Dopo un’agguerrita competizione, Ancona si aggiudica il titolo di Capitale Italiana della Cultura per il 2028, grazie ad un progetto capace di coniugare identità e apertura internazionale. La città dorica ha avuto la meglio sulle altre 9 finaliste: Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.
La vittoria porta con sé un finanziamento di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle ambiziose iniziative delineate nel dossier di candidatura. Ancona ha convinto all’unanimità la giuria con un programma basato su quattro pilastri: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale.
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Il progetto: “Ancona. Questo Adesso”
Il progetto del capoluogo marchigiano valorizza appieno le radici e la storia di un territorio che, affacciato sull’Adriatico, non è solo una porta verso oriente o un porto strategico, ma un millenario crocevia di civiltà: dalle influenze greche e romane a quelle bizantine.
I quattro pilastri del progetto rappresentano l’essenza del patrimonio culturale e artistico della città. “Questo Mare”, ad esempio, si focalizza sulla dimensione portuale, con il Museo della Civiltà del Mare Adriatico presso la Mole Vanvitelliana nel ruolo di protagonista.
“Via Maestra”, invece, è un percorso che connette idealmente l’Università Politecnica al cuore del patrimonio storico. “Adesso Parco”, poi, fonde l’area verde del Cardeto con la natura selvaggia del Conero. Infine, “Mare Culturale” offre uno spazio all’innovazione, alla produzione contemporanea, al teatro e alla creatività delle nuove generazioni.
Le testimonianze dei leader istituzionali
“È stato molto denso quel momento, ci ho sempre creduto”, ha dichiarato Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona, subito dopo la proclamazione da parte del Ministro Giuli. “Domani inizia ovviamente un percorso scandito da appuntamenti e impegni concreti. L’obiettivo è costruire un’eredità che duri nel tempo. Il 2028 sarà il momento della celebrazione, ma sappiamo perfettamente che la cultura cadenzerà i tanti investimenti, i tanti appuntamenti ma soprattutto le tante opere che restituiremo al territorio. Abbiamo sempre detto che vogliamo esercitare questo ruolo per servire tutta la regione. Se siamo competitivi noi, lo è l’intera regione, come ci ricorda costantemente il Presidente Acquaroli”.
Soddisfatto anche il Governatore della Regione delle Marche, Francesco Acquaroli. “Questo risultato – ha affermato l’inquilino di Palazzo Raffaello – prosegue sulla stessa scia di Pesaro 2024. Con Ancona Capitale della Cultura 2028, diamo ulteriore risalto a un territorio rimasto troppo a lungo nella periferia del Paese e che oggi, giustamente, sta conquistando i propri spazi e il giusto riconoscimento nazionale, promuovendo la consapevolezza e la bellezza della nostra terra”.
Fondamentale per il successo del dossier è stato altresì il contributo dell’Università Politecnica delle Marche. Così il Magnifico Rettore, Prof. Enrico Quagliarini: “Siamo in piena sinergia con il Comune, le istituzioni e le associazioni.L’Ateneo ha curato la progettualità relativa alla riqualificazione urbana e all’integrazione di tecnologie digitali, per rende i beni culturali accessibili a tutti e valutare l’impatto socio-economico del progetto sull’intero territorio“.
Infine, anche l’ex sindaca Valeria Mancinelli ha voluto celebrare il traguardo con un post sui social: “Ancona sarà Capitale della Cultura nel 2028. Dopo Pesaro nel 2024 una nuova grande opportunità per tutte le Marche. Da anconetana non posso che gioirne. L’Ancona che oggi viene riconosciuta affonda le sue radici in ciò che è stata e nel lavoro di una comunità intera, che nel tempo ha contribuito a costruirne identità e valore. Complimenti all’amministrazione e a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo”.
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