Principato di Monaco sono arrivate tantissime immagini. Una, però, racchiude più di altre l’essenza dello sport e la degna rivalità tra l’italiano e lo spagnolo: l’abbraccio finale. Quel frame è l’emblema della “Sincaraz”, una crasi che spiega sia la nuova era del tennis sia la fusione tra i cognomi di due campioni che si rispettano e che si spingono oltre ogni limite. 

La vittoria dell’uno costringe l’altro a lavorare ancora più duramente. E così, i progressi dell’uno diventano uno stimolo per l’altro. Tra i due non si nota alcuna invidia, ma solo stima, massima considerazione e voglia di divertirsi. Le parole pronunciate da Alcaraz al termine del match lo confermano: “Cemento, erba, terra… Tanta roba, ottimo lavoro. Alla prossima”. 

In quella locuzione finale si cela non solo un impegno, ma anche il desiderio di ogni appassionato. Se sarà a Madrid, a Roma o al Roland Garros non è dato sapere. Quello che è certo è che sarà entusiasmante vedere all’opera questi due titani. 

Monte-Carlo, però, ci ha detto anche che Sinner è allo stesso livello di Alcaraz pure sulla terra. Sulla superficie su cui lo spagnolo ci sguazza, tanto per citare un’espressione di Paolo Bertolucci, l’italiano ha fatto capire all’avversario e al mondo intero che può essere estremamente solido ed efficace. E allora? Alla prossima sfida della “Sincaraz”.

 

Foto di copertina: ID Shutterstock 2463290229 | Photographer: Victor Velter

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