Esteso il Fondo di Garanzia per le PMI al Terzo settore: dotazione da 10 milioni di euro

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Il Governo ha allargato anche al Terzo settore la possibilità di accedere al Fondo di Garanzia per le PMI. I protagonisti del privato sociale iscritti al RUNTS (quindi non presenti nel Repertorio Economico Amministrativo) e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, non iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore né al REA, possono così accedere alla sezione speciale del Fondo, istituita lo scorso 29 maggio con l’accordo tra i Ministeri delle Imprese e del Made in Italy, dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche sociali. 

 

Alla sezione speciale è stata assegnata una dotazione di 10 milioni di euro. Una cifra che permette alle associazioni senza scopo di lucro di tornare ad effettuare investimenti, avviando anche processi innovativi e nuove progettualità. 

Cosa significa l’estensione del Fondo di Garanzia per le PMI al Terzo settore?

Il provvedimento riconosce l’importanza di chi garantisce la coesione sociale e promuove il bene Comune, e allo stesso tempo risolve questioni annose. Su tutte, la scarsa fiducia degli operatori finanziari nei confronti di un comparto che non genera profitti.

I dati rivelati dal report 2025 di Banca Etica lo spiegano bene. Dal 2019, infatti, i prestiti bancari al privato sociale sono diminuiti di 1,4 miliardi. Di fronte alle richieste di liquidità per piccoli investimenti o per l’amministrazione ordinaria di un Ente in difficoltà, ad esempio a causa di un ritardo nell’erogazione di un contributo pubblico, le banche si sono dimostrate restie a sbloccare linee di credito.

L’estensione del Fondo di Garanzia per le PMI al Terzo settore consente di superare tutte queste resistenze. Lo Stato diventa garante di chi genera valore sociale, consentendo al sistema creditizio che eroga finanziamenti agli ETS di abbattere qualsiasi rischio. La dotazione di 10 milioni della Sezione speciale – come illustrato dal Dicastero di via Veneto – può attivare finanziamenti fino a 160 mila euro. 

I principali vantaggi della misura

I vantaggi introdotti sono concreti su ogni piano operativo.  A partire dalle condizioni di accesso alla garanzia. Se da una parte, tanto per la garanzia diretta quanto per la riassicurazione, la copertura è sempre pari all’80% (in precedenza per le operazioni di liquidità in garanzia la percentuale ordinaria era del 50%), dall’altra viene stabilito che l’intervento è gratuito e che può essere richiesto per singole operazioni di importo non superiore a 60 mila euro. Ogni ente, però, può ottenere la garanzia su più operazioni. 

Le organizzazioni non-profit che vogliono accedere alla misura non devono presentare domanda al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ma ad una banca o ad un intermediario che farà da tramite.

 

La notizia è stata salutata con soddisfazione da autorità e protagonisti del Terzo settore. Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega al Terzo settore, ha sottolineato come, anche attraverso questo intervento, “il Governo Meloni sostiene concretamente chi ogni giorno crea valore sociale e rafforza le comunità”. Dal comparto, infine, si sono susseguite voci di apprezzamento, ma anche proposte per migliorare una misura in grado di sbloccare gli investimenti.

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