Il 18 luglio 2026 durante la premiazione al Salone d’onore del CONI per l’evento Invictus Day- Ambassador of Freedom, il Presidente di UNICEF Italia Nicola Graziano ha rilasciato un’intervista a Risorse.news sulla recente firma del protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e UNICEF.
Poi, ha espresso la preoccupante condizione della povertà infantile in Italia, la quale si trova al 30esimo posto su 40 Paesi ad alto reddito; e infine, racconta la sua esperienza come volontario e del suo libro “Parole di Libertà” all’interno delle scuole, dove i ragazzi hanno messo in evidenza delle mancanze, ponendo il loro punto di vista.
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Nicola Graziano e il protocollo Convenzione ONU
Il nuovo protocollo triennale tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e UNICEF non si limita a ribadire i principi della Convenzione ONU: punta anche a portare nelle scuole l’educazione digitale, insieme ad azioni mirate a contrastare il bullismo e il cyberbullismo. L’obiettivo è rendere i giovani più consapevoli, capaci di interfacciarsi negli spazi online con maggiore responsabilità e tutela dei diritti. L’intesa, in sostanza, prova a rispondere a una delle sfide più urgenti della scuola di oggi: formare studenti non solo sull’informazione ma anche all’uso di tecnologie e di ambienti digitali. È qui che il protocollo prova a lasciare il segno, collegando diritti dell’infanzia, benessere scolastico e mondo digitale.
La recente firma del protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e UNICEF Italia apre una fase che potrebbe trasformare la percezione dei diritti dell’infanzia nelle scuole italiane: non una semplice integrazione curricolare, ma un tentativo di educare la cittadinanza attraverso la partecipazione attiva dei giovani. Nicola Graziano spiega perché quel protocollo è insieme rito consolidato e punto di partenza per misure che vanno oltre la teoria.
La collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e UNICEF non è una novità improvvisa: “È una collaborazione che dura da tempo”, ricorda Nicola Graziano, e continua “Oggi quasi 1100 scuole professano la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
La recente firma del protocollo, spiega il presidente, rafforza un’intesa già solida e punta a diffondere i principi della Convenzione anche attraverso le linee di educazione civica inserite nei percorsi scolastici: “Con la firma del protocollo di qualche giorno fa si è rafforzata questa intesa con l’intenzione di poter diffondere ancora di più, anche attraverso linee di educazione civica, i principi della convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”.
La povertà infantile: dato preoccupante in Italia
Il quadro italiano non permette ottimismi. L’Italia si colloca al 30esimo posto su 40 Paesi ad alto reddito per povertà infantile, ossia un bambino su quattro vive sotto la soglia di povertà (dati presi da UNICEF Italia). Un fenomeno che colpisce in misura maggiore il Mezzogiorno, afferma Nicola Graziano, e che porta come conseguenza il lavoro minorile. Il Presidente sottolinea che questi dati sono pubblici e noti: affrontarli richiede politiche che vadano oltre l’emergenza, con investimenti precisi su cultura, conoscenza e partecipazione: “Il tema è cercare di superare queste disuguaglianze attraverso la cultura, attraverso la conoscenza e soprattutto c’è una strategia, quella della partecipazione”.
Secondo il Presidente Nicola Graziano, la partecipazione dei giovani è molto importante: ascoltarli e farli partecipare alle decisioni produce conoscenza utile a disegnare interventi migliori. A testimonianza di questo approccio c’è l’audizione dei giovani dell’UNICEF in Parlamento, quasi una novità assoluta per lo Stato repubblicano: i ragazzi sono stati ascoltati da soli, senza la mediazione degli adulti, riconosciuti come interlocutori responsabili: “I ragazzi per la prima volta, sono stati uditi da soli, senza essere accompagnati dagli adulti. Quindi, come soggetti responsabili ai quali è stato affidato il ruolo di far sentire la propria voce direttamente”.
Nicola Graziano: “Dal confronto si cresce”
Dalla scuola si impara l’umiltà. Nicola Graziano, racconta le lezioni apprese facendo volontariato nelle istituzioni scolastiche. Un’esperienza diretta che lo ha formato prima di assumere la presidenza: “Nelle scuole ho parlato molto di legalità, di impegno, di responsabilità; e ho incontrato, forse, decine e decine di migliaia di ragazzi. Loro mi hanno insegnato una cosa importante: innanzitutto che sono molto più attenti di quello che si possa immaginare. L’apparente disattenzione dei ragazzi è soltanto formale perché quando poi li inviti a riflettere, quando apri un dialogo franco, serio e sincero, hanno molte cose da dire”.
Un esempio concreto viene dal libro di Nicola Graziano “Parole di libertà”: i ragazzi hanno indicato delle mancanze all’interno del suo libro, vuoti, intesi non come errori, ma come assenze di sensibilità ed emozioni, che hanno arricchito il lavoro dell’autore. “E quando la sensibilità, l’emozione e l’esperienza viene da un giovane del liceo o di scuola media”- dichiara Graziano e continua- “probabilmente ti insegna molto di più; che non devi essere presuntuoso, che non sai tutto; e che dal confronto si cresce”.
“Penso di essere l’uomo che sono ora, un onesto presidente dell’Unicef, soltanto perché tanti ragazzi mi hanno invitato a riflettere, mi hanno insegnato. La strada importante è quella dell’umiltà e del confronto”, conclude il Presidente di UNICEF Italia.






