L’Italia ai Campionati europei a squadre scrive la storia: è prima

È un coro inequivocabile a scandire un risultato storico, una prima volta che sottolinea come l’atletica leggera italiana sia in ottima salute. Dalle tribune del Silesian Stadium di Chorzow, in Polonia, il Presidente Stefano Mei, il Capitano Gianmarco Tamberi, lo staff tecnico e tutti gli atleti della spedizione azzurra hanno festeggiato il successo ai Campionati europei a squadre intonando a squarcia gola quel “Siamo noi, i Campioni dell’Europa siamo noi” che di fatto ha certificato il raggiungimento di un prestigioso obiettivo. Mai, prima di domenica 25 giugno, l’Italia si era issata in cima a quella rassegna che una volta veniva chiamata Coppa Europa.

 

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Migliorarsi di edizione in edizione, fino a diventare la migliore scuola del Continente

Nella regione della Slesia, i nostri portacolori si sono cinti il collo con 7 medaglie d’oro, 5 d’argento e 3 di bronzo. 15 medaglie cha hanno permesso all’Italia di svettare nel medagliere e nella classifica delle Nazionali appartenenti alla prima divisione. I 24 punti di vantaggio sulla Polonia (426.50 punti contro 402.50) e i 39 sulla Germania, oggi, possono essere visti e letti come un solco di proporzioni abissali.

Due anni fa, alla vigilia della trasferta per le Olimpiadi di Tokyo, sempre nel sud della Polonia, gli azzurri avevano ottenuto un ottimo secondo posto alle spalle dei padroni di casa. Un risultato importante per due motivi: per i punti di distacco dai vincitori (soltanto 2 e mezzo, 181.5 per la Polonia contro i 179 dell’Italia) e per l’ottimo lavoro svolto nei lustri precedenti. Dai sesti posti del 2015 e del 2017 al quarto del 2019 (a mezzo punto dalla Francia terza e ad un punto e mezzo dalla Germania seconda), l’atletica italiana aveva sempre migliorato le sue prestazioni ed i suoi piazzamenti. Oggi, è a tutti gli effetti la migliore scuola europea.

Capitan Tamberi, l’ispiratore di questa Italia

A guidarla, con un tricolore ben impresso sul bicipite sinistro, come se fosse la sua personalissima fascia da capitano, Gianmarco Tamberi. Il Campione olimpico, uno dei nove ori di Tokyo presenti alla manifestazione continentale, ha saltato un buon 2.29 che gli è valso il gradino più alto del podio davanti al belga Thomas Carmoy. Il trentunenne di Ancona, dopo aver tentato un primo salto a 2.32, ha provato ad eguagliare la migliore prestazione mondiale della stagione a 2.34. Non è andata come voleva, ma il suo percorso gli ha permesso di confermarsi il miglior saltatore in alto del Continente.

Con la sua impareggiabile allegria e con il suo orgoglio travolgente, sui social della Federazione italiana di atletica leggera si è lasciato andare: “Pazzesco, davvero. Anni fa, quando mi è stato assegnato questo ruolo da Capitano, eravamo veramente lontani da quello che siamo oggi. Non posso che essere orgogliosissimo dei ragazzi, non solo per i risultati ma per il modo con cui si sostengono a vicenda. Quello che sto cercando di fare da capitano è riportare l’entusiasmo e quell’unione che ci hanno sempre contraddistinto nelle selezioni giovanili. L’unione, senza dubbio, si vede. Siamo l’unica squadra che sugli spalti fa un tifo scatenato per il nostro atleta in gara. Oggi, siamo una delle Nazionali più forti del mondo.

Seguendo Tamberi, gli altri successi azzurri

Il buon esempio della guida di questa selezione azzurra è stato seguito anche da Samuele Ceccarelli nei 100 metri, Alessandro Sibilio nei 400 ostacoli, Zane Wier nel lancio del peso, Tobia Bocchi nel triplo e Sara Fantini nel lancio del martello. Tutti atleti d’oro.

