Scuola e denatalità, il Ministro Valditara: “Servono nuovi criteri di formazione delle classi e degli organici”

Il calo demografico registrato negli ultimi anni impatterà in maniera importante anche sul mondo scuola. Questa è la realtà raccontata dai numeri, una realtà che preoccupa il Governo in toto, ma in particolare il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Ricordiamo che il 2022 è stato l’anno più buio in termini di denatalità; per la prima volta, infatti, il numero di nuovi nati in Italia è sceso al sotto della soglia dei 400 mila, che si traduce in meno di 7 neonati e più di 12 decessi ogni 1.000 abitanti.

Le conseguenze della denatalità sulla scuola

Per arginare il fenomeno serve intervenire tempestivamente. In proposito, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la seconda giornata degli Stati Generali della Natalità (12 maggio 2023), ha confermato: “Fin dal primo giorno il Governo ha messo figli e genitori in cima all’agenda politica, ha fatto della natalità e della famiglia la priorità assoluta della nostra azione, perché vogliamo che l’Italia torni ad avere un futuro, a sperare e credere in un futuro migliore rispetto questo presente incerto”. 

Poi ha proseguito: “è una sfida che portiamo avanti non con impostazione dirigista, ma con l’approccio sussidiario, di chi crede che il compito dello Stato sia creare le condizioni favorevoli, con l’ambiente normativo e soprattutto sul piano culturale, alla famiglia, all’iniziativa, allo sviluppo, al lavoro”.

Donne, lavoro e maternità

Sul tema del lavoro, il Premier ha anche riferito di come le donne debbano sentirsi in grado di sostenere i ruoli di madre e lavoratrice senza dover affrontare rinunce. “Se le donne – ha spiegato – non avranno la possibilità di realizzare il desiderio di maternità senza rinunciare a quello professionale non è che non avranno pari opportunità, non avranno libertà”.

Dunque, il Governo c’è e si impegna quotidianamente perché il trend negativo veda un’inversione di marcia. Il punto, però, è che allo stato attuale il calo demografico ha già determinato un impatto importante sulle scuole. Lo ha ribadito anche il Ministro Valditara, citando i numeri e chiarendo che si dovranno fare delle scelte tempestive e risolutive. 

I banchi vuoti, oggi, sono quelli delle scuole dell’infanzia e della primaria. Tuttavia, stando a quanto ricavato da una ricerca di Tuttoscuola, durante i prossimi cinque anni a chiudere le porte saranno ben 1200 istituti scolastici. L’indagine effettuata dalla rivista di settore ha inoltre rilevato che negli ultimi dieci anni, studiando i numeri diffusi dal ministero dell’Istruzione, sono state chiuse ben 2600 scuole. Il dato si riferisce in particolar modo al Sud Italia. 

Il commento del Ministro Valditara

Durante gli Stati Generali della Natalità è intervenuto anche Valditara che ha restituito una fotografia molto chiara dell’attuale situazione nel nostro Paese. “Dati alla mano – ha riferito – vediamo quale impatto il futuro demografico avrà sulla scuola e sull’istruzione per il prossimo decennio. Il quadro è effettivamente allarmante. Fra 10 anni dagli odierni 7,4 milioni di studenti, dato del 2021, nell’anno scolastico 2033/34 si scenderà a poco più di 6 milioni, ad ondate di 110/120mila ragazzi in meno ogni anno“. 

Inoltre, ha chiarito che se il trend continuerà ad essere questo: “l’organico docente, che è una variabile dipendente degli studenti, rischierebbe di passare dalle attuali oltre 684mila cattedre a circa 558mila nel 2033/34. Una riduzione di 10/12mila posti di lavoro ogni anno, ma dobbiamo dare risposte su questo tema“. Quindi è a rischio anche il lavoro di migliaia di docenti. 

Valditara ha anche condiviso il piano d’azione che dovrà essere attuato. La denatalità, perciò, “dovrà condurre a nuovi criteri di formazione delle classi, dovrà condurre ad una revisione dei criteri di formazione degli organici. Non si tratta di ragionare soltanto su un mero salvataggio delle cattedre a rischio, ma si tratta di proporre vedute più ampie e lungimiranti che il mio dicastero ha particolarmente a cuore e che vanno all’insegna della lotta alla dispersione scolastica, all’insegna di una sempre maggiore efficacia della formazione“.

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