Michela Cota alla Partita del Cuore Pro: “Basta con l’inclusione parlata e non fatta”

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Michela Cota

Michela Cota, capitana della Roma Blind Football e tifosa giallorossa, ha dato il calcio d’inizio della Partita del Cuore Pro, trasformando un gesto simbolico in un segnale concreto. Presente all’evento promosso da Arturo Mariani e Simone Perrotta, Cota ha voluto sottolineare che lo sport può essere strumento di prevenzione, inclusività e comunicazione corporea: “Non conta quello che ho fatto in campo, ma conta esserci, contano il cuore, la passione e il divertimento”, ha dichiarato la capitana. 

Dalla citazione del Piccolo Principe alla “lingua dei piedi”, il suo messaggio è semplice e netto: l’inclusività deve smettere di essere soltanto una parola e diventare azione quotidiana. Risorse.news ha voluto intervistarla per approfondire non solo il valore della giornata, ma anche gli aspetti concreti legati all’inclusività e alla proabilità.  L’incontro mette in luce come iniziative di questo tipo possano tradursi in azioni quotidiane concrete, grazie anche alla partecipazione attiva di tutti, affinché l’inclusione non resti più una parola vuota ma diventi una realtà effettiva.

 

Michela Cota e la Partita del Cuore Pro

La partita di oggi può mandare diversi messaggi riguardo alla sensibilizzazione: il primo è che lo sport previene. Previene azioni negative, comportamenti legati a fenomeni che non sono buoni e, quindi, soprattutto promuove l’inclusività”, dice l’atleta. Tuttavia, Michela Cota afferma che bisogna distinguere le parole dai fatti: “Basta con questa inclusione parlata e non dimostrata coi fatti. L’inclusione è solo una parola con cui riempirsi la bocca, l’inclusività invece è un dato di fatto”.

Richiamando la celebre frase de Il Piccolo Principe (“Non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi”) e i messaggi sulla pro-abilità e la valorizzazione della specificità visiva, Cota risponde che la citazione le è molto vicina e spiega che chi usa la vista come unico metro di giudizio, come le persone “ottico-centriche”, rischia di trascurare gli altri sensi e di perdere la ricchezza dell’esperienza umana.

Per lei è, invece, un processo più complesso: “La mia mente funziona così: sentire, progettare, pensare ed esprimersi. Prima di dire una cosa contiamo fino a centomila, non a dieci”. In queste parole si riassume la sua idea di proabilità: il riconoscimento che l’accessibilità e la pratica sportiva richiedono sensibilità, progettazione e tempo per trasformare l’empatia in azione concreta. 

Michela Cota - calcio di inizio alla Partita del Cuore Pro
Michela Cota – calcio di inizio alla Partita del Cuore Pro

Il ruolo del calcio e i suoi colori: “Io i colori li sento. Li vedo sentendoli”

Capitana della Roma Blind Football, Michela Cota parla anche dei “sette sensi” che guidano l’attività sportiva del calcio. Il calcio per non vedenti richiede fiducia nella guida e capacità di ascolto, ma anche una sensibilità tattile e corporea che supera la centralità della vista. “Io mi esprimo con i piedi, con la lingua dei piedi”, dichiara Cota, richiamando le parole di Francesco Totti, che per lei è più che un maestro, è una cura: “Francesco Totti dice ‘Io con i piedi mi esprimo più che con le parole’, per me è lo stesso. Vorrei continuare ad esprimermi con i piedi”. 

La divisa giallorossa – confessa – è la sua seconda pelle: “Il fatto che io sia capitana non mi identifica al 100 percento, ma quella è la mia seconda pelle. Da tifosa romanista porterò sempre avanti i colori giallorossi, perché io i colori li sento, li vedo sentendoli; non c’è bisogno di vederli con gli occhi”.

Michela Cota: “Lo sport previene tutto”

Il messaggio che emerge dall’intervista di Michela Cota alla Partita del Cuore Pro è dunque duplice e chiaro: lo sport come strumento di prevenzione sociale e inclusione reale, e la necessità di superare visioni limitate della diversità. Partecipare è già un atto di cambiamento, tuttavia, affinché la partecipazione sia efficace, deve tradursi in pratiche concrete che valorizzino tutti i sensi e tutte le persone.

In una società che spesso proclama valori senza metterli in pratica, la presenza di atleti come Michela Cota su un campo ricorda quanto le parole possano essere trasformate in fatti attraverso il gioco, la condivisione e l’esperienza diretta. “Divertitevi – conclude Cota – perché lo sport previene tutto”. 

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