Secondo dati Istat del 2023, sono notevoli i progressi nella tutela e nel potenziamento di aree verdi nelle città. La svolta è correlata all’introduzione della recente legge europea Nature Restoration Law, che richiede di garantire per il 2030 nessuna perdita netta di spazi verdi urbani oltre il loro incremento del 2021. Tra il 2011 e 2023 il verde pro capite è salito da 31,9 m2 a 33,3 m2 (+1,4m2/ab), le aree verdi sono aumentate in media dello 0,3% nei comuni capoluogo e dello 0.6% nei capoluoghi metropolitani, principalmente per l’incremento delle zone accessibili alla pubblica fruizione.
È presente una netta differenza tra i territori del Paese, in cui le aree verdi sono inferiori alla media nazionale in due terzi dei capoluoghi e in altri (Imperia, Savona, Chieti, Andria, Barletta, Trani e Crotone, Trapani, Messina e Siracusa) non si raggiunge il minimo di legge di 9 metri quadrati pro capite. La dotazione più elevata si ha nei capoluoghi del Nord Est (64m2/ab), mentre la più bassa nelle Isole (20,8 m2/ab). La disponibilità di aree verdi nei capoluoghi metropolitani è molto inferiore a quella degli altri capoluoghi (20,1 contro 48,1m2/ab).
Non tutte le aree verdi sono, però, accessibili ai cittadini: al netto di quelle protette, le zone accessibili sono 18,9 m2/ab (quasi il 60% del verde urbano).
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Aree verdi: i parchi urbani (15,2%) al primo posto
I parchi urbani rappresentano lo spazio verde più diffuso (15,2%) con una superficie di 88,9 milioni di m2. La quota di queste superfici è superiore al valore medio nel 40% dei capoluoghi. Tra questi, spiccano Roma (42,9%; 20,3 milioni m2), Milano (36,5%; 9,4 milioni m2), Bologna (46,1%; 4 milioni m2) e Padova (3,3 milioni m2).
La seconda più diffusa è il verde attrezzato (10,6%), rappresentato dai piccoli parchi o giardini di quartiere. La quota maggiore è nei capoluoghi del Centro (16,0%), poi seguita dal Nord (9,8%) e, infine, dal Sud (6,9%).Tra i capoluoghi metropolitani con valori sopra la media, in termini assoluti di superficie abbiamo Roma (11,9 milioni m2), Milano (7,4 milioni m2) e Ravenna (3,2 milioni m2).
Il verde storico (ville, parchi, giardini di interesse artistico o storico e altre aree verdi “di non comune bellezza” tutelate dal Dlgs 42/2004) rappresenta il 10,6%, con alcuni capoluoghi metropolitani dove la quota di questa componente è superiore alla media, come Torino (che primeggia in valore assoluto con 8,4 milioni m2), Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Messina.
Gli spazi di arredo urbano, che si attestato all’8,9% della superficie, sono aree verdi a valenza estetica creati per migliorare la qualità paesaggistica e della vita nelle città. Particolarmente alta è l’incidenza a Campobasso (58,3%), ma anche nella maggior parte dei capoluoghi metropolitani l’incidenza di queste aree è superiore alla media.
Le aree verdi destinate allo sport, rappresentano in media il 4,5% del verde urbano. I giardini scolastici sono invece il 3,7%, con percentuali più alte nei piccoli e medi capoluoghi.
Le zone non accessibili (verde incolto, in particolare aree boschive e di forestazione urbana) sono importanti per la capacità di produrre servizi ecosistemici (mitigazione degli eccessi climatici, miglioramento della sostenibilità dei sistemi urbani) raggiungono la quota del 53,8% nei capoluoghi non metropolitani, mentre in quelli metropolitani il 20,6%.
Dal 2013 la forestazione urbana è aumentata del 26,1%
Grazie agli investimenti previsti dal progetto “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano “, continuano a crescere gli interventi di forestazione urbana con impianto di nuove aree boschive a sviluppo naturale con funzioni di assorbimento delle emissioni di CO2 e di mitigazione dell’effetto “isola di calore” soprattutto nei periodi estivi.
Nel 2023 sono saliti a 62 (nel 2011 erano 31) i capoluoghi che hanno completato o hanno pianificato interventi di forestazione urbana per una superficie complessiva di oltre 16 milioni di m2, pari a 43,1m2 x ettaro di superficie dei capoluoghi. Pratica particolarmente diffusa nel Nord Est (88,6 m2/ha), seguita dal Centro (20,6 m2/ha) e dal Sud(11,7 m2/ha). Rispetto al 2013, la forestazione urbana è aumentata del 26,1%, in particolare nei capoluoghi metropolitani (+49,1%) rispetto agli altri (+17,5%).
Un capoluogo su 10 (12,8%) utilizza il Piano Urbano della Natura (PUN)
Dopo 10 anni dalla entrata in vigore della L.10/2013 per lo sviluppo delle aree verdi, l’attività che risulta più applicata nei capoluoghi di provincia è il conteggio e la classificazione delle alberature (89,0% delle città, nel 2014 erano meno della metà), per un totale di 3,15 milioni di alberi conteggiati.
La Giornata Nazionale degli alberi ha coinvolto 88 capoluoghi (57 nel 2014) e sono stati piantati oltre 26 mila alberi. Il 58,7 % dei comuni (26,6% nel 2014) ha promosso iniziative per l’incremento degli spazi verdi, l’efficienza energetica e l’attenuazione dell’isola di calore estiva. Inoltre, ha messo a dimora un albero per ogni nuovo nato, piantando complessivamente nel 2023 quasi 71 mila alberi (un valore pari ai due terzi dei nati), anche se nello stesso anno ne sono stati abbattuti 49mila per motivi di sicurezza.
Il Piano Comunale del verde o Piano Urbano della Natura (PUN) è il principale strumento per le amministrazioni, per difesa e l’ampliamento delle aree verdi, anche se è utilizzato da un capoluogo su dieci (12,8%). Il Regolamento del Verde rappresenta, invece, lo strumento gestionale utilizzato da oltre due terzi dei capoluoghi; ma lo strumento più comune per programmare la manutenzione del patrimonio verde rimane il censimento, di cui si serve il 93,6% dei capoluoghi.
Foto di copertina: Matilde Carducci





