Da quando Maria Teresa Bellucci ha assunto il ruolo di Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che tra i principali obiettivi del suo mandato sarebbero stati presi provvedimenti importanti dedicati alla terza età.
Lo aveva raccontato anche a noi di risorse.news in occasione di un’intervista realizzata proprio a pochi giorni dall’insediamento del Governo Meloni. “Siamo la prima Nazione in Europa per numero di anziani, la seconda nel mondo dopo il Giappone e abbiamo un ritardo più che ventennale rispetto alle riforme strutturali in favore degli anziani” aveva detto, portando quindi al centro le criticità legate al mondo dell’assistenzialismo, ma anche a quello delle politiche dedicate alle persone anziane.
A gennaio del 2024 annunciava oltre un miliardo di euro stanziato per il Patto della Terza Età, una legge che “ha il potenziale per costituire una ‘pietra miliare’, perché dà il via a un nuovo welfare per le persone anziane, più inclusivo, più semplice e soprattutto più giusto”.
A distanza di alcuni mesi, un nuovo passo in avanti in questa direzione. Bellucci, tramite i propri canali ufficiali, ha riferito dell’avvio di un confronto con le parti sociali per la redazione del “Piano Nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana”.
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Piano Nazionale Invecchiamento Attivo: l’annuncio di Maria Teresa Bellucci
“Oggi, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha scritto il Viceministro in una nota ufficiale lo scorso 10 luglio – abbiamo avviato il confronto con le parti sociali, gli ETS e le categorie professionali di rappresentanza del settore sulla redazione del primo ‘Piano Nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana’”.
In breve, il Governo andrà a introdurre, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un documento di matrice politica e programmatica in grado di orientare le azioni stesse dell’esecutivo, ma anche di regioni, enti locali e del terzo settore “nella tutela del benessere e della dignità della vita degli anziani”.
Si aggiunge perciò un altro tassello alla riforma della terza età, che intende gettare le fondamenta per costruire un sistema di welfare sempre più accogliente e inclusivo, che faccia in modo che nessuno resti indietro e che, soprattutto, consenta di rispettare la dignità di ogni singolo individuo. Per Bellucci, come ha più volte condiviso, significa guardare con concretezza ai “bisogni delle persone e delle famiglie”.
L’avvio di un dialogo sul tema con gli enti di Terzo Settore e le parti sociali mette in luce, ancora una volta, la volontà del Viceministro e del Governo stesso di avere un filo diretto con chi opera per garantire alla comunità una serie di servizi utili nell’ambito delle politiche sociali.
I temi al centro dell’incontro con ETS e parti sociali: dalla sanità alle misure economiche da introdurre
Come riferisce la vicepresidente del consiglio Nazionale dell’ordine degli assistenti sociali, Mirella Silvani, durante l’incontro sono stati posti al centro diversi temi tra cui la “dimensioni sociale e antropologica che determinano la condizione della popolazione anziana e le sue aspettative”.
Inoltre, il bisogno di non sottovalutare più le “politiche integrate sanitarie e sociali, del lavoro, dell’abitare, della formazione”. Il tutto guardando anche alla riqualificazione di spazi e all’arginare il più possibile la solitudine e l’abbandono delle persone anziane, anche valutando misure di natura economica utili alla causa.
Non a caso, riprendendo le parole dell’On. Bellucci in occasione dell’annuncio relativo alla riforma per la Terza Età, è stata prevista dal Governo “la prestazione universale che ha l’obiettivo di mettere in protezione gli anziani non autosufficienti più fragili e a più basso reddito, portando a 1.380 euro mensili il sostegno economico per garantire servizi e cure, aumentando così del 200% l’indennità di accompagnamento”.





