Rimane la necessità di dover comunicare loro non solo il piacere della vita, ma anche la passione per la vita; di educarli non solo a dire la verità, ma ad avere la passione per la verità. Vederli felici non ci può bastare. Dobbiamo vederli appassionati a ciò che fanno, a ciò che dicono e a ciò che vedono.
Le parole di Gianni Rodari, riprese sul sito di Juppiter, racchiudono l’essenza della filosofia dell’associazione: non limitarsi a rendere felici i giovani, ma accompagnarli nella scoperta delle proprie inclinazioni, delle proprie capacità e della possibilità di diventare protagonisti del proprio futuro.
È questo il mondo di Juppiter, realtà nata nel 1992 e legata all’esperienza educativa dell’Opera Don Calabria e di don Antonio Mazzi. Un cammino costruito negli anni attraverso iniziative rivolte a bambini e adolescenti, ma anche a persone con disabilità, con l’obiettivo costante di creare occasioni concrete di incontro, crescita e partecipazione.
Ai microfoni di risorse.news, in occasione della Viterbo Half Marathon 2026, il presidente Salvatore Regoli ha ricordato come il progetto sia nato proprio accanto a don Mazzi per dedicarsi alle nuove generazioni, poggiando saldamente su quelle che lo stesso fondatore definiva “le quattro ruote della carovana dell’educazione e della prevenzione“.

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Quattro “ruote” per crescere insieme
Juppiter, spiega Regoli, si muove su quattro pilastri fondamentali: “La musica, il gioco (inteso in un’accezione ancora più ampia rispetto allo sport), la comunicazione e la gratuità. E la gratuità la decliniamo come passione”.
La musica rappresenta uno dei linguaggi d’elezione con cui l’associazione permette ai giovani di esprimersi e far emergere i propri talenti. Il gioco viene vissuto come uno spazio privilegiato di relazione, creatività e condivisione. Accanto a questi elementi si affiancano la comunicazione — declinata attraverso strumenti vicini ai linguaggi contemporanei — e un’ampia serie di percorsi educativi e sociali.
Anche lo sport gioca un ruolo di primo piano, proponendo attività inclusive dedicate anche a bambini e ragazzi con disabilità. Il cuore del progetto resta tuttavia la costruzione di una comunità aperta, nella quale ciascuno possa trovare la propria dimensione.
“Cerchiamo insieme ai ragazzi di capire in che maniera siamo in grado di costruire dei percorsi, delle carovane vere e proprie”, racconta Regoli. “Il metodo è quello di stare per strada, come oggi, vicini alle istituzioni, ma giocando a costruire una comunità a misura di adolescente”.
Oggi Juppiter coinvolge ogni anno migliaia di giovani in progetti locali, nazionali e internazionali, portando la propria azione nei loro contesti quotidiani: piazze, scuole e centri di aggregazione. La cifra distintiva dell’associazione risiede nell’inclusione: la fragilità non viene mai nascosta o emarginata, ma valorizzata come risorsa educativa e bellezza condivisa.
Quando la strada diventa educazione
L’essenza di Juppiter esplode nei grandi viaggi itineranti. L’idea di queste “carovane straordinarie” nasce dall’insegnamento di Don Mazzi, che ha sempre praticato la sua educazione “sulla strada”. In collaborazione con istituzioni di altissimo profilo – come la Polizia di Stato, il CONI e vari Ministeri – l’associazione ha battuto tutta l’Italia e l’Europa insieme a ragazzi proabili (espressione coniata da Arturo Mariani) e adolescenti. Negli ultimi tre anni, si sono distinte in particolare tre grandi imprese: destinazione Capo Nord; Back Home; Il Viaggio alla Fine del Mondo.
Destinazione Capo Nord
Una sfida lanciata per raggiungere l’estremità settentrionale del continente, in cui i partecipanti si sono trasformati in veri e propri pionieri. Nonostante le condizioni meteo proibitive e le incertezze della vigilia, la carovana ha portato a termine il viaggio, riscuotendo una vasta attenzione da parte dei media nazionali.

Back Home
Un viaggio intrapreso in occasione del Giubileo della Speranza, che ha attraversato l’Europa da Londra a Roma. Un itinerario denso di significato che ha toccato luoghi simbolici — dalle spiagge dello sbarco in Normandia fino a Parigi e Strasburgo — culminato nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il Viaggio alla Fine del Mondo (Cammino di Santiago)
Il terzo grande progetto ha visto i ragazzi cimentarsi nel Cammino di Santiago, partendo dai sentieri dei Pirenei fino ad arrivare all’oceano di Finisterre. “È stato un momento molto profondo per tutti i ragazzi“, ha confessato Regoli. Lungo la strada, compiendo gesti simbolici come l’abbandono delle proprie pietre e paure alla Cruz de Hierro, i giovani hanno imparato che condividere i propri pesi li rende più leggeri.
Un’impronta concreta sul territorio: beni confiscati, accoglienza e nuove opportunità
Accanto alle grandi carovane e alle attività quotidiane, la cronaca più recente dell’associazione testimonia una presenza radicata sul territorio e un impegno costante sul fronte della legalità. Tra i traguardi più significativi spicca l’inaugurazione a Tarquinia della “Casa degli Abbracci”, un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività come luogo di inclusione e coesione sociale, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
A questa realtà si affianca l’esperienza della “Casa del Sole” a Vignanello, un ostello della gioventù gestito direttamente da ragazzi con disabilità, diventato un modello concreto di autonomia e inserimento lavorativo.
Tra campagne di solidarietà diffusa — come l’iniziativa pasquale con le uova “Be Different” — e il ricordo vivo dell’eredità spirituale di don Antonio Mazzi, Juppiter continua a dimostrarsi una realtà dinamica, capace di trasformare ogni fragilità in una preziosa risorsa per l’intera comunità.



