La regione Piemonte si afferma ancora una volta come laboratorio d’avanguardia nell’ambito inclusione sociale, dimostrando che l’accesso alla cultura non è un lusso, ma un diritto fondamentale e, soprattutto, un efficace strumento terapeutico. Al centro di questa rivoluzione si colloca “La Cultura che Cura: costruire una casa della Cultura Inclusiva”, un progetto ambizioso promosso dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza.
Nato dalla vittoria di un bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con la Regione Piemonte, l’iniziativa ha fatto dei veri passi in avanti nel corso degli anni, dal 2023 ad oggi, diventando un vero e proprio marchio registrato e un modello strategico, pronto a essere condiviso e replicato da altri enti e istituzioni.
L’obiettivo è chiaro: fare della proprie conoscenze un ponte verso l’inclusione e il benessere e ciò è ancora più chiaro se andiamo ad analizzare gli ultimi obiettivi raggiunti dall’associazione, presenti nel “Report del Progetto- Settembre 2025”.
Indice articolo
La casa della cultura inclusiva: un modello di sviluppo sostenibile
L’iniziativa ha dato vita, in primis, a una “Casa della Cultura Inclusiva” sul territorio regionale, non intesa solo come luogo fisico, ma come strumento catalizzatore per coinvolgere individui in condizioni di fragilità, sia materiale che psicologica. L’impianto ideologico è saldamente ancorato all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, rispondendo direttamente a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. In particolare, il progetto si concentra sul pilastro della salute e benessere, sul tema dell’educazione di qualità, sulla promozione dell’uguaglianza di genere e sulla riduzione delle diseguaglianze.
Una rete virtuale per l’accesso universale
Per trasformare questa visione in realtà tangibile, il progetto ha creato altresì una vasta rete operativa, connettendo luoghi fisici e virtuali in tutto il Piemonte. La logica è quella della co-progettazione e della sinergia tra associazioni culturali, enti e servizi territoriali. Famiglie con bambini, anziani, studenti, giovani e persone in difficoltà economica o fisica sono il pubblico di riferimento di percorsi pensati per creare inclusione e benessere diffuso.
Il cuore digitale di questa iniziativa è la piattaforma dotata di intelligenza artificiale, www.culturachecura.it. Uno strumento innovativo che svolge la duplice funzione di mappare in tempo reale tutte le opportunità associate alle realtà disponibili in regione e di individuare i servizi gratuiti già programmati.
Dal teatro al museo: un vasto catalogo di inclusione
La piattaforma, che si avvale del patrocinio della Commissione Regionale Pari Opportunità, ha messo a sistema un impressionante elenco di luoghi di produzione culturale. Tra questi, figurano istituzioni di prestigio come il Teatro Stabile di Torino, il Museo Egizio, la Fondazione Torino Musei e il Museo Nazionale della Montagna.
L’offerta si estende dai teatri ai musei, dai cinema (come l’Aiace e il Museo del Cinema) fino alle camminate nel verde verso aree archeologiche e diversi siti, ed è realizzata anche con il coinvolgimento di associazioni ambientaliste come “Pro Natura”. Un ruolo di spicco nella valorizzazione dell’accesso agli studi è stato rivestito dalla Fondazione Università Collegio Einaudi.
Attraverso il suo contributo, il progetto ha potuto mettere in luce il ruolo cruciale dei benefattori e, in particolare, la figura delle “donne exempla”.
Il modello del “biglietto sospeso”
Per garantire la massima fruibilità, il progetto ha introdotto la logica del “Biglietto Sospeso”, ispirato alla tradizione partenopea del “Caffè Sospeso“. Questo meccanismo consente una circolarità economica e sociale: chiunque può donare un biglietto a un luogo di cultura, che viene poi utilizzato gratuitamente da un cittadino fragile. Il flusso di denaro si traduce direttamente in benefici per l’inclusione e per il benessere psico-fisico della comunità.
La piattaforma facilita ulteriormente questo circolo grazie alla funzionalità “DONA ORA”, che permette, anche con una piccola offerta, di alimentare il sapere come motore di inclusione, in linea con lo slogan europeo: “la cultura è fonte di benessere e salute per tutti“.
Azioni concrete per la consapevolezza
A livello comunicativo e formativo, il progetto ha realizzato due iniziative di grande impatto. La prima è il gioco di ruolo analogico “DONNE EXEMPLA”, strumento psicologico e relazionale ideato per scuole secondarie e università. L’obiettivo è comunicare il potenziale trasformativo del gioco per riflettere sul ruolo della donna nella società e il suo riscatto attraverso la cultura.
La seconda è l’istituzione del Premio Annuale di Solidarietà della Cultura “DONNE EXEMPLA”, un riconoscimento dedicato a quelle donne che si distinguono per l’impegno a favore del diritto all’istruzione e all’accesso al loro sapere.

La visione della presidentessa dell’associazione
Il senso profondo del progetto e la sua ambizione sono stati riassunti da Maria Luisa Reviglio della Veneria, presidente dell’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza.
La presidentessa ha chiarito che il progetto non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un più ampio contesto di politiche europee sulla cultura, nate dall’applicazione dell’Agenda 2030 dell’ONU e sostenute da fondazioni e dal Terzo Settore.
In questo scenario, il ruolo dell’Assessorato alle politiche sociali della Regione Piemonte si rivela cruciale, tracciando una “via della nuova socialità” per le persone fragili, una via che passa attraverso la rivalutazione del sapere. La Professoressa Reviglio della Veneria sottolinea con forza la trasformazione del concetto: la cultura non è più un fine, ma diventa “strumento e ponte“ che consente alle persone di vivere in modo “più allegro, più significante“.
L’espressione “casa della cultura inclusiva” racchiude quindi l’idea di una rete virtuale e reale dove operatori culturali e cittadini, incluse le persone con varie fragilità, possano trovare risposte concrete alle loro esigenze. Si tratta, in sostanza, di costruire un luogo virtuale immenso che connetta tutti i luoghi reali, offrendo a chiunque la possibilità di accedere al benessere attraverso l’arte e il sapere.







