Elpidio Cecere, psicoterapeuta: “Per parlare di inclusione è fondamentale utilizzare la parola empatia”

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Alla Partita del Cuore Pro, un appuntamento che unisce sport, divertimento e solidarietà, Elpidio Cecere, psicoterapeuta impegnato nelle scuole, ha scelto il campo come aula allargata per parlare di inclusione: “Oggi l’inclusione parte dal rompere delle etichette”, ha spiegato Cecere durante un’intervista a Risorse.news, ricordando come le offese e le parole discriminatorie che molti usavano negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso non appartengano più al linguaggio che vuole la società di oggi.

Attraverso testimonianze personali e interventi educativi con bambini delle elementari, Elpidio Cecere invita a sostituire il giudizio con l’empatia, esercizio indispensabile per riconoscere e comprendere le differenze. Ha poi valorizzato il concetto di “proabilità”, introdotto da Arturo Mariani, fondamentale nella società di oggi come chiave pratica per valorizzare e mettere al primo posto la persona. Per lui partecipare a eventi come la Partita del Cuore Pro e raccontarlo sui social è parte integrante della sensibilizzazione pubblica: lo sport diventa linguaggio universale per promuovere inclusività, rispetto e partecipazione.

Per poter parlare di inclusione è fondamentale utilizzare e sviluppare la parola empatia – Elpidio Cecere

L’intervento di Cecere nasce da un duplice approccio: la testimonianza personale e il lavoro educativo. “Quando parlo ai ragazzi parto da noi, dalle nostre esperienze negli anni ‘80 e ‘90 e racconto di quando, da bambini, prendevamo in giro gli altri, etichettando in maniera offensiva”, ha affermato Elpidio Cecere. Quei termini, spiega lo psicoterapeuta, hanno funzionato da etichette che hanno contribuito a costruire barriere e pregiudizi, fino al bullismo: “Quindi, l’inclusione oggi parte dal rompere delle etichette e delle categorie. I nostri errori, quelli che abbiamo commesso quando andavamo a scuola, non devono più essere ripetuti”.

Osservare il passato con onestà aiuta, secondo Cecere, a evitare che quegli errori si ripetano. Il messaggio centrale del suo intervento è semplice ma radicale: sostituire il giudizio con l’empatia: “Per poter parlare di inclusione oggi è fondamentale utilizzare e sviluppare la parola empatia. Parola molto difficile, molto complicata” – riconosce Cecere e continua – “ma è quello che faccio all’interno delle scuole, soprattutto alle elementari con bambini dai 5 ai 10 anni”. In questo modo i più piccoli vengono guidati a mettersi nei panni dell’altro, a comprendere emozioni e vissuti diversi dai propri. 

Questo percorso non cancella le differenze che anzi devono essere riconosciute, ma insegna a trattarle con dignità e rispetto. Per Cecere, la presenza agli eventi come la Partita del Cuore Pro non è secondaria: è essenziale. “È importante esserci, è importante sensibilizzare e mostrare sui social quello che facciamo”, ha affermato, sottolineando l’importanza della visibilità pubblica. Lo sport e eventi come la Partita del Cuore Pro diventano un linguaggio universale capace di veicolare valori: “Oggi, gli adulti sono responsabili di apportare un messaggio forte e chiaro e che racchiuda temi come inclusività, proabilità e rispetto. Bisogna essere capaci di sensibilizzare queste tematiche e giocare con tutti, giocare attraverso lo sport. È un messaggio fortissimo che deve passare”.

Elpidio Cecere, psicoterapeuta
Elpidio Cecere, psicoterapeuta

La parola proabilità per Elpidio Cecere

Un termine che Elpidio Cecere ha voluto mettere al centro delle sue parole è “probabilità”, parola ideata e utilizzata da Arturo Mariani (leggi l’articolo su Arturo Mariani), promotore del progetto, come parola chiave della rivoluzione culturale all’interno della società. Per Cecere, la rivoluzione non è solo a parole, ma un è cambiamento pratico: “Proabilità è una parola che mi ha colpito dal primo momento in cui Arturo l’ha utilizzata. La sto utilizzando anche io all’interno delle scuole, proprio per portare il progetto di Arturo”. L’idea di proabilità sposta l’attenzione dai limiti alle possibilità della persona.

Elpidio Cecere porta anche la forza della sua esperienza personale in campo come strumento pedagogico. Raccontare ciò che si è vissuto rende il messaggio più credibile e vicino ai ragazzi: “Esserci, viverla è diverso sicuramente solo dal raccontarla. Oggi la racconterò attraverso quello che ho vissuto”. Le storie personali, secondo lo psicoterapeuta, aiutano a rompere le distanze e a mostrare che il cambiamento parte da tutti.

La partita si conferma non soltanto un incontro sportivo ma un laboratorio sociale, dove empatia, solidarietà, ma soprattutto proabilità si traducono in pratiche concrete. Per Cecere, come per molte persone presenti, la sfida continua al di fuori dell’evento stesso.

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