Maratona di Roma, una nuova era fino al 2031: le voci dei protagonisti al Premio Città di Roma

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Maratona di Roma, una nuova era fino al 2031: le voci dei protagonisti al Premio Città di Roma

Roma non smette mai di correre, e non lo farà almeno fino al 2031. La notizia del rinnovo della concessione per l’organizzazione della maratona capitolina segna l’inizio di una nuova era per lo sport nella Città Eterna. L’Associazione Temporanea d’Imprese (ATI), composta da Infront Italy, Corriere dello Sport e SSD Rome Marathon Runners, ha ricevuto il mandato per gestire l’evento per i prossimi cinque anni, un arco temporale che permette di pianificare con una lungimiranza rara nel panorama sportivo italiano.

In occasione della dodicesima edizione del “Premio Città di Romatargato OPES, ai microfoni di Risorse.news sono intervenuti i due volti principali di questa macchina organizzativa: Daniele Quinzi, Direttore Marketing del Corriere dello Sport, e Lorenzo Benfenati, Senior Manager di Infront. Le loro parole non descrivono solo un evento sportivo, ma un progetto di crescita urbana e sociale che punta a portare l’Urbe sul tetto del mondo del running.

L’obiettivo 2027: abbattere il muro dei 40.000

Il primo passo di questo lungo cammino ha già una data certa: il 14 marzo 2027. Ma non è solo una questione di calendario. Lorenzo Benfenati è stato chiaro nell’esporre la filosofia che guida il team: “Ogni anno l’obiettivo è alzare l’asticella, fare meglio, portare l’evento a essere qualitativamente migliore. Nonostante i successi già ottenuti dalla maratona romana, la sfida resta ardua. “Sembra difficile ma ci proveremo perché è già stato fatto tanto”, spiega il Senior Manager di Infront, sottolineando come il miglioramento debba essere sia qualitativo che quantitativo.

I dati dell’ultima edizione sono impressionanti: 36.000 iscritti raggiunti con ben quattro mesi di anticipo rispetto alla gara, un sold out storico che ha cambiato la percezione della manifestazione. Ma Benfenati guarda già oltre: “Quest’anno il sogno è quello di rompere il muro delle 40.000, 45.000 presenze. Quelli sono i numeri giusti per una grande maratona internazionale. Crescere fa bene a tutti: significa portare ogni partecipante al traguardo con il sorriso e regalare una giornata di festa autentica all’intera città”.

Un’ambizione globale: 160 Paesi sotto il Colosseo

Se Benfenati si concentra sulla crescita numerica e organizzativa, Daniele Quinzi allarga l’orizzonte alla visione strategica a lungo termine. Il percorso compiuto finora è stato straordinario: la maratona è passata dai 7.000 partecipanti delle fasi iniziali ai numeri record delle ultime edizioni: “Noi siamo parecchio ambiziosi – ammette Quinzi -. È complesso definire un singolo obiettivo a lungo termine perché lo stiamo costruendo giorno dopo giorno, ma la direzione è chiara.”

La chiave del successo risiede nell’internazionalizzazione. Oggi la Run Rome The Marathon ospita corridori provenienti da 160 diversi Paesi, un dato che Quinzi definisce come “la chiave della stretta di mano oggettiva. Questo significa che il valore del lavoro svolto è riconosciuto a livello mondiale e non solo entro i confini nazionali. 

L’obiettivo dichiarato è ambizioso quanto suggestivo: “Vogliamo fare in modo che tutto il mondo parli della nostra Maratona, perché Roma è sicuramente la città più bella del mondo e non c’è un motivo per cui questo non debba accadere.”

Il rinnovo fino al 2031 non è dunque un semplice passaggio burocratico, ma la possibilità di consolidare un brand che unisce la storia millenaria della Capitale alla modernità di una competizione d’élite. L’indotto economico per la città, già oggi stimato in decine di milioni di euro, è destinato a crescere insieme al prestigio della corsa.

Lo sport come metafora della vita

Oltre ai numeri, ai contratti e alle strategie di marketing, resta l’essenza stessa dello sport. Al termine dell’intervista, ai due rappresentanti è stato chiesto quale messaggio volessero lanciare a chi, ogni giorno, vive e promuove l’attività sportiva. La risposta è stata una sintesi perfetta della filosofia che anima l’evento, un concetto che trascende la competizione agonistica per diventare insegnamento universale.

Lo sport è la più grande metafora della vita”, hanno dichiarato congiuntamente, concludendo con una riflessione che ogni runner porta nel cuore durante i chilometri di allenamento solitario: “Se ti alleni e fatichi, arrivano i risultati. È sintetico ma è esattamente così”.

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