Ecosostenibilità: la svolta dei capoluoghi italiani è avvenuta nel 2023

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Capoluoghi-Roma

Più verde e sostenibilità nelle città, ma l’inquinamento permane. Secondo i dati Istat del 2023, la qualità dell’aria è migliorata, ma le polveri sottili e l’ozono permangono, riscontrando ancora un alto livello di inquinamento nocivo per la salute pubblica. 

Sono stati analizzati 109 comuni capoluogo di provincia o città metropolitane per l’anno 2023, in particolare voci come il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile, il verde urbano, la qualità dell’aria, i consumi energetici e le fonti rinnovabili, i rifiuti urbani, l’innovazione e la gestione sostenibile nelle amministrazioni.

Dati 2023: situazione critica per l’inquinamento e particolato atmosferico nei capoluoghi 

Stando al report, il particolato atmosferico è in diminuzione rispetto all’anno precedente. Tuttavia, dai dati degli interim target dell’OMS sono stati rilevati alti livelli di micro particelle PM2,5 e PM10 (particelle microscopiche che contengono polvere, fumo, micro gocce di sostanze chimiche) in 70 capoluoghi italiani su 96.

La situazione critica di tale monitoraggio è soprattutto al Nord (Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Rovigo e Ferrara) che registrano 20 µg/m3 e oltre di PM2,5. Il 76,1% dei comuni metropolitani supera la soglia del PM10 e il 100% quella del PM2,5. Soglie del PM10 (69,5%) e PM2,5 (88,3%) sono meno gravi in altri capoluoghi. Invece, il comune di Reggio Calabria non attua un monitoraggio dal 2022.

Ma perché e come si formano queste micro particelle?

Le PM2,5 e PM10 sono micro particelle facenti parte del particolato atmosferico. Sono formate da componenti liquide e solide organiche e inorganiche presenti nell’aria (solfati, nitrati, ione di ammonio, cloruro di sodio, particelle carboniose, polvere minerale ed acqua)Sono pericolose perché, a seconda del loro diametro aerodinamico, penetrano nel corpo umano in modo differente: le PM10 (10 µm), sono particelle in grado di infiltrarsi nell’apparato respiratorio superiore, mentre le PM2,5 (2.5 µm) hanno la capacità di introdursi nei polmoni e nei bronchi.

Tali particelle si formano per ragioni naturali o antropiche. Riguardo a quest’ultima sono generati dai processi di combustione data dai veicoli, dall’utilizzo dei combustibili fossili, processi industriali e attività agricole. Non solo micro particelle, ma anche altri fattori contribuiscono all’alto livello di inquinamento.

L’ozono, ad esempio, presente in atmosfera e prodotto da reazioni fotochimiche di altri inquinanti è un’altra delle principali cause. Rispetto all’anno precedente, nel 2023 si è riscontrato un abbassamento del livello di ozono soprattutto al Nord, dove la media dei giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine (120 µg/m3 della media mobile giornaliera di 8 ore) è scesa a 48, rispetto ai 62 nel 2022.

Tuttavia, non in tutti i comuni ci sono stati miglioramenti. Tra questi, rientrano Asti, Savona, La Spezia, Como, Pavia, Lodi, Rovigo, Piacenza, Parma, Reggio nell’Emilia, Rimini, Genova e Milano. Tale livello, invece, rimane invariato in alcuni capoluoghi metropolitani come Napoli, Bari e Cagliari; anche se al Sud è stato notato un incremento. Nel meridione la media dei giorni di superamento sale da 12 a 14 giorni, mentre nelle Isole è stato notato  un calo, da 15 a 11 giorni. Al Centro si è osservata una riduzione da 20 a 15 giorni.  

Al contrario il livello di biossido di azoto, essendo connesso al consumo di combustibili fossili, ha superato il limite in quasi tutti i capoluoghi metropolitani. Bologna e Brescia hanno oltrepassato il limite di legge di 40 µg/m3 nel 2023, aggiungendosi alle altre città metropolitane come Torino, Genova, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Catania. Di contro Venezia (36) e Bari (37) si trovano poco al di sotto, come anche Messina (28) e Cagliari (19). Tuttavia, rispetto al 2022 c’è stato un miglioramento di tali parametri.

