RUNTS, l’aggiornamento annuale dei dati: un adempimento che misura la salute del Terzo settore

Terzo settore

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terzo settore, le scadenze da presentare nel runts entro il 30 giugno

C’è una scadenza che, anno dopo anno, torna a interrogare la vita reale degli enti del Terzo settore: entro il 30 giugno, le Organizzazioni di volontariato (OdV) e le Associazioni di promozione sociale (Aps) sono chiamate ad aggiornare nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) i dati relativi al numero di associati, volontari e lavoratori, con riferimento alla situazione al 31 dicembre dell’anno precedente.

Non si tratta di un mero adempimento burocratico. L’aggiornamento annuale dei dati rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la riforma del Terzo settore cerca di tenere insieme trasparenza, affidabilità e coerenza tra la natura associativa degli enti e la loro effettiva organizzazione.

Il RUNTS, infatti, non è soltanto un registro pubblico: è il luogo in cui prende forma l’identità giuridica degli Enti del Terzo settore (ETS). Ed è proprio attraverso informazioni come il numero dei soci, dei volontari e dei lavoratori che si può comprendere se un ente continua a rispettare i requisiti previsti dal Codice del Terzo settore.

Nel dettaglio, l’aggiornamento riguarda innanzitutto la base associativa. OdV e Aps devono comunicare quanti sono gli associati, distinguendo tra persone fisiche ed eventuali enti aderenti. Un dato tutt’altro che secondario, perché la normativa stabilisce soglie minime precise: almeno sette persone fisiche oppure tre enti del medesimo tipo. Il venir meno di questi requisiti non è neutro: se non viene sanato entro i termini previsti, può portare alla cancellazione dal RUNTS.

I dati per le organizzazioni del Terzo settore da presentare entro il 30 giugno: l’aggiornamento dei volontari

Accanto agli associati, il legislatore guarda con attenzione ai volontari, che costituiscono il cuore pulsante di OdV e Aps. Il numero dei volontari iscritti nel registro interno dell’ente deve essere aggiornato ogni anno, così come quello dei volontari eventualmente messi a disposizione da enti associati. È una fotografia necessaria per verificare che l’attività dell’ente resti coerente con la sua natura solidaristica e non venga snaturata da un eccessivo ricorso al lavoro retribuito.

Ed è proprio sul rapporto tra volontari e lavoratori che si innestano alcune delle novità normative più rilevanti degli ultimi anni. Anche il numero dei lavoratori dipendenti o parasubordinati deve essere comunicato al RUNTS entro il 30 giugno. Il Codice del Terzo settore, pur riconoscendo la possibilità di avvalersi di personale retribuito, ribadisce infatti il principio della prevalenza dell’attività volontaria, elemento distintivo soprattutto per OdV e Aps.

In questo quadro si inseriscono le modifiche introdotte dalla Legge n. 104 del 2024, che ha aggiornato alcune soglie e criteri, in particolare per le Aps, ampliando i margini di utilizzo del lavoro retribuito ma senza mettere in discussione l’equilibrio complessivo tra dimensione associativa e organizzazione professionale. Un cambiamento che rende ancora più importante la correttezza dei dati inseriti nel RUNTS, perché da quei numeri dipende anche la verifica del rispetto dei limiti di legge.

Scadenza del 30 giugno: un momento di verifica annuale

L’adempimento del 30 giugno va letto, quindi, non come un semplice “obbligo informativo”, ma come un momento di verifica annuale dello stato di salute dell’ente. Un passaggio che diventa ancora più significativo in una fase di transizione del sistema, segnata anche dalla progressiva chiusura dell’esperienza delle ONLUS e dal completamento del processo di iscrizione al RUNTS come unico perimetro giuridico del Terzo settore.

Aggiornare correttamente i dati significa tutelare l’ente stesso: dalla piena legittimazione a operare, all’accesso ai benefici fiscali, ai contributi pubblici e alle opportunità di coprogettazione con le istituzioni. Ma significa anche contribuire a costruire un sistema più leggibile e credibile, in cui il Terzo settore possa continuare a svolgere il suo ruolo sociale con riconoscibilità e fiducia.

In definitiva, dietro la scadenza del 30 giugno non c’è solo una pratica da inviare online, ma una responsabilità più ampia: quella di raccontare, attraverso dati veri e aggiornati, chi sono oggi le organizzazioni che animano il volontariato e la promozione sociale nel nostro Paese.

 

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