Fattori economici ricoprono ormai ogni istante della nostra vita. Secondo l’European Housing Trend Report 2025 di REMAX, oggi molte coppie tendono ad acquistare una casa solo se è possibile condividere l’acquisto. Si pensa, infatti, che in particolare i più giovani della Gen Z e dei Millenials decidano entro il primo anno di relazione di andare a convivere e, quindi, di acquistare una casa.
Il fattore economico incide e sovrasta l’importanza di creare e crescere la propria relazione. I dati sulla proprietà condivisa salgono in Europa e solo meno della metà dei single (49%) è proprietaria di un’abitazione.
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Il 35% della Gen Z e il 15% dei Millenials comprano casa solo in coppia
Secondo i dati dell’European Housing Trend Report 2025 di REMAX, il 35% dei giovani della Generazione Z e il 15% dei Millennials preferiscono comprare casa solo in coppia. Questa lettura sottolinea vari aspetti importanti come stipendi insufficienti per sostenere un acquisto economico importante e il rischio di trascurare il fattore relazionale e sentimentale, schiacciato dall’urgenza e dal desiderio dell’acquisto immobiliare.
La convivenza e l’acquisto di una proprietà diventa solo una questione pragmatica. Infatti secondo i dati dell’European Housing Trend Report 2025 i tempi di convivenza tendono ad accorciarsi: il 26% delle coppie europee (una coppia su quattro) sceglie di convivere insieme entro il primo anno dall’inizio della relazione; il 13%, invece, prende questa decisione entro i primi sei mesi.
In Italia un giovane su tre nella fascia media dei 30,1 anni lascia la casa dei genitori, secondo l’analisi di Eurostat. Gli unici paesi con un’età media al di sopra dell’Italia sono la Grecia (30,7), la Croazia (31,3) e la Slovacchia (30,9). I motivi di questo ritardo sono dovuti ai costi delle abitazioni e all’ingresso tardivo dei giovani nel mondo del lavoro.
Tuttavia, sempre secondo le elaborazioni di REMAX, in alcuni casi interviene il sostegno economico della famiglia: in Europa servono in media 7,3 anni per accumulare il capitale necessario all’acquisto della propria dimora. Infatti, il 26% degli europei ha ricevuto un aiuto in denaro per comprare casa e tra chi è già proprietario il 59% evidenzia il ruolo decisivo del sostegno familiare come fattore chiave per il primo acquisto. Solo il 72% in Europa vive in coppia e solo meno della metà dei single (49%) è proprietaria di un’abitazione. In Italia questo dato è ancora più evidente dove solo il 14% degli italiani vive da solo e il 22% convive con i genitori.
Lo studio di HousingAnywhere sui giovani tra i 18 e i 34 anni e il desiderio di un proprio spazio abitativo
Il desiderio di autonomia e di vivere da soli cresce con l’età e i giovani tra i 18 e i 34 anni lo hanno dichiarato tramite una intervista effettuata da HousingAnywhere, la più grande piattaforma europea di affitti a medio termine. Infatti oltre 3100 giovani hanno affittato un appartamento negli ultimi sei mesi o ne stanno cercando uno. Questo studio analizza sia persone che si vogliono trasferire all’interno del proprio paese sia all’estero.
La media più alta è stata registrata dagli italiani: quasi la metà del 49% degli intervistati vive in appartamenti condivisi e solo il 16,5% dei giovani vive effettivamente da solo. In particolare, il 46% della fascia tra i 18 e i 20 anni esprime il desiderio di vivere da solo, alzandosi di molto fino al 61% degli intervistati nell’età dai 30 ai 34 anni.
La scelta di condividere la propria abitazione risale sempre al costo elevato degli affitti della casa, anche se permane il desiderio di vivere da soli e di avere un proprio spazio abitativo. Tuttavia, i giovani italiani che preferiscono vivere da soli sono nella media più bassa (47%) tra gli altri paesi europei, come anche la Spagna (46%), e il bisogno di autonomia non è dato da problemi riscontrati nella condivisione. Anzi, nel Paese oltre la metà di chi già condivide casa (53%) dichiara di non riscontrare problemi e difficoltà di coabitazione, evidenziando una maggiore apertura rispetto ad altri contesti europei.
Il “volo dal nido” si abbasserà nel 2050
Secondo lo studio di Unobravo, tra i 18 e i 29 anni il desiderio di autonomia nasce dalla ricerca di esplorare la propria identità, dall’instabilità e confusione tipica di questa fase e dalla scoperta del sé, secondo lo psicologo Jeffrey Arnett. Se da una parte vivere con i genitori porta a ridurre il senso di solitudine, aumentare la resilienza nei momenti di stress e a migliorare il benessere generale, dall’altra c’è un desiderio di autonomia che è solo una idealizzazione, poiché è più difficile sviluppare una propria indipendenza, generando talvolta conflitti legati ai ruoli in casa e alla mancanza della privacy (oltre che ad aspettative diverse). Inoltre, può compromettere l’inizio di una relazione stabile con un’altra persona.
Analizzando dati dal 2014 al 2024, secondo questa ricerca, si potrebbe abbassare l’età media dei giovani italiani nel lasciare casa di 0,3 anni nel 2050 (verso i 29,8 anni). Il 63% degli italiani ritiene che oggi sia più difficile andarsene di casa rispetto al passato, causato da un alto costo immobiliare. Infatti, tra il 2015 e il 2023, i prezzi delle case nell’Unione Europea sono aumentati di quasi il 50%. Ad esempio, ritornando alla questione degli affitti, secondo l’HousingAnywhere International Rent Index, nel secondo trimestre del 2025 il prezzo medio di un appartamento arredato a Milano è pari a €1.800 al mese.
Il motivo non sono solo questioni economiche, secondo Unobravo, ma anche la mentalità dei giovani sta cambiando. Quasi la metà degli italiani (46%) ritiene che la società oggi sia più tollerante nei confronti degli adulti che vivono con i genitori. Quindi, non è più visto come segno di immaturità e di fallimento, ma come scelta razionale in un contesto sociale sempre più complesso.
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