 

Aumentano ancora piste ciclabili, veicoli a bassa emissione e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici 

Dal 2000, anno in cui è partita l’iniziativa, la rete di costruzione di piste ciclabili è in continuo aumento in tutti i comuni capoluogo. Nel 2023, infatti, è stato raggiunto un enorme traguardo: 5.758,9 km (+6,4% rispetto all’anno precedente), con 29,7 km per 100 km2 di superficie territoriale. Praticamente due capoluoghi su tre presentano almeno 10 km di piste ciclabili. Tuttavia, la maggiore concentrazione di tale fruizione è principalmente al Nord, in particolare a Bergamo e a Padova.

L’offerta dei mezzi Tpl è del 60% nei capoluoghi italiani e del 90% al di fuori di essi. Anche in questo caso, c’è stato un aumento del 41% di veicoli pubblici a bassa emissione. Nel 2023, gli autobus elettrici o ibridi sono incrementati del 55,6% e rappresentano il 12,7% della flotta in esercizio nelle città. Rimane quasi del tutto stabile la situazione dei mezzi di trasporto pubblico a metano o GPL (28,3%).

La diffusione di veicoli a bassa emissione la troviamo maggiormente al Nord-Est con il 58,3%, che con i nuovi innesti distacca nettamente il Nord-Ovest (36,4%) e il Mezzogiorno (31%). Grazie anche al PNRR, gli autobus con lo standard più avanzato, Euro 6 o a emissione zero, sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, dal 24,4% (2018) al 55,3%. In particolare, il Sud ha subito un notevole miglioramento, recuperando la situazione nelle proprie città (dal 12,2 al 54,4%). Tuttavia, gli Euro 5  (29,4%) e gli Euro 4  (15,4%), che hanno un’immatricolazione di 10 anni per i primi e di 15 anni per i secondi, circolano ancora sulle strade urbane ed extraurbane dei capoluoghi. 

Anche il servizio di car-sharing ha avuto un sensibile incremento: rispetto alla precedente rilevazione si parla di un aumento del 4,6% dei veicoli utilizzati. Tale crescita è data sia dalla quota del +6,1% delle flotte dei servizi a flusso libero (scooter e automobili lasciati e prelevati in punti diversi presso un’area predefinita), sia dal +3,7% dei veicoli a postazione fissa (noleggio di veicoli tra automobili, scooter e bici per brevi periodi senza stazione fissa; sono inclusi anche il car-sharing e il car-pooling, condivisione di un veicolo privato tra più persone).

Invece, il bike sharing si è concentrato prevalentemente nelle città metropolitane, anche se in netto calo rispetto all’anno precedente: -28,5%. Nelle città del Nord è diminuito del 18%, nel Centro del 40,9%, mentre nel Mezzogiorno si è assistito ad un trend nettamente positivo: +34%. 

Alla fine dell’anno 2023, nei capoluoghi italiani sono stati installati oltre 11.600 punti di ricarica (Pdr) per veicoli elettrici, distribuiti in più di 6.300 stazioni (+32% dal 2022), dei cui almeno un quarto offre un punto di ricarica ad alta potenza. Al Nord-Ovest abbiamo il 31,9% dei Pdr, seguito dal Centro che registra il 30,4%. Circa la metà dei Pdr (52,8%) è situata nei capoluoghi metropolitani, dove la dotazione pro capite è in linea con la media generale, anche se la densità è molto più alta rispetto alle altre città.

Nel 2023, sono stati resi a efficientamento energetico 1.026 edifici comunali. La voce grossa l’ha fatta il settentrione, con interventi, in particolare, sul riscaldamento (399 edifici). Leggermente in crescita il solare termico, presente nelle strutture di 93 capoluoghi, con una dotazione pro capite di 2 m² ogni 1.000 abitanti.

Capoluoghi-Firenze
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Foto scattate da Matilde Carducci

 

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