Binge drinking: oltre 4 milioni di persone giocano con la propria vita

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Binge drinking

Un nuovo “sballo”, addirittura pericoloso per la salute, è arrivato nelle città italiane. Si chiama Binge drinking ed è una pratica pericolosa che riguarda il consumo eccessivo di alcol per puro divertimento e assuefazione. È un triste fenomeno che proviene dal Nord Europa e che si è diffuso nel Bel Paese. Al settentrione si registrano i numeri più alti di binge drinkers, quei consumatori di alcolici capaci di tracannare anche 6 bicchieri in una serata. 

Dal 2013, c’è stato un aumento per quanto riguarda l’uso eccessivo di consumo di alcolici. I soggetti più a rischio sono soprattutto i giovani per i quali il binge drinking è diventato una moda. 

Il binge drinking in Italia 

Secondo i dati 2023 dell’ISS, in Italia 36 milioni di persone a partire dagli 11 anni hanno assunto almeno una volta nella loro vita una bevanda alcolica. 8 milioni, invece, sono le persone che, non attenendosi alle indicazioni di salute pubblica, hanno messo a rischio la loro salute.

Anche nel bere vino e alcolici al di fuori dei pasti è presente un aumento, tanto nel genere maschile quanto in quello femminile (+23,9% rispetto al 2013). È stato notato un aumento di casi di binge drinking: oltre 4 milioni di persone hanno assunto alcol fino ad ubriacarsi.

L’11,3 % degli uomini segue il trend del binge drinking, rispetto alle donne che sono 4,5%. In particolare, questa pericolosa usanza sta raggiungendo numeri alti al Nord-Est dell’Italia: nel 2023, la città di Bolzano ha registrato casi di binge drinking più alti d’Italia, con una media del 16,5%. Di contro anche al Nord-Ovest la situazione non è diversa: al secondo posto troviamo la Valle D’Aosta che registra una media di 13,8% di binge drinker.

 

Lo sballo giovanile: il binge drinking

Il binge drinking è molto in voga fra i giovani. La fascia di età tra i 18 e i 24 anni risulta essere quella più incline a tale pratica. Infatti, si registra una media di consumo di binge drinking del 14,5% con la prevalenza del genere maschile del 18,7% rispetto al 10,1% del genere femminile. Tuttavia, confrontando dati di anni precedenti, dal 2013 l’uso del binge drinking è aumentato tra le donne in modo progressivo. Una fascia di età, in particolare, preoccupa: ragazze dagli 11 ai 17 anni (2,1%) superano la media dei ragazzi (1,7%).  

Il binge drinking in età giovanile riflette un contesto di completo abbandono, dato anche da comportamenti superficiali, non essendo a conoscenza dei pericoli che può portare. Inoltre, c’è anche una ricerca di leggerezza e onnipotenza nel poter compiere o appropriarsi di qualcosa di proibito. Oltre a quest’ultima motivazione, c’è anche il fuggire da situazioni complesse, ricercando nell’alcol, magari in una serata con degli amici, quello stato inebriante e di perdita di controllo (dai problemi, dalla realtà) oppure, semplicemente, un conformarsi al proprio gruppo. 

Ma perché è pericoloso il binge drinking?

Il danno che provoca l’alcol al cervello, soprattutto nei giovani è particolarmente elevato. La vendita di bevande alcoliche è vietata sino alla maggiore età; tuttavia, l’assunzione dovrebbe essere vietata non prima dei 25 anni compiuti. È a quell’età che il cervello completa il suo sviluppo. 

In genere entro i 25 anni avvengono il completo sviluppo del sistema limbico (che interviene nelle risposte emotive, nella regolazione dell’umore e del comportamento, nei processi di memoria e di apprendimento e nell’olfatto) e della corteccia prefrontale (ruolo cardine nella pianificazione, nel ragionamento razionale e logico). Ragion per cui determinate scelte impulsive (ed emotive) e prive di ragionamento razionale tipiche di un adulto, sono comuni fra i giovani. Se un giovane assume alcol (soprattutto in quantità eccessive come nel binge drinking) prima dei 25 anni, il rimodellamento delle sinapsi cerebrali viene compromesso. In età adulta potrebbe presentare un comportamento o una modalità di ragionamento tipicamente infantile oppure avere frequentemente episodi depressivi o di aggressività. 

Inoltre, da alcune ricerche è stato scoperto che una persona che ha bevuto alcolici diverse volte possiede similmente gli stessi danni a lungo termine al sistema cognitivo di chi ha sviluppato l’abitudine di bere in età adulta. Bisogna ricordare che grandi quantità di bevande alcoliche contengono anche dosi di zucchero elevate. Le quantità di saccarosio aumentano e questo porta ad un innalzamento del livello di serotonina, avendo in seguito un effetto psicotropo

Oltre a effetti nocivi sul comportamento e il ragionamento, ci sono altre conseguenze da considerare. Una delle cause più conosciute è quella dell’avvelenamento del sangue, nota come overdose (con conseguenze letali). Il binge drinking è legato a cause fatali come ictus e problemi cardiovascolari (nel peggiore dei casi l’infarto). Soprattutto nei giovani c’è una maggiore incidenza di ischemia miocardica e angina.

Interventi preventivi e terapia

Intervenire preventivamente è il miglior modo per evitare consumi di alcol eccessivi (binge drinking), affrontando e individuando i motivi che portano la persona a rifugiarsi in uno stato di dissociazione temporanea e dannosa. Anche grazie alla terapia con colloqui motivazionali e terapie cognitivo-comportamentali, l’individuo viene aiutato a comprendere quali sono i propri stati d’animo e a capire cosa innesca l’incessante ricerca ed assunzione dell’alcol. Inoltre, il supporto dei propri cari, amici e familiari è fondamentale per contrastare il binge drinking e con l’impiego di un tutor coetaneo, ad esempio, è possibile attuare strategie per combattere tale dipendenza, intraprendendo un percorso di cambiamento.

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