L’approvazione della convenzione tra la Regione Marche e il CSV Marche ETS ufficializza il ritorno di “Ci sto? Affare fatica! Facciamo il bene comune”, l’iniziativa dedicata alla promozione della cittadinanza attiva tra i più giovani. La giunta guidata da Francesco Acquaroli ha stanziato 520 mila euro, finanziati attraversi il Fondo Nazionale per le Politiche giovanili 2024-2026 e risorse generali, con l’intento di coinvolgere anche per l’annualità 2026 adolescenti, giovani under 21 e under 35 in attività di volontariato e cura dei beni comuni.
Avviato nel 2020, “Ci sto? Affare fatica” ha assurto la status di buona pratica nazionale. Di anno in anno, il numero di partecipanti desiderosi di impiegare il proprio tempo libero in attività di volontariato, come la riqualificazione degli spazi pubblici, la cura del territorio e la collaborazione con le comunità locali, è cresciuto costantemente. Nel 2025, ad esempio, a fronte di 2270 posti disponibili sono pervenute 3.597 candidature. Numeri importanti che testimoniano la spiccata sensibilità del target giovanile verso la solidarietà e il desiderio di rendersi utile, compiendo delle buone e semplici azioni.
Indice articolo
Un “buono” per chi partecipa a “Ci sto? Affare fatica”
Anche nel 2026 le attività vedranno il protagonismo dei Comuni (nel 2025, gli Enti locali aderenti sono stati 117, di cui 22 nuovi rispetto al 2024), delle scuole e degli Enti di formazione professionale. Fondamentale, naturalmente, il supporto delle organizzazioni del Terzo settore, che metteranno a disposizione tutor e “handyman”, figure adulte con competenze tecniche e di animazione in grado di seguire ed accompagnare le squadre di volontari nelle diverse attività.
In cambio del tempo dedicato, le ragazze e i ragazzi di “Ci sto? Affare fatica” riceveranno un “buono fatica” del valore di 75 euro da spendere in spese alimentari, abbigliamento, libri scolastici, sport e tempo libero.
“Con questo progetto – ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche giovanili, Tiziano Consoli, tramite una nota stampa – vogliamo offrire ai giovani un’occasione concreta per mettersi in gioco e sentirsi parte attiva della comunità. La cura dei beni comuni non è solo un’attività pratica, ma un percorso educativo che aiuta a sviluppare senso civico, responsabilità e partecipazione.”
Come ha ricordato l’assessore regionale Consoli, l’obiettivo della Giunta è quello di continuare a rafforzare una rete territoriale capace di valorizzare il volontariato, la partecipazione e il senso di appartenenza alla comunità.
Un’iniziativa che risponde ad un’esigenza particolare
“Ci sto? Affare fatica” risponde anche ad un’altra precisa esigenza: rilanciare il volontariato in momento critico. Stando all’ultima rilevazione ISTAT, dal 2013 al 2023, la quota di persone che dedicano il proprio tempo libero ad attività volte a promuovere il bene comune è drasticamente diminuita. Il Centro Italia è la zona che ha fatto registrare la perdita più significativa: in questo arco temporale di 10 anni, i volontari attivi all’interno delle organizzazioni sono passati dall’essere il 7,9% della popolazione al 5,8%.
Il calo colpisce anche il volontariato non organizzato. Sebbene il valore percentuale di 4,9 sia in linea con la media nazionale, il dato è inferiore rispetto a quello del 2013, quando la percentuale di cittadini over 15 che offriva aiuti diretti a persone esterne alla propria famiglia, alla comunità e all’ambiente era pari al 6,8%.
L’iniziativa finanziata con 520 mila euro dalla Regione Marche interviene quindi per tamponare l’emorragia di volontari in età scolare. In 10 anni, le associazioni non-profit e le organizzazioni di Terzo settore italiane hanno perso il 4% del target tra i 15 e i 19 anni, mentre nel volontariato non organizzato è stata registrata una battuta d’arresto più contenuta: -0,9%. Dati che necessitano di nuovi modelli di partecipazione attiva, proprio come “Ci sto? Affare fatica”.





