“Tutto è possibile”, così afferma Daniele Terenzi, ballerino professionista romano, in un’intervista a Risorse.news dopo la premiazione al Premio Città di Roma 2026. Terenzi è l’emblema che nulla può fermarti definitivamente. Cadere per poi rialzarsi è ciò che ha caratterizzato la vita del ballerino romano. La musica e la danza lo hanno sempre accompagnato: ha iniziato il suo percorso alla Crew Academy con la danza classica, neoclassica e latine, continuando parallelamente la carriera accademica e laureandosi in seguito. Poi, con la Empathy Ballet ha perfezionato il suo percorso nella danza classica.
Tuttavia, nel 2018, è accaduto ciò che lo ha spinto ad andare oltre i suoi apparenti limiti, dimostrando che nulla è impossibile. Da quel tragico incidente, che gli ha fatto perdere l’uso della gamba sinistra, si è fermato per 3 anni, per poi ritornare sul palco a danzare e a non fermarsi più, grazie anche all’ausilio di una protesi transfemorale sviluppata appositamente per la sua passione.
Intervista a Daniele Terenzi dove la parola “impossibile” non gli appartiene
“IT’s Your Vibe” è stato il motto delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. In quella frase, energia, passione e connessione tra le persone si sono fuse, per poi diventare il carburante che ha alimentato il motore dei Giochi. A tal proposito, Daniele Terenzi ha ricordato dal palco del Salone d’Onore del CONI: “Noi non abbiamo adattato delle coreografie per persone con una disabilità oppure danzatori che non le avevano, ma bensì abbiamo danzato tutti quanti insieme la stessa cosa. E questo è stato un po’ il motore, perché non adattare nulla, ma lasciare l’espressività e la creatività all’interno di una coreografia, ha dato vita a una cosa che non si era mai vista prima: è stata un’emozione incredibile”.
Grazie anche a Jean Bourgeois, ideatore della coreografia che li ha spinti ad andare oltre i loro limiti, elevando le loro performance a un livello straordinario. “Non mollare la danza all’inizio è stato molto difficile”, ha dichiarato il ballerino parlando del periodo dell’incidente. Tuttavia, dopo essersi posto la domanda: “Come si fa a danzare di nuovo se non c’è la possibilità di farlo?”, è scattato qualcosa. Il limite che inizialmente era presente ha smesso di esserlo: un obiettivo che da irraggiungibile è diventato, invece, possibile, grazie alla scuola di danza e alla ditta ortopedica SOMP che, dopo varie sperimentazioni, ha progettato la prima protesi per la danza.
Molti sono stati i grandi traguardi e strade di successo: nel 2023 Daniele Terenzi ha ottenuto il titolo di primo étoile italiano dal noto coreografo e ballerino Garrison Rochelle, esprimendo non solo gioia per il riconoscimento ottenuto ma anche una riflessione a tal riguardo: “Sicuramente essere definito étoile è una bella emozione, ma contemporaneamente non è una definizione continuativa della persona, perché io comunque sono Daniele, sono un artista, sono una persona prima di tutto”.
“Quindi, le etichette dovrebbero essere un po’ stigmatizzate; però, allo stesso tempo, quando l’ho ricevuta è stata una bella emozione, perché riceverla in un contesto dove comunque era inaspettata, è stata sicuramente un’emozione incredibile”. Terenzi ha voluto ricordare e sottolineare il valore inestimabile della persona e non solo l’importanza del titolo ricevuto.
Tra i tanti insegnamenti emersi dalla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi a Verona, Terenzi ha ribadito il concetto che “Tutto è possibile“. “L’Arena di Verona – ha continuato l’etoile – ha portato per noi un cambiamento a livello culturale, dove la danza è stata al centro per la prima volta di un evento internazionale, nonché mondiale, dove ha visto comunque l’inclusione realizzata attraverso la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi”. Si è trattato di un messaggio molto importante per affermare che “L’inclusione parte dal singolo per arrivare a tutti quanti”, ha concluso Daniele Terenzi.







