Tre miliardi di passi contro la fame: nuovo record  per la Challenge 2026 di Azione Contro la Fame

Attualità

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Tre miliardi di passi, quasi 12.500 partecipanti, 51 aziende coinvolte e 700 mila euro raccolti. La Challenge Connected Against Hunger 2026 di Azione Contro la Fame dimostra come sport, benessere aziendale e solidarietà possano trasformarsi in uno strumento concreto per combattere la fame e promuovere inclusione, sostenibilità e responsabilità sociale.

Ci sono numeri che raccontano una storia. E poi ci sono numeri che diventano simboli. I tre miliardi di passi compiuti durante l’ottava edizione della Challenge #ConnectedAgainstHunger appartengono a questa seconda categoria: non rappresentano soltanto un primato, ma testimoniano la forza di un movimento internazionale che unisce sport, solidarietà e responsabilità sociale in un’unica grande sfida.

L’iniziativa promossa da Azione Contro la Fame si conferma una delle esperienze più significative nel panorama del welfare aziendale e della sostenibilità partecipata. L’edizione 2026 ha coinvolto quasi 12.500 dipendenti, appartenenti a 51 aziende distribuite in 47 Paesi, che per quattro settimane hanno trasformato ogni camminata, corsa, pedalata o attività fisica in un gesto concreto a sostegno delle persone più vulnerabili.

Il risultato finale parla da sé: 700 mila euro raccolti, destinati ai programmi dell’organizzazione in Italia e nel resto del mondo, e una partecipazione senza precedenti che conferma quanto la solidarietà possa nascere anche da un semplice passo.

Lo sport come linguaggio universale

Lo sport, ancora una volta, dimostra di essere molto più di una competizione. È uno strumento capace di creare relazioni, abbattere distanze e generare cambiamento.

I partecipanti hanno percorso mediamente quasi 200 chilometri ciascuno, per un totale equivalente a 58 giri intorno alla Terra. Numeri che raccontano l’impegno collettivo di migliaia di persone accomunate da un unico obiettivo: contribuire alla lotta contro la fame.

Come sottolinea il direttore generale di Azione Contro la Fame, Simone Garroni, il record non è rappresentato esclusivamente dalla quantità di passi percorsi, ma dalla scelta condivisa di non restare indifferenti davanti a una delle emergenze umanitarie più gravi del nostro tempo.

Benessere aziendale e impatto sociale

La Challenge non è soltanto una raccolta fondi. Negli anni è diventata un modello innovativo di coinvolgimento delle aziende, capace di coniugare tre elementi sempre più centrali nel mondo del lavoro: benessere dei dipendenti, team building e responsabilità sociale.

Attraverso un’app dedicata, i lavoratori si organizzano in squadre e accumulano punti partecipando a numerose attività: camminate, corsa, ciclismo, yoga, sessioni in sedia a rotelle, quiz e contest fotografici. Una formula semplice, accessibile e inclusiva, che rende protagonista chiunque desideri contribuire.

L’edizione 2026 ha introdotto anche un’importante novità: webinar dedicati a nutrizione, sport e benessere, guidati dalla biologa nutrizionista Federica Patrinicola, con l’obiettivo di trasformare ogni attività fisica anche in un’occasione di crescita personale e maggiore consapevolezza.

Azione contro la fame
Immagine fornita dall’Ufficio stampa di Azione contro la Fame – Photographer: Benoit Diacre

La sostenibilità entra in gioco

Accanto alla dimensione sociale, la Challenge conferma una forte attenzione anche verso l’ambiente.

Durante le quattro settimane sono state completate 468.432 missioni, quasi 700 ogni ora, che hanno consentito di evitare l’emissione di 229.736 chilogrammi di CO₂, grazie agli spostamenti effettuati con modalità sostenibili. Un risultato equivalente, secondo le stime dell’organizzazione, a circa 400 voli Roma-New York mai effettuati.

Un dato che dimostra come la promozione dell’attività fisica possa tradursi contemporaneamente in un beneficio per la salute delle persone e per quella del pianeta.

Le aziende protagoniste del cambiamento

A rendere possibile questo successo è stata anche la partecipazione convinta delle imprese.

Tra queste figura Assimoco, presente sin dalla prima edizione, che considera la Challenge una naturale estensione della propria identità di Società Benefit, mentre il network italiano di KPMG evidenzia come l’iniziativa abbia rafforzato nel tempo lo spirito di squadra, la cultura della solidarietà e il coinvolgimento dei dipendenti verso obiettivi di sostenibilità.

Esperienze che confermano come il valore dell’iniziativa non risieda soltanto nella raccolta economica, ma anche nella capacità di costruire comunità aziendali più unite e attente alle sfide globali.

I fondi per combattere la povertà alimentare

I 700 mila euro raccolti sosterranno interventi concreti sia in Italia che all’estero.

Nel nostro Paese le risorse finanzieranno il progetto “Mai Più Fame: dall’emergenza all’autonomia”, che accompagna le famiglie in condizioni di povertà alimentare attraverso tessere spesa, percorsi di educazione nutrizionale e programmi di inserimento lavorativo. Un modello che ha già prodotto risultati significativi: nel 2025 il 60% delle famiglie coinvolte ha trovato un’occupazione oppure ha ripreso un percorso formativo.

Sul piano internazionale, invece, i fondi contribuiranno a garantire cure ai bambini malnutriti, accesso all’acqua potabile e sostegno alle comunità colpite da crisi umanitarie, conflitti e cambiamenti climatici.

Ogni passo può fare la differenza contro la fame

In un tempo segnato da guerre, povertà e crescenti disuguaglianze, iniziative come Connected Against Hunger ricordano che anche un gesto quotidiano può trasformarsi in un atto di responsabilità collettiva.

Camminare, correre o andare in bicicletta diventano così molto più di una scelta salutare: diventano un modo per costruire una rete di solidarietà capace di attraversare confini, culture e continenti.

Perché, come dimostrano questi tre miliardi di passi, il cambiamento non nasce quasi mai da un’impresa individuale. Nasce quando migliaia di persone decidono di muoversi insieme nella stessa direzione.

 

Immagine copertina: Foto fornita dall’ufficio stampa di Azione contro la fame. Photographer: Leo Fontanel

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