La rivoluzione sul campo di Arturo Mariani: quando la fragilità diventa forza.

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Arturo Mariani

Arturo Mariani non presenta la vittoria come conclusione di un percorso, ma la sconfitta come punto di partenza e occasione per scoprire risorse nascoste, con l’intento di trasformare la fragilità in forza. Autore di varie iniziative, Mariani porta sul campo un messaggio concreto di “proabilità” che non rappresenta una parola vuota, ma una pratica che unisce resilienza, inclusione e azione. In questa intervista di Risorse.news Mariani racconta le tappe della sua esperienza: dalla Right Foot Project alla Partite del Cuore Pro, spiegando come il punto di rottura possa diventare una svolta di insegnamento personale e collettivo. 

Arturo Mariani parla di “occasione” nel dimostrare le proprie potenzialità

Scopri la tua forza non quando va tutto bene, ma quando arrivano le difficoltà”. Così Arturo Mariani, atleta, autore e speaker motivazionale parla di difficoltà, sconfitta in modo netto: non come una fine, ma come punto di partenza per scoprire la propria forza nascosta. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani che in campo sportivo o nella vita, spesso si trovano a un passo dal mollare: “È il momento invece dove spingere di più”, dichiara Mariani, “È l’occasione per scoprire quali sono le tue vere potenzialità”.

La Right Foot Project

La carriera pubblica di Mariani si snoda tra interventi formativi e progetti concreti di solidarietà. Tra le iniziative più note, c’è il Right Foot Project che si occupa di raccogliere e consegnare stampelle e altri ausili per la mobilità a persone che vivono in Paesi in via di sviluppo. Arturo Mariani racconta che questa iniziativa è nata durante il Mondiale in Messico: “C’erano tante Nazionali che avevano le stampelle in legno e mi raccontavano che alcune persone con amputazioni neanche potevano utilizzarle per camminare. E lì ho detto, ma proviamo ad unire le forze, a raccogliere un po’ di risorse, ma soprattutto stampelle”. 

Nel corso degli anni, il Right Foot Project si è diffuso, con un focus particolare sull’Africa. Mariani cita tappe come il Disability Pride a Dakar, in Senegal, e in Sierra Leone: “Siamo arrivati in tantissimi Paesi di tutto il mondo, soprattutto in Africa, dove c’è tanto bisogno”. L’obiettivo, spiega, è semplice ma incisivo: fornire alle persone  strumenti di base per camminare: “L’obiettivo era quello di aiutare a camminare persone, ragazzi, bambini, che non hanno neanche la possibilità di avere degli ausili basici come stampelle”.

Arturo Mariani
Arturo Mariani- Partita del Cuore Pro

Proabilità: non una parola ma una dimostrazione sul campo

Accanto all’impegno umanitario, Mariani ha sviluppato il concetto di “proabilità”, titolo di un suo libro (“Proabilità – una nuova parola per superare le barriere e trasformare le diversità in risorse“), che da termine è diventata un’azione concreta, confermando il suo valore e la sua importanza alla Partita del Cuore Pro: “La probabilità è quando tutti possono mettere a disposizione dell’altro, anche di se stessi, le vere potenzialità che si possiedono”.

La Partita del Cuore Pro è stata per Mariani particolarmente significativa. Organizzata come momento partecipativo e pratico, l’incontro ha cercato di tradurre il concetto in azioni attraverso testimonianze e attività, favorendo resilienza e inclusione. “È stato meraviglioso e forse il più bello di tutti”, osserva Mariani, spiegando come l’incontro sportivo abbia reso evidente l’intento del progetto: dimostrare le proprie potenzialità, abilità e la propria forza non solo agli altri ma anche a se stessi.

Il lavoro di Arturo Mariani

Il lavoro di Arturo Mariani appare coerente e operativo: un mix tra spinta motivazionale e interventi concreti sul territorio. Tuttavia, il punto importante è non soffermarsi al semplice incoraggiamento verbale ma portare sul campo le proprie intenzioni, come nella Partita del Cuore Pro, perché solo così avviene un cambiamento reale: “La parola probabilità, presente in un mio libro, è diventata un format di eventi, ma anche una parola utilizzata da tante associazioni, aziende e realtà. Oggi, però, è stata assolutamente reale, perché è scesa in campo“.

Per chi lavora nel mondo dello sport e della solidarietà la proposta di Arturo Mariani rappresenta una lettura concreta del binomio resilienza-inclusione. La sua esperienza mostra che la sfida più importante non è evitare la sconfitta, ma imparare a usarla come leva per crescere e costruire pratiche che permettano questa crescita. 

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