Torino non ha mai abbassato lo sguardo di fronte a chi è in difficoltà. La sua storia ricorda che questa città non ha neppure voltato mai le spalle a chi si è trovato ad affrontare situazioni di indigenza o emergenza. I suoi cittadini, seguendo l’esempio dei cosiddetti Santi Sociali, hanno sempre cercato di rispondere ai bisogni di chi è più fragile o a rischio emarginazione sociale. Le soluzioni prospettate sono state sempre innovative e rivoluzionarie. Hanno cambiato la cultura assistenziale, ribaltato paradigmi, appiattito le disuguaglianze, disabilitato pregiudizi e vocaboli, aperto le menti e pure fissato nuovi standard.
Lo sforzo di chi promuove il bene comune ha sempre imboccato una strada a senso unico, quella che ha un solo obiettivo: non lasciare indietro nessuno. Un impegno che è, prima di tutto, un principio di equità, pari opportunità e supporto reciproco.
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Da Torino all’Italia, il progetto Agenda della Disabilità pronto a diffondere la cultura dell’inclusione
Tra le ultime iniziative sociali nate all’ombra della Mole e destinate ad avere un enorme impatto nel tessuto sociale italiano, spicca il Progetto Agenda della Disabilità. Promosso da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV, con il supporto di una fitta rete di partner – tra cui OPES aps, Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Associazione Salvamamme e Salvabebè, MODAVI Protezione Civile Lazio, Siamo Sacrofano APS, Associazione Diritti Negati ODV e Firends & C APS – e realizzato con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’iniziativa vuole diffondere su tutto il territorio nazionale la cultura dell’inclusione delle persone con disabilità, sostenendo i territori nell’attuazione di buone pratiche e di modelli innovativi.
L’obiettivo è ambizioso: superare i paradigmi del passato e la logica assistenzialistica basata su una risposta di natura economica, per impiantare nella società servizi completamente differenti, più centrati sulla presa in carico globale della persona, valorizzandone le capacità e favorendo una reale inclusione lavorativa e sociale attraverso una una rete multilivello composta da pubblica amministrazione, Terzo settore e aziende for-profit.
Un percorso iniziato 5 anni fa che si è evoluto sulla base dell’esperienza fatta
Il Progetto Agenda della Disabilità è l’evoluzione di un percorso iniziato cinque anni fa. Nel 2021, infatti, CPD ha coinvolto sul territorio torinese fondazioni, organizzazioni non-profit, imprese e stakeholder. L’intento, naturalmente, è stato quello di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sono state individuate priorità, fissati obiettivi raggiungibili e programmate azioni mirate per intervenire su temi strategici: dall’abitare sociale al vivere il territorio, dal sostenere le famiglie al curare e curarsi, dal lavorare per crescere all’imparare dentro e fuori la scuola.
Facendo tesoro di quell’esperienza, il laboratorio sociale della Consulta per le Persone in Difficoltà ha voluto compiere un ulteriore step. Non ha solo spostato l’asticella più in alto, passando da una dimensione locale ad una nazionale, ma ha edificato il nuovo progetto poggiandolo su 4 pilastri fondanti.
Il pilastri del progetto: l’esplorazione, la formazione, la DIR e la sensibilizzazione
Il primo è quello di esplorare in Italia l’offerta formativa sui temi della disabilità. Un’azione che si rivelerà utile per comprendere lo stato dell’arte e programmare interventi mirati, qualora dovessero essere riscontrate criticità o competenze da sviluppare.
Il secondo asset, pertanto, è la formazione. Attraverso un percorso di alta formazione (125 ore), saranno rafforzate le competenze di quelle figure in grado di intervenire nei diversi ambiti professionali. La didattica, erogata in modalità ibrida, sarà incentrata sui temi dell’inclusione e del disability management, ma anche su normative vigenti, co-progettazione e sull’elaborazione di un project working. Le migliori 3 proposte, poi, passeranno ad una fase test.
La formazione, però, non può rimanere fine a sé stessa. Le nozioni studiate e i concetti appresi dovranno essere tradotti in azioni concrete. Oltre al lavoro sul campo dei professionisti che hanno frequentato il corso di alta formazione, sarà necessario sperimentare ulteriormente e verificare come il terzo pilastro del progetto Agenda della Disabilità, rappresentato dalla DIR – Disability Inclusion Roadmap, possa imprimere la sua impronta nel contesto del settore for-profit e commerciale (saranno coinvolte 10 aziende pilota).
La DIR aiuterà un’azienda a capire se i suoi prodotti o servizi sono realmente destinati a tutti i cittadini. Inoltre, si mostrerà utilissima per rispondere ad una serie di domande: dalla comunicazione sull’inclusione alla cultura aziendale, passando per le policy sull’inserimento delle persone con disabilità e sulla capacità del welfare aziendale di promuovere o sostenere l’inclusività.
La Disability Inclusione Roadmap non sarà solo una guida, ma assomiglierà ad un percorso. Partirà dalla valutazione della capacità di una realtà for-profit di relazionarsi con la disabilità, per poi spingere il management a riflettere su cosa significhi essere un’azienda “For All” ma anche ad intraprendere una fase di co-progettazione, con l’intento di adottare modelli personalizzati di intervento capaci di trasformare l’inclusione da concetto astratto a strategia aziendale.
Nella DIR confluiranno pure la valutazione d’impatto sociale (SROI – Social Return On Investment) e la comunicazione esterna. Se la prima servirà a fotografare le azioni intraprese dall’azienda per favorire l’inclusione, la seconda mirerà ad influenzare l’approccio all’inclusione di altre realtà for-profit.
La sensibilizzazione diffusa costituisce l’ultimo pilone. Una campagna virale sul web e sui social network, una produzione teatrale e l’allestimento di una città della disabilità, dove vivere delle virtual disability experience, praticare giochi inclusivi e abbattere pregiudizi mettendosi nei panni di una persona con disabilità, cercherà di migliorare l’approccio con la diversità.
Il progetto Agenda della Disabilità è innovazione sociale pura. Nel corso dei suoi 18 mesi di attività (si concluderà a luglio 2027), permetterà a imprese e cittadini coinvolti di acquisire una nuova consapevolezza. Ma soprattutto, ricorderà a tutti di non abbassare mai lo sguardo di fronte alle diversità e di non voltare le spalle a chi rischia di rimanere indietro.




