Giovedì 29 maggio, l’aula Spazio Europa – David Sassoli ha ospitato la terza edizione dell’”International Forum on Bullying and Cyberbullying“, un evento interamente dedicato alla lotta contro il bullismo e il cyberbullismo.
Il convegno ha rappresentato la conclusione del progetto nazionale “Move Run Walk Against Bullying“, un’iniziativa promossa nelle scuole dal Gruppo Sociale Flames Gold e patrocinata da numerosi enti, a testimonianza di un impegno congiunto per affrontare queste importanti problematiche sociali.
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“Move Run Walk Against Bullying”: la marcia contro il bullismo
Con il convegno si è chiusa la terza edizione del progetto, che ha portato l’educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione di fenomeni, purtroppo quotidiani, come bullismo, cyberbullismo, disagio giovanile e violenza di genere nelle scuole di ogni ordine e grado. L’intervento ha altresì valorizzato l’impegno sociale, culturale e sportivo come strumenti di crescita e consapevolezza.
Gli esperti del gruppo sociale Flames Gold hanno inoltre interagito durante l’anno direttamente con le classi coinvolte, fornendo strumenti e conoscenze per affrontare tematiche complesse. L’obiettivo principale dell’iniziativa era sensibilizzare gli studenti e promuovere la creazione di un ambiente scolastico più inclusivo e sicuro per tutti.
Un Riconoscimento all’Impegno Collettivo
La cerimonia finale si è svolta nella sala intitolata a David Sassoli, alla presenza di numerose realtà che hanno contribuito al successo del progetto. Tra queste spiccano personalità istituzionali a livello regionale, nazionale ed europeo, presidenti di enti e associazioni di settore, e soprattutto gli istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa.
Durante la conferenza, è stato inoltre consegnato un premio speciale al personale delle Forze di Polizia che si è distinto per il suo impegno nella formazione e prevenzione sui temi al centro della giornata.
Le parole dell’organizzatore Carmelo Mandalari
Il moderatore del forum, Carmelo Mandalari, ha riferito di come l’attività sia finalizzata alla “formazione e prevenzione dei ragazzi, di quelle tematiche che vanno dal bullismo fino alle violenze di civiltà”. Oltre alla parte tecnica e teorica, ha aggiunto, un altro valore fondamentale è lo sport “sia per un discorso di socializzazione, ma anche di recupero”.
L’obiettivo del convegno
L’intento principale del forum era riunire le diverse professionalità che attualmente operano nel settore. Si è cercato quindi di creare una piattaforma che potesse aggregare sia coloro che agiscono su base volontaria, sia le figure che operano a livello istituzionale o professionale.
La comunicazione genitori-figli e l’uso dei dispositivi digitali
Il segretario generale del GS Flames Gold ha espresso poi preoccupazione per la rapida e superficiale comunicazione che caratterizza oggi, in taluni casi, il rapporto tra genitori e figli. Ha quindi sottolineato come il dialogo si riduca spesso “a pochi minuti e frasi di circostanza“, dopo i quali “ognuno sta sulla pagina Facebook, chi sta su TikTok”.
Mandalari ha evidenziato l’auspicio del suo gruppo sociale per un innalzamento dell’età di iscrizione alle piattaforme digitali, prendendo spunto da quanto già avviene in alcuni paesi europei. Ha citato la Francia, dove l’età per l’iscrizione ad alcune piattaforme è già di 16 anni, e ha fatto riferimento alle discussioni a livello di Missione Europea per innalzare l’età a 18 anni.
Successivamente ha affrontato il tema della responsabilità genitoriale nell’accesso ai dispositivi, sollevando il paradosso per cui, nonostante esistano strumenti di Parental Control, sono spesso i genitori a fornire le credenziali e le schede SIM ai minori. Ha definito la situazione italiana come una “questione commerciale“, mettendo in luce come i dispositivi vengano regalati già a 10 anni.
Infine, ha posto l’accento sulla facilità con cui gli adulti affidano i telefoni ai bambini, anche molto piccoli, “per non sentirli, per non lasciare in qualche momento liberi“. Ha sottolineato che i minori non sono “nati con il DNA delle funzioni del dispositivo”, ma sono gli adulti a promuoverne l’uso indiscriminato.
L’allarme dell’UNESCO per il futuro degli studenti
Il confronto diretto con gli studenti, favorito dagli interventi di avvocati, rappresentanti regionali e presidenti di associazioni, si è rivelato cruciale per affrontare tematiche complesse e quotidiane. Questo dialogo aperto è stato indispensabile per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare il numero 4, che promuove un’istruzione di qualità equa e inclusiva, e il numero 16, volto a creare società pacifiche e inclusive.
Come evidenziato dal rapporto UNESCO del 2019 sul bullismo, fenomeni come la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo a scuola danneggino profondamente il benessere degli studenti, compromettendo la loro capacità di concentrazione, la partecipazione alle attività e, in ultima analisi, il successo formativo e le prospettive future.
Un ambiente scolastico formato da ansia e insicurezza è incompatibile con un apprendimento efficace, rendendo la sicurezza e l’inclusione pilastri fondamentali per un’educazione di qualità per tutti.



