Nonostante i progressi, persiste ancora oggi il pregiudizio che alcuni sport non siano adatti alle donne. Grazie al lavoro di molte atlete, negli ultimi anni, lo scenario è in evoluzione: lo sport sta diventando sempre più un terreno di uguaglianza, grazie all’abbattimento di alcune barriere e alla dimostrazione che passione e determinazione non conoscono genere.
Per dare ulteriore risalto a questo tema, è in programma un incontro intitolato “Lo Sport Femminile NON Esiste”. La tavola rotonda, che si terrà domenica 26 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 19:00, sancirà il fischio d’inizio del progetto Global Goals World Cup (GGWCUP). Questa iniziativa, nata nel 2015, si è ampliata nel corso degli anni in 17 Paesi, con 25 edizioni realizzate.
L’organizzazione, in occasione dell‘Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, ha scelto di sbarcare nella città della moda, Milano, con una serie di eventi tra gennaio e giugno 2026. L’obiettivo è quello di coinvolgere città, scuole e università attraverso talk, laboratori e una mostra fotografica sull’empowerment femminile tramite lo sport.
Il culmine del progetto GGWCUP, nato per promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030, sarà un torneo di calcio a cinque tutto al femminile che si svolgerà a maggio 2026.
Il summit, a ingresso gratuito, affronterà il tema dell’empowerment e dello sport femminile attraverso le voci di chi lo vive quotidianamente: atlete, manager, professioniste, giornaliste e istituzioni.
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I partecipanti del summit
Il dibattito sarà moderato da Veronica Baldaccini, giornalista di Sky Sport, e vedrà la partecipazione di diversi ospiti di rilievo, tra cui:
Majken Gilmartin (Co-founder GGWCUP e Saga Sports Group), Andrea Capobianco (Coach della Nazionale Italiana di basket femminile, vincitore del bronzo ai FIBA Eurobasket Women 2025), Maria Teresa Squillaci (Head of Media Relations and Digital Communication di Fondazione Milano Cortina 2026), Gaia Sabbatini (Mezzofondista italiana di livello internazionale, campionessa europea Under 23 e semifinalista olimpica a Tokyo 2020), Alessandra Sangalli (Head of Creators di TikTok Italia), Elena Lattuada (Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità del Comune di Milano), Consuelo Mangifesta – Responsabile Comunicazione, Eventi e Pubbliche Relazioni della Lega Pallavolo Serie A Femminile) Elisa Guarnieri ( Esperta in marketing e comunicazione sportiva) e Alessia Tuselli (Sociologa e docente presso il Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento).
Oltre a presentare l’iniziativa del GGWCUP, si discuterà di come il movimento stia crescendo, delle sfide che restano da affrontare e degli obiettivi da porsi per raggiungere una reale parità di genere.
Anche attraverso il “Progetto S.I.M.O. – Sport Inclusion Modern Output: ricerca sul gender gap nello sport italiano” sono state riscontrate diverse problematiche della vita delle atlete nella propria professione sportiva.
Soroptimist e lo studio di “Donne nello Sport” sulla vita delle atlete
Soroptimist International (SI) è un’organizzazione mondiale di donne volontarie impegnate in attività professionali e manageriali. Il loro obiettivo è quello di promuovere l’avanzamento della condizione femminile con il conseguimento di pari opportunità e tutela dei diritti umani.
Le Soroptimiste, così definite le volontarie dell’associazione, realizzano progetti e promuovono azioni, creando una rete tra le socie e la cooperazione internazionale affinché ogni donna possa realizzarsi e valorizzare il potenziale personale e sociale.
A tal proposito la Soroptimist, con presidente nazionale Adriana Macchi, ha effettuato una ricerca, curata da Antonella Bellutti, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 e di Sydney 2000 nel ciclismo su pista, sul tema di “Donne nello sport. Analisi e dati per una fotografia in un’ottica di genere”, grazie a “Fondo del XXVle dell’Unione Italiana”.
Il “Progetto S.I.M.O. – Sport Inclusion Modern Output: ricerca sul gender gap nello sport italiano” riporta le condizioni di vita delle atlete nella propria carriera sportiva attraverso la somministrazione di un questionario con domande legate a cinque aree come partecipazione, leadership, sicurezza, rappresentazione e allocazione di risorse. Negli 876 questionari (370 a ex sportive) il 60% sono atlete agoniste, 20% del sub élite, 11% atlete d’élite nazionale e 9% dell’élite internazionale.
Da questi test sono emersi dati importanti: il 44% delle atlete ha ricevuto violenze psicologiche da persone dello staff tecnico (81%) e dallo staff dirigenziale (15%). Tuttavia, un altro dato preoccupante è che il 77% ha ricevuto comportamenti “inappropriati o dannosi psicologicamente” da parte di allenatori o dirigenti. Inoltre, un ulteriore risultato è che il 77% delle sportive non ha avuto un contratto o un accordo di collaborazione con la società di appartenenza. Da questi dati, l’86% ritiene che non ci sia parità di genere tra atleti e atlete per i soldi investiti per l’attività.
Hanno contribuito all’articolo Matilde Carducci e Matteo Perito







