Roma guarda al 2040: l’Italia torna a sognare le Olimpiadi estive

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Roma guarda al 2040: l’Italia torna a sognare le Olimpiadi estive

Dopo Milano-Cortina si riapre il dibattito su una candidatura olimpica italiana. Tra infrastrutture già esistenti, grandi eventi organizzati con successo e il sostegno del mondo sportivo, Roma valuta la corsa ai Giochi del 2040.

L’eco delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina non si è ancora spenta e già si guarda oltre. L’Italia, reduce dall’entusiasmo dei Giochi e con lo sguardo rivolto anche alle Paralimpiadi, torna a interrogarsi su una prospettiva ambiziosa: riportare nel Paese le Olimpiadi estive, magari nel 2040.

Il dibattito è tornato a farsi concreto nelle ultime settimane, coinvolgendo istituzioni, mondo sportivo e politica. L’idea è quella di capitalizzare il successo organizzativo dei grandi eventi sportivi ospitati negli ultimi anni e rilanciare il ruolo dell’Italia nel panorama olimpico internazionale.

A riaccendere la discussione è stato il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha indicato chiaramente la strada: una possibile candidatura italiana, con Roma come sede naturale.

«Credo che ci siano tutti i requisiti per preparare una candidatura, è chiaro che il Coni è uno degli stakeholder, dev’essere condivisa assolutamente con il ministro Abodi e con il governo», ha dichiarato Buonfiglio. «A Roma c’è una percentuale di impianti già realizzata, credo che il nostro Paese meriti un’altra Olimpiade estiva».

Olimpiadi estive a Roma: quali sono gli elementi a favore?

Secondo il numero uno dello sport italiano, un evento olimpico rappresenterebbe molto più di una competizione: sarebbe uno strumento di sviluppo capace di generare turismo, economia e nuovi investimenti infrastrutturali. Una prospettiva che richiederebbe però una pianificazione lunga e condivisa tra governo, istituzioni locali e sistema sportivo.

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha chiuso la porta all’ipotesi. Commentando la possibilità di una candidatura italiana ai Giochi estivi, la premier ha mantenuto un atteggiamento prudente ma aperto: «Le Olimpiadi estive in Italia? Vediamo, una cosa alla volta».

Il riferimento temporale più realistico appare oggi quello del 2040. Per l’edizione del 2036, infatti, diverse città hanno già avanzato la propria candidatura: Istanbul, Ahmedabad, Santiago e Doha sono tra le più attive nella corsa ai Giochi. In Europa si muovono anche Berlino e Madrid, mentre Roma potrebbe inserirsi nella competizione nei prossimi anni con un progetto strutturato.

La Capitale avrebbe dalla sua diversi elementi favorevoli. A partire dalla presenza di infrastrutture sportive già esistenti, come lo Stadio Olimpico e l’area del Foro Italico, che negli ultimi anni hanno ospitato grandi eventi internazionali: dai Mondiali di nuoto agli Europei di atletica. Proprio il Foro Italico è al centro di un piano di riqualificazione guidato da Sport e Salute, che potrebbe trasformare il centrale del tennis in un moderno palazzetto multisport.

Non è un dettaglio secondario neppure la competitività dello sport italiano. Negli ultimi anni gli atleti azzurri hanno conquistato medaglie in numerose discipline olimpiche, garantendo un forte coinvolgimento del pubblico e un interesse diffuso durante i Giochi.

Quali sono le sfide che dovranno affrontare l’Italia e la Capitale?

Ma accanto alle opportunità non mancano le sfide. Organizzare un’Olimpiade richiede investimenti ingenti, una governance stabile e un piano infrastrutturale coerente. Tra i nodi aperti c’è anche quello degli impianti sportivi legati agli Europei di calcio del 2032, che potrebbero intrecciarsi con eventuali progetti olimpici.

Per ora si tratta di un orizzonte ancora lontano, ma il dibattito è ormai avviato. L’Italia ha già dimostrato di saper organizzare grandi eventi sportivi e di saperli trasformare in una vetrina internazionale. La vera domanda, oggi, non è solo se Roma possa candidarsi, ma se il Paese sia pronto a costruire una visione di lungo periodo capace di portare i cinque cerchi di nuovo sotto il cielo italiano.

Il 2040 può sembrare distante. Ma, nel mondo olimpico, è esattamente il tempo necessario per trasformare un’idea in un progetto.

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