Il Campione europeo dei 60 metri indoor ha fermato per la seconda volta nella stagione il cronometro sui 10 secondi e 13 centesimi. Dopo i successi agli assoluti indoor di Ancona e agli Europei indoor di Istanbul, il classe 2000 di Massa non può più essere descritto come una promessa. Ceccarelli è una certezza. È un’altra velocissima freccia della nostra Nazionale.

48 secondi e 14 centesimi, questo è il tempo con cui Alessandro Sibilio si è imposto nei 400 ostacoli. Il classe ’99 di Napoli, finalista a Tokyo con un tempo di 47”93, si è mangiato ostacoli, pista ed avversari, a tal punto da rifilare mezzo secondo all’estone Rasmus Magi e 70 centesimi al turco Ismail Nezir.

Nel triplo, invece, Tobia Bocchi ha impiegato tre salti per fissare a 16.84 metri la misura della vittoria. Una prestazione convincente quella del carabiniere di Parma, che era partito con un 16.48 al primo tentativo, per poi raggiungere i 16.78 al secondo, fino a quel 16.84 che non è stato più ritoccato dai suoi rivali. Le altre due medaglie d’oro dell’Italia sono arrivate dai lanci, dove il pesista sudafricano naturalizzato italiano Zane Wier e la martellista Sara Fantini hanno ipotecato il successo, lanciando rispettivamente il peso ed il martello a 21.59 metri e a 73.26 metri.

I 5 argenti dell’Italia

Sul secondo gradino del podio, invece, sono saliti la 4×100, Mattia Furlani, che nel salto in lungo ha sfiorato gli 8 metri (7.97 metri), Ayomide Folorunso nei 400 ostacoli, la discobola Daisy Osakue e la mezzofondista Nadia Battocletti, che, nonostante il trionfo nella sua serie, non ha ricevuto la medaglia d’oro. Il crono dell’azzurra è stato più lento di 10 secondi rispetto a quello fatto registrare dalla lettone Agata Caune nella seconda divisione.

Il meccanismo dei Campionati europei a squadre, infatti, prevede tre divisioni: una prima, che è paragonabile ad una Serie A e che vede sfidarsi le migliori 16 squadre d’Europa, una seconda (Serie B) ed una terza (Serie C). Se nei primi 3 giorni si confrontano gli atleti della terza e della seconda divisione, negli ultimi 3, invece, tutto lo stadio è riservato alla first division. Per vincere l’oro ed accaparrarsi il massimo dei punti, non è sufficiente il successo nella gara della propria divisione. È necessario che nessun altro atleta, indipendentemente dal fatto che gareggi nella Serie A, Serie B o Serie C, faccia una prestazione migliore. Purtroppo, la finale della Battocletti è stata più lenta rispetto alla gara della seconda divisione.

3 bronzi che non soddisfano appieno gli atleti

Infine, i tre bronzi. Yemaneberhan Crippa (5.000 metri), Larissa Iapichino (salto in lungo) e Ottavia Cestonaro (salto triplo) hanno chiuso la manifestazione con un risultato che, stando alle loro considerazioni e ai loro commenti, non era quello che si aspettavano. Volevano qualcosa di più di un terzo posto.

I prossimi appuntamenti continentali

Dopo 3 edizioni consecutive in Polonia, di cui le ultime due a Chorzow, i Campionati europei a squadre dovrebbero emigrare in Spagna, a Madrid per la precisione. La decisione finale sulla sede che ospiterà l’edizione del 2025 sarà presa entro la fine di luglio.

Prima del 2025, però, ci sono i Campionati europei di Roma. Dal 7 al 12 giugno 2024, lo Stadio Olimpico accoglierà i migliori atleti del Vecchio Contenente. Sarà un test importante per l’Italia, ma anche una verifica dello stato di forma dei pretendenti al titolo olimpico. Ebbene sì, la manifestazione di Roma si chiuderà 44 giorni prima della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Parigi.

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