Evento d’apertura “Giornate Contro la Fame”: in dieci Paesi oltre 196 milioni di persone soffrono di fame acuta

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In dieci Paesi oltre 196 milioni di persone soffrono di fame acuta è quanto emerso dalle "Giornate Contro la Fame"

Si è tenuta a Milano la prima delle “Giornate Contro la Fame“, la vasta mobilitazione annuale promossa da Azione Contro la Fame che, coinvolgendo un ampio spettro di attori in Italia – dalle famiglie alle aziende pubbliche e private, passando per istituzioni, media, testimonial, content creator, scuole e ristoranti – mira a conseguire un nobile obiettivo: garantire a tutte le persone il diritto al cibo e a una nutrizione sana, sia a livello nazionale che globale.

La presentazione alla triennale di Milano

L’appuntamento di apertura si è svolto la mattina del 9 ottobre 2025 presso la Triennale di Milano, dove è stata presentata l’ultima edizione della “Mappa delle 10 (+3) principali emergenze alimentari globali”. 

Il report, che integra i dati dello State of Food Security and Nutrition in the World 2025 (SOFI) e del Global Report on Food Crises 2025 (GRFC), ha fornito un quadro dettagliato e allarmante delle crisi alimentari più significative a livello mondiale. 

Il documento non si è limitato alle cifre, ma ha raccolto altresì testimonianze dirette e analisi basate sui progetti di aiuto di Azione Contro la Fame nei Paesi esaminati, proponendo anche interventi concreti per affrontare le emergenze.

Fame acuta e i contesti critici

L’analisi del network internazionale, attivo in Italia dal 2014, si è concentrata sui dieci Paesi con il più alto numero di persone in insicurezza alimentare acuta: Nigeria, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Bangladesh, Etiopia, Yemen, Afghanistan, Pakistan, Myanmar e Siria. In queste nazioni si è concentrata la fame acuta per oltre 196 milioni di persone, pari a due terzi del totale mondiale.

A questa classifica si devono aggiungere tre contesti definiti particolarmente critici a causa della combinazione tra un’elevata incidenza della fame e un concreto rischio di carestia: la Striscia di Gaza, il Sud Sudan e Haiti.

I dati chiave del report

Dal report è emersa quindi una chiara natura delle crisi alimentari globali: la fame acuta risulta concentrata in poche aree geografiche; è in aumento il numero di persone in fase di carestia ; in tutti i contesti analizzati si riscontra la presenza interconnessa di conflitti armati, eventi climatici estremi e disuguaglianze strutturali

Inoltre, le crisi più gravi esplodono in contesti di istituzioni politiche e sociali fragili, dove ostacoli come violenze, restrizioni burocratiche e attacchi agli operatori umanitari rallentano la distribuzione degli aiuti salvavita.

Un dato particolarmente critico è quello della malnutrizione infantile: infatti nei tredici contesti esaminati, circa 30 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta, di cui circa 8,5 milioni in forma grave, esponendoli a un elevato rischio di mortalità.

appuntamento di apertura di "Giornate contro la fame"
appuntamento di apertura di “Giornate contro la fame”

La posizione di “Azione Contro la Fame”

Simone Garroni, direttore di Azione Contro la Fame Italia, ha sottolineato la necessità di un approccio integrato, capace di rispondere alle emergenze e al contempo di costruire autonomia nel lungo periodo per spezzare il ciclo della fame e della malnutrizione. “Questo è l’unico modo per spezzare davvero il ciclo della fame e della malnutrizione. E questo vale ovunque, non solo nelle geografie lontane, ma anche nelle fasce più vulnerabili delle nostre città,” ha dichiarato in occasione dell’evento.

Garroni ha altresì evidenziato le difficoltà operative: “I tagli ai finanziamenti, le barriere all’intervento umanitario e la mancanza di sicurezza interrompono le catene di approvvigionamento e rallentano le operazioni umanitarie, compromettendo la distribuzione di aiuti salvavita. Non è il momento di effettuare tagli. È il momento di garantire finanziamenti adeguati e accesso umanitario.

Due testimonianze del report: Nigeria e Gaza

La “Mappa delle 10 (+3) principali emergenze alimentari globali” include testimonianze che offrono un volto umano alla crisi. Zuwaira Shehu, residente nello Stato di Sokoto, in Nigeria, ha raccontato la tragica perdita di cinque figli a causa della scarsità di cibo e acqua non potabile, e la salvezza della sua ultima bambina, curata gratuitamente in una clinica locale. 

Un residente sfollato nel nord di Gaza ha invece descritto la devastazione emotiva e materiale: “Abbiamo perso familiari, cugini, amici e i luoghi che amavamo esistono ormai solo nei nostri ricordi. Le nostre vite di prima della guerra sembrano dimenticate per sempre”.

Gli appuntamenti successivi

Nel mese di novembre invece, presso la Camera dei Deputati, sarà presentato l’“Atlante della Fame in Italia”, un report sull’insicurezza alimentare, l’accesso al cibo e le politiche di welfare, realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare e ISTAT.  L’analisi ha già rivelato che anche in Italia oltre 1,5 milione di persone, nell’ultimo anno, hanno vissuto periodi senza risorse economiche sufficienti per l’acquisto di cibo, e quasi 5 milioni non hanno accesso a un’alimentazione adeguata.

Le Giornate Contro la Fame hanno infine ricevuto un ampio sostegno da una rete di partner, tra cui aziende e fondazioni come Capgemini, Fondazione Conad e Radio Deejay, a testimonianza di come la lotta contro la fame richieda un impegno condiviso e una corresponsabilità globale.

 

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