Attaccava. E come se attaccava. Spianava montagne, macinava chilometri, tagliava traguardi, alzando le braccia e chiudendo sia gli occhi sia i pugni. Il suo stile, inconfondibile, gli ha regalato anche un soprannome che nessuno ha mai dimenticato: El Diablo. Claudio Chiappucci è stato un campionissimo del ciclismo.
Negli anni ‘90 del secolo scorso, con le sue fughe ha fatto sognare tutta l’Italia. A distanza di quarant’anni dall’anno che lo ha consacrato tra i professionisti, Chiappucci ha deciso di raccontare la sua storia, i suoi luoghi, le sue vittorie e i momenti più significativi della sua vita da atleta. Da quelli più tragici a quelli più memorabili.
Venerdì 14 novembre, El Diablo ha presentato a Sezze la sua autobiografia “Claudio Chiappucci. I luoghi del Diablo”, edito da Lab DFG e scritto a quattro mani col giornalista Federico Vergari.
“Claudio Chiappucci. I luoghi del Diablo” è più di una autobiografia
Il libro non è una classica autobiografia, ma una raccolta di ricordi, luoghi e sensazioni. Dalle strade degli esordi alle salite che hanno fatto la storia del ciclismo, dalle classiche monumento ai grandi Giri. Claudio Chiappucci in questo libro si scrolla di dosso la necessità del racconto strettamente sportivo e dona al lettore la bellezza e l’umanità delle storie. E il ciclismo, quando si tratta di belle storie da raccontare, non è secondo a nessuno sport.
Ad arricchire il racconto ci sono anche i contributi di Gianni Bugno, Davide De Zan, Roberto Di silvio, Miguel Indurain e Beppe Conti, oltre alla prefazione di Guido Meda.
Il telecronista di Sky Sport, voce del motociclismo, ha ricordato così, alla sua maniera, El Diablo Chiappucci: «Ho visto il Diablo e le sue tentazioni. Perché lui in corsa era la tentazione, l’incarnazione del rischio di quello che attacca quando gli altri non osano farlo, che si prende carico della corsa come fosse una faccenda personale. Non un Diablo che spunta dietro alla spalla e inganna, ma un Diablo che ti spinge a sfidare l’impossibile: “Prova, anche se non ce la farai, prova”».



