Inclusione digitale, 6 milioni per non lasciare indietro nessuno

Condividi su:

Un investimento da 6 milioni di euro per trasformare il digitale in uno strumento di autonomia, lavoro e inclusione sociale. Il bando “Zenit” del Fondo per la Repubblica Digitale punta a sostenere persone con disabilità o invalidità, contrastando il rischio di una nuova emarginazione nell’Italia della trasformazione tecnologica.

C’è un’Italia che corre veloce tra intelligenza artificiale, piattaforme online, servizi digitali e nuove professioni. E poi c’è un’altra Italia che rischia di restare ferma ai margini di questa trasformazione: quella delle persone con disabilità o invalidità che troppo spesso incontrano ostacoli nell’accesso alla formazione, al lavoro e persino agli strumenti più elementari della vita digitale quotidiana.

È proprio dentro questo divario che nasce “Zenit”, il nuovo bando promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale, che mette sul tavolo 6 milioni di euro per sostenere percorsi di inclusione sociale e lavorativa dedicati alle persone con disabilità e/o invalidità. 

Non si tratta soltanto di un finanziamento. È, prima di tutto, un messaggio culturale e sociale: il digitale non può diventare un privilegio per pochi, ma deve trasformarsi in uno strumento di autonomia, dignità e partecipazione.

Tutto sul bando dedicato all’inclusione digitale

Il bando punta, infatti, a sostenere progetti innovativi capaci di sviluppare competenze digitali, sia di base che avanzate, accompagnando le persone verso il lavoro, l’autonomia personale e una piena cittadinanza sociale. L’iniziativa nasce da un protocollo d’intesa tra il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale e il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. 

Dietro il bando ci sono numeri che raccontano una distanza ancora troppo ampia. Secondo i dati richiamati dal Fondo, nel 2025 solo il 54,3% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali almeno di base, ben lontano dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030. Per le persone con disabilità il gap diventa ancora più evidente: l’utilizzo regolare di Internet resta inferiore rispetto alla popolazione generale, soprattutto nei casi di disabilità grave. 

Eppure, oggi il digitale significa tutto: cercare lavoro, prenotare una visita, studiare, comunicare, partecipare alla vita pubblica, accedere ai servizi. Restarne esclusi vuol dire rischiare un isolamento doppio, sociale ed economico.

Bando Zenit: saranno finanziati progetti per persone tra i 16 e i 67 anni

Zenit” prova allora a cambiare prospettiva. Non assistenzialismo, ma opportunità. Non semplice sostegno, ma strumenti concreti per costruire indipendenza. I progetti potranno coinvolgere persone tra i 16 e i 67 anni, occupate, disoccupate o inattive, comprese persone con disabilità fisica, motoria, sensoriale, intellettiva, psichica o plurima, oltre a invalidi civili, invalidi del lavoro e categorie protette. 

Il cuore dell’iniziativa è anche nel metodo: il bando chiede partenariati tra enti pubblici, Terzo settore e realtà private, nella convinzione che l’inclusione vera non possa essere delegata a un solo soggetto ma debba diventare responsabilità collettiva. 

In un Paese che spesso parla di innovazione soltanto in termini tecnologici, “Zenit” ricorda invece una verità semplice ma fondamentale: la modernità non si misura dalla velocità della connessione, ma dalla capacità di portare tutti dentro il cambiamento.

Perché una società davvero digitale è tale solo quando nessuno resta indietro

Ultimi Articoli

Condividi Articolo