Secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, l’estate 2026 si conferma l’anno storico migliore per l’Italia registrando 276 milioni di presenze tra giugno e agosto, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente, segnando un aumento del 5,5 milioni di presenze in un solo anno. Il settore del turismo continua a crescere grazie alla domanda estera (+1,9% di arrivi) e a quella domestica (+ 2,1% di arrivi). Anche i piccoli comuni hanno avuto un enorme successo, soprattutto nel mese di luglio con il 6,6% di arrivi e il 4,2% delle presenze.
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Dati sul turismo: il confronto con l’Europa
Questa grande conquista da parte dell’Italia è ancora più evidente se si guarda la posizione della Penisola rispetto agli altri Paesi europei. Il mercato italiano si posiziona sopra ad altri grandi Paesi europei: 17 punti sopra alla Francia e 7 punti sopra alla Spagna. Il tasso di saturazione OTA (misura il numero di prenotazioni per alloggi sulle più famose piattaforme online) dell’Italia arriva al 61,8%, registrando un aumento del 14% rispetto al 2025 e superando di molto la Spagna con una saturazione OTA del 54,7% e la Francia con il 45,6%.
Tuttavia, la tipologia di movimento turistico cambia ed emergono differenze sostanziali come, ad esempio, nelle grandi città d’arte: Roma, Firenze e Venezia continuano a soffrire l’overtourism. Questo fenomeno, in particolare, ha preoccupato Venezia che, anche dopo il Contributo di Accesso (equivalente a 5 o 10 euro), introdotto dal Comune di Venezia, non ha fermato l’ingente folla di turisti. Ultimamente, a tal riguardo si sta pensando di rendere fisso questo Contributo a partire dal 2027 e di aumentare il prezzo del ticket nei giorni di maggiore pressione turistica.
Sport-turismo-territorio: il nuovo motore dell’economia locale
Il 2026 segna in modo definitivo lo sport come leva strategica per il turismo italiano. I numeri degli ultimi due anni sono significativi: nel 2024 la spesa complessiva dei visitatori legati agli eventi sportivi ha superato i 12 miliardi di euro. Di questi, 7,2 miliardi sono stati spesi da italiani provenienti da altre zone, 2,7 miliardi da turisti internazionali e 2,1 miliardi da spettatori residenti. Tutto questo dimostra come l’impatto economico sportivo sia diffuso e radicato in ogni parte del territorio.
Questo rapporto tra sport e territorio è diventato un modello di sviluppo territoriale. Secondo dati di ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), in Italia si contano 1,4 eventi sportivi ogni 1000 abitanti, con una concentrazione maggiore nel Centro Italia che registra 2,2 eventi e oltre 1182 presenze 1000 abitanti.
Il cicloturismo si conferma il punto più alto di attrazione. L’evento della 5Mila Marche, conclusosi lo scorso settembre a Porto Recanati, ha dimostrato la capacità di attrarre oltre 1.900 ciclisti da 19 nazioni diverse, evidenziando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Anche la provincia di Alessandria, in vista del Giro d’Italia 2026, ha visto un’impennata delle prenotazioni, soprattutto per i percorsi gravel e al cicloturismo delle Terre del Sud Piemonte.
Il merito, inoltre, è dato anche dal turismo internazionale: secondo ENIT nel 2024, infatti, 556 mila viaggiatori internazionali hanno scelto l’Italia per una vacanza dedicata allo sport, con quasi 2 milioni di pernottamenti e una spesa di 338 milioni di euro. Invece, la vacanza sportiva tra gli italiani rappresenta il 5,4% del totale delle vacanze nazionali.
L’effetto traino ha già prodotto risultati tangibili, grazie in particolare alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Secondo i dati stimati da Ifis Banca, i Giochi hanno registrato un impatto economico complessivo di 5,3 miliardi di euro, di cui 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante l’evento. Sempre nel territorio lombardo, anche un altro grande evento, il Gran Premio d’Italia, a Monza ha riscosso un enorme successo in questo settembre 2026. Il 97esimo Gran Premio0 d’Italia ha registrato 403.666 presenze in soli tre giorni e un indotto economico di 207,8 milioni di euro (più del 7,9% rispetto al 2025).
La riscossa dei piccoli comuni: un turismo che aumenta
Uno dei dati più rilevanti del 2026 riguarda la redistribuzione del turismo verso i piccoli comuni italiani (sotto i 5000 abitanti), i quali stanno vivendo una stagione d’oro, registrando una crescita superiore rispetto alle tanto ricercate città d’arte. La domanda per un’esperienza immersiva da parte del turista è cambiata: ora cerca situazioni autentiche tra enogastronomia, contatto con la natura, immergendosi nelle usanze tipiche dei borghi. Secondo un’indagine di Demoskopika per questo 2026 erano stati previsti 21,3 milioni di arrivi, + 5,3 rispetto al 2025 con una media di permanenza di 3,7 giorni.
Un esempio concreto arriva dalle Marche, dove la Regione delle Marche ha finanziato 197 eventi dedicati all’animazione dei borghi e dei centri storici per il 2026-2027. Grazie ad un investimento di 736 mila euro, il bando regionale ha selezionato progetti capaci di mettere al centro cultura, tradizioni e enogastronomia come occasioni per attrarre le persone tutto l’anno e non solo nel periodo estivo. L’iniziativa si inserisce in un programma più ampio che investe oltre 110 milioni di euro per la riqualificazione dei borghi marchigiani.
Come afferma il presidente della regione, Francesco Acquaroli, l’obiettivo è trasformare i piccoli centri da custodi della memoria a laboratori di innovazione sociale, generando così nuove opportunità economiche per le comunità locali attraverso calendari pieni di festival, sagre e ricorrenze storiche. Una strategia che mira a rafforzare l’autenticità dei piccoli borghi, creando un’offerta turistica sostenibile.
Anche la Puglia con la XVIII edizione del Festival Nazionale dei Borghi Più Belli d’Italia ha regalato e coinvolto tantissime persone nei piccoli borghi pugliesi, facendo scoprire le risorse e la storia del territorio. Si è tenuto a Sammichele di Bari dal 4 al 6 settembre 2026: tre giorni di incontri, spettacoli e tradizioni che hanno coinvolto anche altri piccoli comuni pugliesi.
Più a nord, il Friuli Venezia Giulia ha promosso nei mesi di luglio e agosto cinque rassegne internazionali di folklore: il Festival Mondiale del Folklore Giovanile, Folklorama, il Festival Internazionale del Folklore di Aviano e Piancavallo, il Festival dei Cuori e il Festival mondiale del Folklore Castello di Gorizia. Tutti questi festival hanno riunito 700 artisti provenienti da venti Paesi, attirando numerosi visitatori desiderosi di scoprire la ricchezza e il valore dei borghi friulani.
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