Raccontare lo sport paralimpico come occasione di inclusione e crescita personale, oltre che come competizione. È questo l’obiettivo del Wheelchair Rugby Challenge, andato in scena lo scorso 7 marzo al Pala Tiziano, evento dedicato alla palla ovale giocata in carrozzina e al valore sociale dello sport.
La manifestazione, promossa da Martin Castrogiovanni insieme alla sua Rugby Castro Academy, alla Bebe Vio Academy e con il coinvolgimento di OPES, ha acceso i riflettori su una disciplina spettacolare e ancora poco conosciuta in Italia.
Tra i protagonisti della giornata anche Federico Maesano, ex rugbista che dopo un incidente ha riportato una lesione al midollo spinale. Oggi è attivo nel sociale e continua a vivere lo sport come parte fondamentale del proprio percorso di vita. Ai microfoni di Risorse.news ha raccontato cosa significa per lui confrontarsi con lo sport dopo l’incidente e quale messaggio vuole trasmettere ai più giovani.

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Come vivi oggi la differenza tra lo sport che facevi prima e quello che pratichi adesso?
F.M: «Il mio rapporto con lo sport posso dire che si sia intensificato. Adesso è diventato più che un confronto contro l’avversario, un confronto con me stesso, attraverso il quale posso, secondo me, elevarmi».
Per l’ex rugbista lo sport non è più soltanto competizione, ma anche uno strumento di crescita personale: un modo per mettersi alla prova ogni giorno e superare limiti che non sono solo fisici, ma anche mentali.
Qual è il messaggio che vuoi lanciare ai ragazzi, soprattutto pensando all’importanza di un evento come questo?
F.M. «La cosa bella dell’evento è che persone che vengono dallo stesso sport, ma praticato in una modalità diversa, si sono messe nella condizione di eguagliare quella che è la situazione fisica».
Secondo Maesano il punto centrale è proprio questo: comprendere che la disabilità rappresenta semplicemente una modalità diversa di vivere e affrontare le sfide.
«Alla fine si parla di una differenza fisica e di un modo differente di praticare uno sport. Ma la stessa cosa vale nella vita: la disabilità è una modalità diversa di confrontarsi con la vita e di viverla».
Proprio da testimonianze come la sua emerge il significato più profondo dell’iniziativa: utilizzare lo sport come strumento di confronto, consapevolezza e partecipazione, capace di creare nuove opportunità e di avvicinare mondi che spesso restano separati.
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Articolo realizzato da Greta Fabbri






