Settembre, il mese in cui inizia tutto. Auguri alla scuola e allo sport

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Settembre, il mese in cui inizia tutto

A quelli che aspettano il ritorno a scuola e alla loro sana passione sportiva. A coloro che, con trepidazione, contano le ore che li separano dal riabbracciare amici, compagni di classe o di squadra. Alle bambine e ai bambini che hanno sete di apprendere e di diventare grandi. A chi inizia un nuovo ciclo scolastico o si avvicina ad un nuovo sport. Ma anche a chi è curioso di conoscere nuove persone, insegnanti e tecnici e di sapere che cosa riserverà questo mese in cui inizia tutto. Questo articolo è tutto per loro e per settembre. Ma soprattutto, per due agenzie educative che hanno ruoli e caratteristiche differenti: la scuola e lo sport.

Dall’8 settembre riaprono le scuole, tutte le novità

L’estate e il ricordo delle vacanze rimarranno addosso a quasi 7 milioni di bambini e ragazzi (134 mila in meno rispetto ad un anno fa) ancora per qualche giorno. Poi, a partire dall’8 settembre, quando ritorneranno sui banchi di scuola gli studenti della provincia autonoma di Bolzano, diventeranno un ricordo sempre più sbiadito e lontano. Entro martedì 16, la prima campanella sarà suonata in tutti gli istituti primari e secondari d’Italia. 

La scuola, come istituzione, sarà più intransigente. Non tollererà più comportamenti da parte degli studenti che siano differenti da una condotta irreprensibile. Il Ministro Valditara ha mantenuto fede alle parole pronunciate in più di un’occasione nel corso dell’ultimo anno scolastico, soprattutto dopo il verificarsi di alcuni episodi giudicati incresciosi. 

Le novità introdotte sono diverse. Oltre al divieto di utilizzo di smartphone anche all’interno degli istituti secondari di secondo grado – fatte salve alcune eccezioni riguardanti i piani didattici di studenti con disabilità o attività formative collegate all’informatica e alle telecomunicazioni – due riguarderanno l’esame del quinto superiore. Se la prima è il  cambio  del nome, da esame di Stato si  passerà ad esame di maturità, la seconda riguarderà la prova orale. Fare scena muta dinanzi alla commissione, anche con un punteggio che garantisce il conseguimento del diploma, costerà caro: si ripeterà il quinto anno. Dopo la recente forma di protesta di una decina di maturandi, il Ministero ha optato per la linea dura. 

Se si ha un 6 in condotta, poi, si riceverà un debito da recuperare a settembre con lo svolgimento di un tema sulla cittadinanza attiva. Chi viene sospeso per uno o due giorni, invece, non rimarrà a casa ad oziare sul divano, ma sarà chiamato ad eseguire dei lavori  socialmente utili. Mano pesante per gli studenti maggiorenni che aggrediscono un docente o un dirigente scolastico, causandogli lesioni anche gravi. La pena passerà da una condanna tra i 6 mesi e i 3 anni alla reclusione da 2 a 5 anni. 

La macchina dello sport sta per rimettersi in moto

Come la scuola, ha il compito di educare, formare e trasmettere valori. Dall’inclusione all’integrazione. Dal rispetto al sacrificio. Dallo spirito di squadra al raggiungimento degli obiettivi. Parliamo dello sport di base e di quel sistema composto da oltre 112 mila realtà associative e da 13,2 milioni di tesserati (37,1 milioni, invece, sono gli italiani attivi). 

La grande macchina sta per rimettersi in moto. Ancora poche ore ed il motore di quella che è un’infrastruttura sociale primaria del Sistema Paese farà salire i suoi  giri. Tradotto: riprenderà ad erogare servizi, contribuendo ad aumentare il Prodotto Interno Lordo (oggi pari all’1,38%) e a generare un impatto sociale enorme. Basti pensare che ogni euro investito nello sport ne produce 4,5 in termini di benefici. 

I suoi effetti non rimangono fini a sé stessi. Emergono anche in ambiti afferenti lo sviluppo e il benessere dell’individuo e della collettività. Non si può negare che la sana pratica sportiva non abbia ripercussioni sulla salute. Ormai, è appurato da diversi studi  scientifici che  un bambino o un ragazzo attivo avrà un minore rischio di incorrere da adulto in condizioni come l’ipertensione o l’obesità, in malattie croniche correlate alla sedentarietà, in primis il diabete, o in alcune neoplasie.

Chi crede che non sia possibile andare bene a scuola se si pratica con costanza uno sport, si sbaglia di grosso. Le due passioni possono coesistere. Anzi, l’una aiuta l’altra. Tutte e due insieme, poi, favoriscono nell’atleta-studente la capacità di organizzarsi la giornata ed il suo tempo e l’apprendimento di altre soft skill indispensabili nel mondo degli adulti.

Lo sport è altresì uno strumento di rigenerazione urbana e pure un ottimo deterrente di tutti quei fenomeni devianti e delle dipendenze patologiche.

L’auspicio per settembre: che sia uno sport “attento”

Ma come dovrà approcciarsi il mondo dello sport alla nuova stagione? Dovrà essere attento. Dovrà porre molta cura ai bisogni dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani e di coloro che in condizioni di svantaggio socio-economico rischiano di non poter seguire la propria passione o inclinazione. Ma dovrà essere altresì prestare la massima attenzione a quei criteri che declinano il concetto di sostenibilità secondo gli ambiti ambientale, sociale e di governance.

Ben vengano i voucher emessi dagli Enti locali per consentire a sempre più persone di mantenersi attive e di praticare una disciplina. Ben vengano pure i Crediti Sociali Sportivi.

La novità della nuova stagione? I Crediti Sociali Sportivi

Annunciati lo scorso mese di maggio dall’amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, potrebbero rivelarsi come una delle novità più interessanti della stagione.

Il principio ispiratore deriva dalla compravendita dei crediti di sostenibilità che permettono ad un’azienda o realtà, da una parte, di ridurre l’impronta ecologica da emissioni di CO2 o da occupazione del suolo, mentre, dall’altra, di sostenere la rigenerazione delle foreste e la loro tutela.

Così i Crediti Sociali Sportivi misurano e valorizzano l’impatto sociale ed economico generato dallo sport all’interno di un impianto.

Le aziende, acquisendo i Crediti che sono emessi da Sport e Salute attraverso una piattaforma certificata e che possono essere inseriti nel bilancio di sostenibilità, avranno la possibilità di migliorare il loro profilo ESG (Environmental, Social and Governance) e di alimentare un circolo virtuoso.

Con i proventi derivanti dalla vendita dei crediti, infatti, Sport e Salute investirà e sosterrà nuovi progetti ad alto impatto sociale. Come riferito da Nepi Molineris, “quello che genera lo sport ritorna allo sport”, grazie soprattutto all’impegno e alla visione di imprenditori illuminati che vogliono realizzare qualcosa di importante e socialmente utile per il loro territorio ed il benessere collettivo. 

 

Scuola e sport sono due pilastri che devono essere difesi e curati sistematicamente. Sono cruciali per la coesione sociale, per lo sviluppo dell’individuo, per la promozione dei valori, del benessere psico-fisico e della salute. Sono, in sintesi, strategici per il nostro modo di vivere e per il futuro del Paese. 

E allora buon settembre. A chi torna in classe o all’interno di un impianto sportivo. A chi intraprende un nuovo inizio o un nuovo percorso. E a chi, mettendosi al servizio di queste due agenzie educative, dimostra di essere una straordinaria risorsa che genera valore. Per l’individuo e la comunità.

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