“La sanità produce benessere, non denaro”: il Prof. Martelli ripercorre la sua battaglia per il Forlanini

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Il Prof. Massimo Martelli, chirurgo toracico, per anni primario della chirurgia toracica dell’ospedale Forlanini e nel 2010 Commissario Straordinario dell’ospedale San Camillo di Roma racconta, durante un’intervista rilasciata a Risorse.news in occasione della cerimonia di assegnazione del “Premio Invictus Day – Mandela Day from Roma Capitale“, vent’anni di lotta per salvare l’ospedale romano Carlo Forlanini, tra spending review, progetti bocciati e il sogno mai realizzato di 320 posti letto per gli anziani. Nel raccontare la storia del Forlanini cita la situazione del San Giacomo, chiuso nel 2008. La chiusura definitiva dei due ospedali è avvenuta, ma la speranza e la lotta per la riapertura del Forlanini sono invece sempre presenti, accanto alla volontà che conservi il suo carattere di ente pubblico.

Il racconto e la lotta di Massimo Martelli

C’è una data che il chirurgo Massimo Martelli, per anni primario all’ospedale Forlanini di Roma, non dimentica: il 2006, l’anno in cui la spending review decreta la chiusura di due storici ospedali della Capitale, il Forlanini e il San Giacomo. Da quel momento comincia una battaglia che dura ancora oggi.

Ho detto: non ti azzardare a chiudere il Forlanini“, racconta il chirurgo, ricordando lo scontro diretto avuto con il Presidente Marrazzo all’epoca. Una presa di posizione che, a suo dire, ha fatto la differenza: mentre il San Giacomo chiude i battenti il 31 ottobre 2008, il Forlanini resiste altri anni, “Fino a che io sono primario“, sottolinea con orgoglio Massimo Martelli.

Ma la resistenza di un singolo medico, per quanto tenace, non basta a fermare processi più ampi. Martelli è convinto che la responsabilità della crisi della sanità pubblica non ricada solo su chi governa la macchina amministrativa, ma anche su una parte della classe medica troppo silenziosa. “Se un medico si fosse ribellato, come mi sono ribellato io, anche il San Giacomo non sarebbe stato chiuso“, afferma il Prof. Martelli, denunciando un sistema in cui la mancata presa di posizione di direttori generali e primari finisce per danneggiare i cittadini, alimentando le liste d’attesa che tutti conoscono.

I tentativi di privatizzazione

Uno dei passaggi più duri del racconto del Prof. Massimo Martelli riguarda i tentativi di cedere la struttura pubblica a soggetti privati. Il primario racconta di essersi opposto con fermezza. Per il chirurgo, cedere un ospedale pubblico a realtà private, quale che sia la natura, avrebbe significato un passo indietro decisivo. Si è opposto e si opporrà apertamente, precisando di non voler mancare di rispetto a nessuno ma di voler difendere un principio di fondo: la sanità pubblica deve rimanere e deve essere un diritto per tutti i cittadini.

Nel ripercorrere le tappe della sanità italiana, Martelli richiama la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale del 1978, definita la più bella legge mai scritta in materia, e la successiva riforma del 1992, che introdusse il concetto di “azienda sanitaria”. Un cambio di paradigma che il medico contesta apertamente: “La sanità non è un’azienda, ragazzi, la sanità deve produrre benessere, non denaro“.

Un progetto presentato e respinto due volte

Il Forlanini chiude definitivamente nel 2015. Tuttavia, già nel 2010 Martelli aveva provato a invertire la rotta con un progetto di rilancio che, a suo dire, non costava niente alle casse pubbliche ed era propriamente rivolto al benessere dei cittadini. La risposta che ricorda di aver ricevuto è stata gelida e, anche con le dovute riproposte e insistenze, quel piano è stato respinto con estrema rigidità. Il Prof. Martelli racconta di aver presentato più volte, anche di recente, una versione aggiornata di quel piano alle istituzioni competenti, senza arrendersi nonostante l’età: “Io continuo a combattere“.

Il progetto mai accolto: i 320 posti letto di RSA

Un altro tema tra i più pesanti dell’ospedale Forlanini è il capitolo delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Nel progetto del 2010 il Prof. Massimo Martelli aveva previsto 320 posti letto dedicati proprio all’RSA, pensando a un’Italia che invecchia rapidamente: “Fra poco non ci sarà la forza per sostenere tutti gli anziani“, avverte, ricordando che il Paese ha oggi uno dei tassi di anzianità più alti al mondo. Il problema, spiega, è anche economico: le RSA regionali che lui proponeva in passato non generavano profitto speculativo, a differenza della corsa al privato a cui assistiamo oggi. Per questo, conclude, citando la celebre frase attribuita all’imperatore Vespasiano: “Pecunia non olet: il denaro non puzza”

A distanza di quasi vent’anni dalla prima minaccia di chiusura, la storia del Forlanini resta per il chirurgo un caso emblematico: quello di una sanità pubblica che, tra tagli e interessi privati, ha bisogno ancora oggi di chi sia disposto a ribellarsi.

Prof. Massimo Martelli, chirurgo toracico
Prof. Massimo Martelli, chirurgo toracico

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