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Guarda il video servizio sul turismo accessibile con le parole del Co-presidente del summit mondiale Maurizio Montagnese
“Aver portato un summit di queste proporzioni e dimensioni proprio qui in Italia, a Torino, mi sembra già un primo successo”. Così Maurizio Montagnese ai microfoni di risorse.news al termine del primo dei tre giorni di incontri, approfondimenti, condivisione di best practice e meeting che hanno caratterizzato il Summit mondiale sul turismo accessibile.
Non serve aspettare la conclusione del summit mondiale sul turismo accessibile per tracciare un bilancio. E’ sufficiente la prima giornata, trascorsa tra la cerimonia di inaugurazione al Centro Congressi del Lingotto e il momento conviviale al Museo Egizio, per affermare che si è trattato di un successo di proporzioni enormi. Il suo impatto sarà misurato nel prossimo futuro, ma sin dalle prime battute è apparso chiaro che al Centro Congressi Lingotto di Torino è stata avviata una narrazione che dalla sensibilizzazione condurrà l’opinione pubblica ad assumersi le sue responsabilità.
Questo processo di consapevolezza è stato innescato dai temi trattati al Lingotto e veicolato dalle persone che si fanno portavoce di un bisogno. Maurizio Montagnese, co-presidente del terzo summit mondiale e Presidente della CPD – Consulta per le persone in difficoltà, è sicuramente uno degli artefici della spinta propulsiva innescata a Torino. Manager di alto profilo, con importanti esperienze nel mondo del lavoro e della finanza, oggi mette il suo background al servizio dell’innovazione sociale. Un’innovazione che, come è stato narrato nel corso della tre giorni, passa anche dal settore IT e dalla tecnologia.
A rendere il turismo più accessibile ci penseranno anche le nuove tecnologie
“Il fatto che nella mia vita professionale – ha continuato il co-presidente del Summit mondiale sul turismo accessibile – io abbia toccato diversi argomenti, tra i quali anche l’innovazione, mi ha dato uno spunto in più in questa circostanza.
Se parliamo ad esempio di intelligenza artificiale, possiamo dire che questa potrà fornire un contributo determinante e che aiuterà moltissimo le persone e la società. Basterebbe profilare bene il turista, in questo caso cliente, e poter far circolare su una banca dati tutte le informazioni necessarie, per poi poter incrociare i dati e proporre la migliore destinazione per quel tipo di difficoltà”.
Se è vero che l’IT e le nuove tecnologie, al pari dell’educazione, dell’informazione e della cultura, possono innovare il turismo, rendendolo sicuramente più inclusivo e accessibile, il sogno di Montagnese è un altro.
Il sogno di Maurizio Montagnese, Co-Presidente WSAT
“Il vero sogno – ha riferito il Co-Presidente del Summit mondiale – è quello di non dover più fare mai un summit sul turismo accessibile: il turismo deve essere tutto accessibile. Quindi, non si deve più distinguere tra turismo di serie A e turismo di serie B, ma il turismo deve essere uguale per tutti. L’accessibilità è un dovere per tutti noi e dobbiamo renderla il più possibile fruibile”.
In attesa di togliere l’aggettivo accessibile accanto alla parola turismo, di certo c’è che l’eredità del summit non dovrà essere dispersa.
Un’eredità da non disperdere
“Ci sono all’incirca ottanta relazioni che in questi giorni vengono esposte ed oltre 25 paesi presenti, naturalmente con esperienze diverse, che si confronteranno sulle loro differenze, con l’intento poi di cercare di valorizzare le varie best practice e di divulgarle a livello internazionale – ha concluso Montagnese -. Io penso che Torino abbia già fatto parecchio, la strada è stata aperta anni fa, però, come dicevo in precedenza, di opportunità ce ne sono ancora tantissime per realizzare quello che rimane un sogno.
Mi auguro di poterlo raggiungere un giorno come città e pure a livello internazionale e di non parlare più di turismo di serie A e di serie B”.





