«Trasmettere», la missione di Cristian Ledesma scelto per il Premio OPES Educazione allo Sport

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«Trasmettere», la missione di Cristian Ledesma scelto per il Premio OPES Educazione allo Sport

«Trasmettere». È questa la parola che Cristian Ledesma sceglie per sintetizzare il senso più profondo dello sport odierno. Un concetto che va ben oltre il campo da gioco e che diventa guida educativa per le nuove generazioni. È partendo da questa visione che l’ex centrocampista della S.S. Lazio è stato premiato in occasione della presentazione della quarta edizione di “Roma Caput Sport e Impiantistica”, svoltasi lo scorso 30 gennaio nella Sala Protomoteca del Campidoglio.

Durante la cerimonia, Ledesma ha ricevuto la seconda edizione del “Premio Educazione allo Sport“, consegnatogli da Andrea Bigioni, Segretario Generale di OPES, e Alessandro Battisti, Presidente del Comitato Provinciale OPES Roma. Il riconoscimento, assegnato lo scorso anno all’attuale tecnico della Torino Marco Baroni, è stato conferito all’ex calciatore per la costante attenzione allo sviluppo fisico, intellettuale e morale dei giovani atleti, oltre alla capacità di diffondere principi e valori sportivi che superano il semplice risultato agonistico.

Tra i protagonisti dell’evento, la presenza di Ledesma ha rappresentato un punto di riferimento non solo per il suo passato da calciatore professionista, ma soprattutto per il ruolo che oggi ricopre come tecnico dell’Under 17 biancoceleste. Una figura che, nel corso della sua carriera, ha saputo incarnare con costanza i valori più autentici dello sport, distinguendosi per equilibrio, rispetto e spirito di appartenenza.

Dal campo alla panchina: la missione dell’ex biancoceleste

Nell’intervista rilasciata a Risorse.news, Ledesma ha ribadito con forza quanto oggi sia fondamentale lavorare sui valori per cui è stato premiato. «Penso sia importantissimo dare un segnale, soprattutto ai ragazzi» ha spiegato, «perché bisogna far vedere l’impegno che c’è nel voler trasmettere dei valori. La parola giusta, secondo me, è proprio “trasmettere». Un termine che racchiude il senso più profondo del suo attuale ruolo da allenatore ed educatore.

Da leader dello spogliatoio a guida tecnica, il percorso di Ledesma è cambiato solo in parte. Lui stesso racconta come il suo approccio non sia mutato radicalmente, ma si sia evoluto con l’aumentare delle responsabilità: se da calciatore spesso si reagisce d’istinto, da allenatore è necessaria una preparazione solida, accompagnata da una forte passione. «Non basta l’una senza l’altra», sottolinea, evidenziando come oggi la competenza sia un elemento imprescindibile per chi lavora a stretto contatto con i giovani.

L’esperienza di Ledesma al servizio della crescita dei giovani

Un altro passaggio centrale dell’intervista riguarda la gestione delle difficoltà, dentro e fuori dal campo. Ledesma non nasconde di aver vissuto numerosi momenti complessi prima di affermarsi come professionista, collezionando molti “no” lungo il suo percorso. Ed è proprio da questa esperienza personale che nasce il suo modo di supportare i ragazzi che allena. «La cosa più importante» chiarisce «è non avere rimorsi né rimpianti. Bisogna dare sempre il cento per cento. Se arriva un no, non è un fallimento, ma una tappa del percorso».

Equilibrio, rispetto, educazione e spirito di appartenenza sono quindi i principi che hanno motivato l’assegnazione del premio. Valori definiti “unici” perché tramandati nel tempo e capaci di incidere profondamente nel percorso di crescita dei ragazzi. Per questo motivo, il riconoscimento conferito a Ledesma assume un significato che trascende la competenza tecnica, ponendosi come esempio concreto di sport inteso quale strumento di inclusione e responsabilità sociale.

Un concetto che si inserisce pienamente nella filosofia di OPES e della manifestazione Roma Caput Sport e Impiantistica, impegnate nella valorizzazione di figure di riferimento.

Alessandro Battisti: premiare l’esempio per far crescere i giovani

A sottolineare l’importanza di tale approccio è stato lo stesso Alessandro Battisti, che ai microfoni di Risorse.news ha evidenziato quanto sia strategico coinvolgere volti noti del panorama sportivo per veicolare messaggi educativi: «È fondamentale perché sono testimonial riconosciuti non solo dagli adulti, ma anche dai ragazzi. Per noi è un onore poter collaborare con loro e consegnare premi che rappresentano un riconoscimento al lavoro svolto quotidianamente per far crescere in maniera più sana i nostri figli».

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