Connect the .DOTs: “ricuce” il divario attraverso la conoscenza digitale

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Connect“, connettere. La connessione è la congiunzione tra due o più soggetti. STRIPES, cooperativa sociale, ha voluto concretizzare il termine, presentando un progetto innovativo: “Connect The .DOTs”. L’iniziativa è stata lanciata il 22 marzo 2025 presso la Sala Consiliare del Municipio di Settimo Milanese per ridurre il divario della conoscenza tecnologica tra le varie generazioni. Un importante spunto di riflessione sul tema arriva da Robert Zielonka, Community Affairs Manager di Microsoft Italia (partner dell’iniziativa): “Crediamo che l’educazione digitale sia la chiave per un futuro più inclusivo e sostenibile e siamo orgogliosi di contribuire a questo progetto”. 

Viviamo in un mondo, ormai, che corre veloce verso una digitalizzazione totale; dalle tecnologie sempre più innovative, all’intelligenza artificiale sempre più presente nella quotidianità. Le nuove generazioni si presentano più predisposte alla conoscenza della tecnologia, ma le precedenti? 

Questo divario, creatosi sia per mancanza di esperienza e conoscenza sia per una sorta di “resistenza” ad entrare appieno in questa era digitale, ha fatto sì che la cooperativa STRIPES insieme al supporto di Microsoft e Change X, una piattaforma che mette in contatto le comunità, presentasse Connect The .DOTs per consentire sia ai più piccoli sia ai più grandi di avvicinarsi a tale mondo e comprenderlo al meglio.

L’obiettivo di Connect the .DOTs

Igor Guida, vicepresidente di Stripes e direttore scientifico dello Stripes Digitus Lab, ha raccontato sul progetto: “Con Connect The .DOTs vogliamo rendere l’educazione digitale accessibile a tutti. Tra i nostri obiettivi c’è quello di ridurre il divario digitale e favorire un uso consapevole della tecnologia. L’auspicio è che sia un modello ripetibile della virtuosa collaborazione tra realtà del terzo settore, mondo pubblico e privato“.

L’obiettivo, dunque, non è solo quello di fornire competenze e strumenti per comprendere la digitalizzazione, ma anche di creare un’opportunità di inclusione e innovazione tra le varie generazioni. Durante questa giornata sono stati istituiti percorsi formativi e laboratori per tutte le età, dai 3 agli over 65.

L’attività è seguita da professionisti del settore. Figure sia di tipo umanistico sia di tipo tecnico, come psicologi, educatori, esperti della comunicazione, sviluppatori di software e grafici che favoriscono in modo esaustivo una maggiore comprensione e accessibilità.

Connect The .DOTs: “È più bello insieme” e altri laboratori

“È più bello insieme” è il primo laboratorio pensato per la fascia più giovane dai 3-6 anni in cui bambini e bambine seguiranno una lezione base sullo storytelling digitale e sulla robotica educativa.

Un altro laboratorio è dedicato ancora ai giovani, questa volta di fascia compresa tra i 6 e 18 anni. L’intento è migliorare le loro competente digitali, andando specificatamente a indagare il coding e la robotica educativa. Altresì, vengono proposti corsi di formazione per lo sviluppo di competenze digitali, come video mapping, stampa 3D, realtà aumentata, e così via, e approfondimenti sull’intelligenza artificiale e la sicurezza in rete, un tema caldissimo per il tipo di approccio che i giovani adolescenti hanno con internet.

L’ultima fascia, infine, riguarda gli over 65, coloro che non hanno vissuto fin dall’inizio la tecnologia e per comprenderla al meglio sono stati proposti dei laboratori per avvicinarli a tale tema. Attraverso un percorso che tocca il tema della programmazione e dell’intelligenza artificiale, si sono avventurati in attività pratiche e interattive riguardanti lo sviluppo di nuove competenze digitali.

Una necessità dunque legata alle esigenze della società e del mondo che cambia. La presidente di STRIPES, Dafne Guida, ha quindi messo in chiaro che il tema va affrontato con urgenza: “Il divario digitale nel nostro Paese è un tema di estrema attualità che ci allarma da tempo e, con questo progetto, puntiamo proprio a ridurlo con la consapevolezza che non è mai troppo tardi per avvicinarsi alla robotica e all’intelligenza artificiale. L’educazione digitale e tecnologica può davvero fare la differenza per un futuro più inclusivo […]”.

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