L’AI sta cambiando il mondo e pure il nostro approccio al lavoro. Anche il Terzo settore non può esimersi dall’entrare in contatto con l’intelligenza artificiale. Anzi, dovrà aggiornarsi velocemente per rispondere alle nuove sfide. Dalla progettazione al crowdfunding, passando per le campagne sociali e il miglioramento dei processi. Per capire come i protagonisti del non profit stiano interagendo con la nuova tecnologia, risorse.news ha chiesto a Veronica Taricco dell’Ufficio Eventi e Comunicazione della Fondazione Educatorio della Provvidenza di raccontare la sua esperienza, la sua visione ed il percorso formativo o di aggiornamento delle competenze intrapreso.
Il Terzo settore opera ormai in un mondo profondamente connesso e in costante digitalizzazione; per questo, l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche non è più un’opzione, ma una necessità strategica per mantenere la propria rilevanza e massimizzare l’impatto sociale.
È con questa consapevolezza che ho deciso di partecipare al percorso formativo “Terzo Settore e Intelligenza Artificiale (AI): Potenzialità e prospettive concrete“. Questo ciclo di 6 workshop in presenza, svoltosi da giugno a ottobre, è stato organizzato da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETS e Fondazione CRT nell’ambito delle azioni previste dall’Agenda della Disabilità.
Quello che mi ha spinto a iscrivermi è stata la promessa di sperimentare piattaforme e strumenti concreti, anziché soffermarsi solo su un’analisi teorica. In ogni sessione, le aspettative sono state pienamente rispettate, e ho avuto modo di toccare con mano come l’AI possa davvero rivoluzionare il nostro modo di lavorare, permettendoci di essere più incisivi e di raggiungere i nostri obiettivi con maggiore impatto.

Indice articolo
Un percorso pensato per le organizzazioni
Il programma ha offerto una panoramica completa delle applicazioni dell’AI, coprendo aree fondamentali per il Terzo Settore: dalla scrittura assistita e lo storytelling organizzativo alla redazione del bilancio sociale, dallo sviluppo web fino alle strategie di fundraising. Il punto di forza dei workshop è stato l’approccio esperienziale e mirato ai risultati.
Esperti e accademici non si sono limitati a illustrare la complessità dell’AI, ma l’hanno tradotta in strumenti subito utilizzabili, rendendoli accessibili anche a chi non è un addetto al settore. Inoltre, il supporto non si è esaurito in aula: ogni incontro è stato seguito da una consulenza personalizzata ex post con i formatori, un’opportunità per chiarire dubbi e perplessità e garantire un reale approfondimento degli utilizzi pratici dell’AI.

AI e comunicazione sociale: il “collega digitale”
Chi lavora nella comunicazione sociale conosce bene le sfide di ogni giorno: raccontare progetti, costruire fiducia, mantenere trasparenza con i donatori e coinvolgere comunità sempre più diversificate. Partecipare a un percorso di questo tipo significa confrontarsi con nuove modalità di lavoro, capaci di rendere più efficaci attività spesso impegnative come la scrittura di report, la preparazione di campagne di raccolta fondi o l’analisi dei dati.
Non si tratta di sostituire la sensibilità umana con algoritmi, ma di imparare a usare l’AI come se fosse un “collega digitale”: uno strumento che accelera la produzione di testi, organizza informazioni complesse, facilita la creazione di contenuti accessibili.
Un’occasione di incontro e confronto tra realtà del Terzo Settore
Oltre alla formazione tecnica, un valore aggiunto fondamentale del percorso è stata la possibilità di fare rete. Durante la pausa pranzo e all’inizio di ogni incontro, i partecipanti hanno avuto a disposizione spazi dedicati al confronto e allo scambio di esperienze. Queste occasioni informali si sono trasformate in veri e propri momenti di networking, superando l’isolamento tipico di molte realtà. Enti, associazioni e professionisti del non profit, tutti accomunati dalla volontà di innovare il proprio modo di operare nel sociale attraverso l’Intelligenza Artificiale, hanno potuto gettare le basi per future sinergie e collaborazioni.

Una sfida di innovazione sociale grazie all’AI
Per il Terzo Settore, l’Intelligenza Artificiale non è una moda tecnologica, ma una risorsa strategica capace di liberare tempo, ottimizzare processi e concentrare le energie su ciò che conta davvero: le relazioni, i progetti e le persone. Questi workshop hanno mostrato come l’AI possa diventare un vero moltiplicatore d’impatto sociale, aiutando le organizzazioni a raggiungere più persone e a promuovere un futuro più equo e inclusivo. Come sottolineano i promotori, l’innovazione deve essere accessibile e condivisa: non basta conoscere l’AI, occorre imparare a usarla con responsabilità per abbattere barriere, progettare servizi inclusivi e rafforzare la fiducia dei cittadini verso il non profit.
Esplorare le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale non deve far paura: essa è una risorsa al servizio delle persone e il nostro compito è saperla gestire con la dovuta consapevolezza e attenzione per il bene della nostra missione.
Il vero progresso si compie quando la tecnologia, intesa come mezzo e non come fine ultimo, catalizza il potenziale umano, permettendo di liberare energie preziose da dedicare interamente alla comunità e, quindi, alle persone.
Testo a cura di:
Veronica Taricco
Ufficio Eventi e Comunicazione Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS




